Una nave israeliana sarebbe stata colpita da un missile iraniano. A darne notizia è Channel12, secondo cui l’attacco sarebbe avvenuto nel Mare Arabico. La nave, probabilmente la Lori di proprietà della compagnia XT Management – base ad Haifa e diretta da Udi Angel – sarebbe danneggiata ma ha comunque deciso di proseguire la rotta. Secondo le prime informazioni, il cargo era diretto in India dopo essere partito dalla Tanzania e sono state le autorità israeliane ad avvertire direttamente la compagnia dopo la segnalazione (forse) di un’esplosione a bordo della nave.

Da Israele per ora filtrano poche informazioni. I media confermano finora il report di Channel 12, mentre Haaretz riporta il commento di un portavoce del ministero degli Esteri che ha detto che il governo sta valutando il rapporto. Quello che è certo è che secondo i siti di tracking che hanno analizzato la rotta della Lori, a un certo punto del tragitto la nave ha condotto una manovra molto brusca e totalmente inaspettata al largo della costa dell’Oman tra le 15:50 e le 16:50.

Dall’Iran, come da Israele, non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali. Ha parlato per ora solo l’agenzia Tasnim, considerata molto vicina ai Pasdaran, che in un articolo ha scritto: “Come prevedibile, i media sionisti hanno affermato, senza fornire alcuna prova, che la nave, diretta in India dalla Tanzania, è stata colpita dall’Iran”.

Avi Scharf, redattore della versione inglese, riporta un aneddoto curioso. La nave che sembra essere stata colpita dal missile iraniano è di proprietà dello stesso magnate israeliano il cui aereo privato è usato da Benjamin Netanyahu per una missione segreta in Medio Oriente. Probabilmente quella per incontrare Mohammed bin Salman. Una coincidenza che potrebbe però aprire a diverse interpretazioni.

L’escalation marittima tra Iran e Israele

In ogni caso, è evidente che da qualche tempo si sia avviata una pericolosa escalation marittima tra Iran e Israele. La tensione è salita all’improvviso dopo la denuncia di Israele riguardo un presunto attacco iraniano contro la Mv Helios Ray, colpita mentre navigava nel Golfo dell’Oman. La nave aveva poi attraccato a Dubai, dove era arrivata una squadra di specialisti dello Stato ebraico per indagare su quanto avvenuto in mare. Dryad Global, società di intelligence marittima, aveva detto ad Associated Press che poteva trattarsi di una “attività asimmetrica da parte dei militari iraniani”. Ipotesi accreditata da numerosi analisti militari e di intelligence e che si unirebbe alla notizia di questo attacco contro un altro cargo israeliano e sempre verso il Golfo dell’Oman. Netanyahu aveva detto di voler fermare l’Iran a qualsiasi costo.

Attacchi da una parte e dall’altra. A fine febbraio, l’Iran aveva accusato Israele di aver colpito la sua nave, la Shahre Kord, nel Mediterraneo. Dopo un’inchiesta del Wall Street Journal, sono venuti alla luce una serie di attacchi contro cargo iraniani da parte della marina militare israeliana sia nel Mar Rosso che nel Mediterraneo. Secondo le indagini dei giornalisti americani, approfondite poi da quelli israeliani, tutte le navi colpite da Israele sarebbero state dirette in Siria, eludendo così le sanzioni contro Damasco. Gli attacchi sono avvenuti almeno dal 2019. Una serie di colpi che hanno provocato danni enormi a Teheran, non solo economici ma anche strategici.

Intanto, il canale di Suez resta bloccato. E questo potrebbe essere un problema di non poco conto per il commercio mondiale, che si trova ora ad avere una regione potenzialmente esplosiva e ad alto rischio. La rotta al largo dell’Oman rischia di essere considerata poco sicura, mentre il canale è ancora fermo dopo giorni di lavori per spostare la porta container incagliata. Raggiungere l’Oceano Indiano dal Mediterraneo diventa molto complicato per chiunque. Israele, per esempio, ha solo Eilat come porto nel Mar Rosso.