Vuoi diventare giornalista d'inchiesta?
ULTIMI POSTI
Guerra /

Il 9 dicembre avrà luogo, a Parigi, l’importante incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ed il suo omologo russo Vladimir Putin. I due saranno coadiuvati dal capo di Stato francese Emmanuel Macron e dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel e lo scopo del faccia a faccia dovrebbe essere quello di iniziare elaborare un piano che porti ad una risoluzione del conflitto nel Donbass. Le aspettative, però, dopo anni di forte tensione tra Kiev e Mosca, non possono essere molto alte. Andriy Yermak, un collaboratore di Zelensky, ha riferito che l’esecutivo ucraino vuole porre fine al conflitto, che ha provocato oltre tredicimila morti ed è entrato ormai nel suo quinto anno, ma ha anche aggiunto che qualora Mosca non si mostri disposta ad implementare gli Accordi di Minsk (una roadmap stipulata nel 2015-2016 ) in un arco di tempo ben definito l’Ucraina costruirà un muro per limitare l’influenza della Federazione Russa.

Una situazione incerta

Non è chiaro dove verrebbe costruito questo muro, se lungo il confine con la Russia, che però è parzialmente sotto il controllo dei ribelli separatisti locali oppure lungo l’attuale linea di demarcazione tra i territori controllati da Kiev e quelli occupati dagli insorti, tagliando fuori, in questo modo, una parte del Donbass dal resto del Paese. I precedenti esecutivi ucraini, in realtà, avevano già progettato la realizzazione di una struttura difensiva lungo il confine con Mosca ma l’edificazione del cosiddetto “Project Wall” ha subito dei rallentamenti e non dovrebbe terminare prima del 2021. L’obiettivo primario di Zelensky, in ogni caso,  è quello di porre fine alla guerra nell’Ucraina orientale e di normalizzare le prospettive del Paese che necessita di un periodo di pace per tornare a crescere in maniera significativa. Il problema è che le intenzioni di Zelensky dovranno trovare, per essere implementate, una sponda al Cremlino e quindi l’appoggio di Putin. Le relazioni tra le parti sono comunque migliorate negli ultimi mesi: nel mese di settembre è stato attuato un maxi scambio di prigionieri tra Russia ed Ucraina mentre, successivamente, le truppe di Kiev ed i separatisti si sono ritirati congiuntamente da alcune località poste lungo la linea di contatto e Mosca ha restituito a Kiev le navi da guerra sequestrate in seguito allo scontro navale nello stretto di Kerch del dicembre 2018.

Le prospettive

Il Capo di Stato ucraino deve anche fronteggiare l’opposizione interna di una parte della popolazione e della classe politica contraria ad ogni forma di accordo con il Cremlino e ciò rende il suo compito ancora meno facile. Ad influire sulla riuscita dell’incontro sarà anche il feeling personale tra Zelensky e Putin dato che, in definitiva, la risoluzione del conflitto è essenzialmente nelle loro mani e le prospettive di riuscita si reggono su basi molto delicate e precarie, destinate a subire stravolgimenti in caso di eventi imprevisti. I segnali, in questo ambito, sembrano buoni: Putin ha infatti definito “sincero” l’omologo ucraino. Zelensky ha reso noto che, nel corso delle trattative, insisterà su tre punti che ritiene importanti: un secondo scambio di prigionieri da realizzare preferibilmente prima della fine dell’anno, l’implementazione di un cessate il fuoco e lo sciolgimento dei gruppi armati “illegali” presenti sul territorio ucraino. Proposte ambiziose che, qualora vengano attuate anche parzialmente, potrebbero portare ad una progressiva conclusione del conflitto.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.