Negli sterminati cieli dell’Ucraina, un piccolo aereo a elica con la classica configurazione ad ala bassa, che rimanda immediatamente il pensiero ai vecchi caccia della seconda guerra mondiale, è diventato un perfetto cacciatore di droni russi. Sulla carlinga di questo Yak-52, velivolo per l’addestramento primario dei piloti militari che risale all’era sovietica, progettato dallo Yakovlev Design Bureau e operativo dal 1976, sono comparse una sequenza di “kill scores“, che, per chi non lo sapesse, sono il metodo preferito dai piloti da caccia per mostrare le vittorie confermate che hanno ottenuto in battaglia.
Sulla particolare livrea che è stata applicata all’aeroplano, un mix tra un vecchio schema mimetico con particolari della tipologia MarPat, sono apparsi i piccoli profili di dieci droni russi tra i quali possiamo distinguere almeno 7 droni da ricognizione del tipo Orlan-10, una coppia di droni Zala 421-16 e un drone di fabbricazione iraniana Mohajer-6. A dirla tutta compaio anche le sagome di un temporale e di un uccello che sembrerebbe un airone. Ma non possono essere considerati degli avversari da dog-fight. Si pensa più missioni complicate che hanno assistito ad un bird-strike e a una forte tempesta.
Come nella guerra del passato
Secondo diverse fonti, riportate da siti specializzati come The War Zone e The Avionist, l’addestratore dell’Aviazione Ucraina sarebbe stato dotato di mitragliatrici montate sopra le ali o sulla fusoliera – come si usava fare un tempo sui primi aerei da combattimento – per andare a “caccia” di droni russi grazie alle sua estrema manovrabilità e per merito della ridotta velocità che può mantenere a differenza di un jet, che non può sempre ingaggiare con facilità un oggetto volante di piccole dimensioni che, a causa della sua andatura, condurrebbe l’inseguitore verso manovre complesse al rischio di stallare.
Il video registrato da un UAV di sorveglianza russo che si è imbattuto nel “cacciatore di droni” mostra il membro dell’equipaggio che siede nell’alloggiamento posteriore mentre era intento ad “estrarre qualcosa“. Aprendo all’ipotesi che, proprio come agli albori delle guerra aerea, lo Yak-52 basi le sue reali capacità offensive sulle sole armi automatiche che vengono portate a bordo e impiegate dall’aviere che non è impegnato a pilotare.
Gli aerei a turboelica come risorsa attuale
In passato, aerei a turboelica come l’OV-10A Bronco durante la Guerra del Vietnam, o più recentemente Embraer A-29 Super Tucano, hanno dimostrato come determinate quanto antiquate caratteristiche possono rivelarsi estremamente utili nello svolgimento di compiti come il supporto alle truppe a terra o le missioni di controinsurrezione.
Quello degli Yak-52 ucraini, che sono stati utilizzati in passato anche per missioni di attacco leggero al suolo grazie alla capacità di trasportare su pod alari razzi e mitragliatrici, è decisamente un impiego nuovo e inatteso: missioni “Slow Movers Intercept“che al pari di altri adattamenti a una vasta gamma di sistemi d’arma stanno mostrando agli osservatori militari come vecchie tecnologie possano ovviare a problemi estremamente nuovi negli scenari attuali e futuri dei conflitti dei tre dominii tradizionali: Terra, Mare, Aria.