L’Iran ha ufficialmente nominato Mojtaba Khamenei, figlio secondogenito del defunto Ayatollah Ali Khamenei, come nuovo Guida Suprema del paese. L’annuncio è stato ufficializzato da un comunicato diffuso dai principali media statali a seguito della decisione del comitato di alti chierici sciiti dell’Assemblea degli Esperti, l’organo clericale responsabile della selezione del leader supremo.
Mojtaba Khamenei, 56 anni, assume così la carica più alta della Repubblica Islamica, succedendo al padre che ha guidato il paese per oltre tre decenni fino alla sua morte, avvenuta il 28 febbraio in un attacco aereo congiunto Usa-Israele che ha segnato l’inizio della guerra in corso. L’uccisione di Ali Khamenei, considerata il “colpo d’apertura” del conflitto, ha lasciato l’Iran in una situazione di emergenza, con continue offensive militari americane e israeliane.
Una scelta di continuità
La nomina di Mojtaba rappresenta una chiara scelta di continuità per il regime, in un momento in cui Teheran affronta un’escalation senza precedenti. Il nuovo leader è noto per i suoi stretti legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), la potente forza paramilitare che controlla gran parte dell’apparato di sicurezza e dell’economia iraniana. Oltre a essere l’autorità religiosa e politica suprema, Mojtaba Khamenei assume anche il ruolo di comandante in capo delle forze armate.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno immediatamente espresso piena fedeltà al nuovo Guida Suprema. In una dichiarazione diffusa domenica, l’IRGC ha affermato: «Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche… è pronto per l’obbedienza completa e il sacrificio di sé nell’eseguire i comandi divini del Giurista Guardiano del tempo, Sua Eminenza l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei».
Tel Aviv e Washington minacciano il nuovo leader. Israele ha minacciato più volte di eliminare chiunque succedesse ad Ali Khamenei, e l’esercito israeliano ha ribadito che perseguirà «qualsiasi successore» nominato. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un’intervista ad Abcs News, ha definito la scelta di Mojtaba Khamenei «inaccettabile» e ha avvertito che il nuovo leader «non durerà a lungo» senza l’approvazione americana.