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“Possiamo confermare i progressi in Iraq, ma in Siria la situazione è un po’ più complicata a causa di una cooperazione tra i ribelli ed il governo siriano”.

È quanto ha dichiarato il Segretario alla Difesa britannico Michael Fallon durante un dibattito alla Camera dei Comuni sull’impegno militare inglese contro lo Stato islamico in Iraq e siria.

“In Iraq i terroristi continuano ad arretrare, sono stati spinti lungo l’Eufrate, ma quello che sta avvenendo in Siria ci preoccupa. I nostri servizi segreti paventano una possibile collaborazione tra le forze democratiche siriane ed il regime di Assad. Se venisse confermato, a trarne beneficio sarebbe soltanto lo Stato islamico”.

Fallon, che ai parlamentari ha manifestato perplessità e preoccupazione per la diffusione dell’Isis in Libia, ha sostanzialmente ripreso le dichiarazioni del ministro degli Esteri britannico Philip Hammond. Quest’ultimo, la scorsa settimana, ha attirato su di sé feroci critiche per aver palesato preoccupazione per la cooperazione tra i gruppi curdi armati, il governo siriano e le forze russe nel nord della Siria.

“Abbiamo prove inquietanti – ha dichiarato Hammond – di un coordinamento tra le forze curde siriane, il regime lealista e l’aviazione russa”. Hammond è stato fortemente criticato per i suoi commenti sui curdi, ritenuti dall’Occidente come i principali alleati in Siria ed Iraq ed equipaggiati dagli Stati Uniti.

Le dichiarazioni di Hammond prima e Fallon dopo hanno comunque messo in imbarazzo il primo ministro David Cameron che, lo scorso dicembre, ha dichiarato che l’aviazione militare inglese avrebbe schiacciato la “testa del serpente in Siria”. Un Freedom of Information (FOI) richiesta dall’Huffington Post lo scorso febbraio, ha rivelato che da dicembre ad oggi gli inglesi hanno ucciso soltanto sette terroristi in Siria. Secondo il leader dell’opposizione inglese, Jeremy Corbyn, la campagna aerea del Regno Unito in Siria “manca di strategia, intelligence sul terreno, di un piano diplomatico e palesa l’incapacità di affrontare efficacemente la minaccia terroristica”.