Secondo le ultime notizie riportate dall’emittente tedesca ZDF, gli inquirenti tedeschi hanno identificato due sospettati nel tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle, avvenuto a inizio agosto, quando un drone ed esplosivi erano stati ritrovati nei pressi di alcuni aerei cargo ucraini. Si tratterebbe di un uomo originario della Bielorussia in possesso di passaporto russo e di un cittadino russo con passaporto lettone: entrambi risultano attualmente latitanti. Il primo sarebbe stato rintracciato grazie a tracce di DNA lasciate sulla scena del crimine e già presenti nei database della polizia per precedenti reati — un profilo che gli investigatori definiscono un «agente sacrificabile». Il secondo, già sotto sorveglianza prima dell’attentato, sarebbe invece entrato in Germania dall’aeroporto di Berlino per poi lasciare il Paese prima dell’attacco, facendo ipotizzare agli inquirenti un suo «ruolo organizzativo». Le indagini, secondo Berlino, condurrebbero «chiaramente» verso la Russia.
Vi sono, tuttavia, aspetti ancora non del tutto chiari. «Quando vedremo le prove della colpevolezza della Russia, signor Merz?» chiede in un editoriale il Berliner Zeitung, lo storico giornale di Berlino, segnale che in Germania non tutti si accontentano delle spiegazioni sin qui fornite. Ne parliamo oggi con Stephen D. Bryen, un esperto americano di strategia di sicurezza e tecnologia, già Deputy Under Secretary of Defense for Trade Security Policy (1981-1988) e fondatore nonché primo direttore della Defense Technology Security Administration, l’agenzia del Pentagono incaricata di controllare i trasferimenti di tecnologie sensibili; in seguito è stato presidente di Finmeccanica North America (oggi Leonardo) e commissario della U.S.-China Economic and Security Review Commission. Due volte insignito della più alta onorificenza civile del Dipartimento della Difesa, oggi è Senior Fellow del Center for Security Policy e cura una seguitissima pagina Substack (Weapons and Strategy).
Il ministro dell’Interno tedesco Dobrindt ha affermato che la configurazione, i componenti, l’esplosivo e la tecnica di innesco del drone corrispondono a «operazioni ibride russe» già note. Alcuni osservatori, come il giornalista Schreyer, obiettano che i casi precedenti citati come «riferimenti» erano stati a loro volta attribuiti alla Russia sulla base di somiglianze con altri casi, senza che in alcun punto della catena emergesse una prova indipendente e diretta (una confessione, un’intercettazione, un documento, una traccia finanziaria verificata). Il risultato, secondo questa visione, è una serie di attribuzioni che si confermano a vicenda per somiglianza stilistica, ma senza basi solide. A suo avviso, questa critica metodologica è fondata? Quanto è affidabile un’attribuzione basata su uno «schema» quando i casi di riferimento non sono mai stati provati in modo indipendente?
«Mi vengono in mente alcune osservazioni. Ci sono molti droni russi caduti sul territorio ucraino, recuperati e analizzati dall’intelligence ucraina, e tutte queste informazioni sono state condivise con la NATO. Non ci sono informazioni o prove che il drone trovato in Germania assomigli a un qualsiasi drone russo conosciuto. I droni russi tipicamente contengono decine di componenti occidentali e, a seconda del modello, anche componenti cinesi. I russi costruiscono la struttura aerea del drone, generalmente in plastica, cartone o materiali compositi, ma ciò che si trova all’interno per la maggior parte non è di fabbricazione russa. I tedeschi non hanno individuato alcun componente russo noto nel drone trovato lì»
Probabilmente i russi lo sanno e hanno per questo tentato di sviare le indagini.
«Naturalmente, se i russi stessero usando le proprie risorse di intelligence per attaccare un aeroporto tedesco con un drone, adotterebbero tutte le misure necessarie per renderne difficile l’identificazione come russo. Il modo più semplice per farlo è prendere un drone ucraino catturato e riciclarlo. I tedeschi non ci hanno detto se il drone assomigli a un qualsiasi modello ucraino conosciuto. Ma c’è anche un altro aspetto».
Quale?
«Perché il drone non è esploso quando ha toccato terra? I tedeschi dicono che si è trattato di un innesco difettoso, per cui è atterrato accanto a un aereo ucraino, un Antonov, senza causare danni. In alternativa, il drone potrebbe essere stata una provocazione e non era destinato a fare danni. Il drone, quindi, non ha né colpito fisicamente l’aereo parcheggiato né è esploso».
Quindi?
«Se si trattava di un drone FPV (il che è probabile, anche se i tedeschi non ce l’hanno confermato), l’operatore avrebbe dovuto farlo volare direttamente contro l’aereo parcheggiato. Se sono capaci di colpire carri armati in movimento in Ucraina (da entrambe le parti) con droni FPV, possono colpire un grosso aereo fermo. Evidentemente lo scenario che ci viene presentato non ha senso».
Dobrindt descrive l’operazione come complessivamente «professionale» e di «elevata competenza tecnica», ma attribuisce l’esecuzione finale ad «agenti di basso livello», probabilmente dei dilettanti reclutati online a basso costo. Si tratta di una contraddizione interna o di una pratica nota nelle operazioni ibride russe?
«Per quanto riguarda le operazioni ibride russe, non ho idea di quale sia il livello di competenza dei loro operativi. I responsabili della diffusione del Novichok sono stati identificati come agenti dell’intelligence russa di lunga data. Erano anche degli idioti. Non esistono praticamente prove del fatto che i russi utilizzino personale non addestrato, nemmeno per garantirsi una negabilità plausibile. Il loro modus operandi consiste nell’esfiltrare gli agenti prima che possano essere catturati. Qualsiasi servizio di intelligence che si avvale di dilettanti si assume rischi inutili e agisce in modo non professionale».
Secondo Die Zeit , l’ordigno non è esploso e un contenitore di esplosivo è stato ritrovato a pochi metri di distanza. Questi elementi sono compatibili con la descrizione di un’operazione di «elevata competenza tecnica»?
«Non so cosa intendano i tedeschi con “un contenitore di esplosivo”. La maggior parte delle munizioni vaganti utilizza munizioni riadattate provenienti da diversi tipi di armi. Le più comuni sono le testate dei razzi RPG-7, che sono cariche a effetto shaped charge (a carica cava). Le cariche shaped charge sono munizioni perforanti in grado di penetrare le corazze. Dobbiamo capire meglio cosa intendano i tedeschi per “contenitore di esplosivo”, perché la terminologia risulta strana. Ovviamente, per far esplodere un aereo a terra non serve una carica cava: un dispositivo incendiario sarebbe la soluzione esplosiva più pratica».
La conferenza stampa di Dobrindt e Wadephul è durata solo pochi minuti e non ha permesso domande, nonostante la gravità dell’accusa (un attacco russo in territorio NATO). Come giudica questa scelta comunicativa?
«Per quanto riguarda la conferenza stampa (cosiddetta, poiché non è stata affatto una conferenza), essa ammette quasi che la tesi tedesca è debole»
Fonti:
«Drohnen-Fall: Zwei Verdächtige mit Russland-Bezug identifiziert», ZDFheute, 2 settembre 2026, https://www.zdfheute.de/politik/ausland/drohne-leipzig-russland-bezug-verdaechtige-spur-100.html.
Boban Dukic, “Wann sehen wir die Beweise für Russlands Schuld, Herr Merz?,” Berliner Zeitung, 2 settembre 2026, https://www.berliner-zeitung.de/article/wann-sehen-wir-die-beweise-fuer-russlands-schuld-herr-merz-10350810.
Paul Schreyer, „Eine russische Verantwortung,“ Multipolar Magazin, September 2, 2026, https://multipolar-magazin.de/artikel/eine-russische-verantwortung.
Florian Warweg, «Neue Studie findet keinerlei Beleg für „russische Spur“ bei Drohnenvorfällen in Westeuropa – Was sagt Bundesregierung?», NachDenkSeiten, 5 dicembre 2025, https://www.nachdenkseiten.de/?p=143196.
LfV Baden-Württemberg, «Low-Level-Agents: Ein Q&A mit dem LfV BW», 2 settembre 2025, https://www.verfassungsschutz-bw.de/Lde/Startseite/Meldungen+und+Archiv/Low-Level-Agents.
Melchior Poppe, «Aufnahmen vom Flughafen Leipzig/Halle zeigen offenbar, wie die Drohne in einen Flügel der Antonow prallte – und dabei ihre Sprengstoffladung verlor», Neue Zürcher Zeitung, 10 agosto 2026, https://www.nzz.ch/deutschland/politik/aufnahmen-vom-flughafen-leipzighalle-zeigen-offenbar-wie-die-drohne-in-einen-fluegel-der-antonow-prallte-und-dabei-ihre-sprengstoffladung-verlor-ld.10018903.