Il dopoguerra ha visto interfacciarsi Russia e Stati Uniti in un conflitto (freddo) che ha contrapposto l’occidente e l’oriente in due blocchi ostili. Da oltre settant’anni gli Stati Uniti hanno adottato politiche di armamento necessarie alla competizione della guerra fredda, ma la trasformazione geo-economica e la crescita esponenziale di nuove realtà ha costretto la revisione di quell’approccio strategico adottato da Washington, ad innovative metodologie di manovra contro l’asse sino-russo.

Il bilanciamento degli equilibri

Il planning statunitense di protezione dei propri interessi nell’Eurozona ed in Asia si è rinnovato attraverso la strategia del “bilanciamento degli equilibri”, che di fatto ha permesso e permette il prosieguo della leadership mondiale americana.

Tale policy sembrerebbe essere formata da due specifiche tipologie di manovra. Una detta difensiva, che prevede l’attivazione di partners alleati e mira a tenere gli avversari fuori dalla propria sfera d’influenza diretta. L’altra trasformativa, ovvero quando l’attivazione della manovra, influenza il cambiamento di un equilibrio all’interno di una nazione, senza l’uso della forza armata.

I cinque interessi nazionali vitali degli Stati Uniti

L’attuale visione politica degli Stati Uniti nei confronti della Russia sembrerebbe protesa ad evitare il deterioramento delle relazioni bilaterali. Gli Usa infatti sono incentrati a prevedere quale impatto la Russia ha o potrebbe avere in futuro su ciascuno dei cinque interessi nazionali vitali degli Stati Uniti. Tali interessi sono stati analizzati e valutati da una super-commissione presieduta da Graham Allison e Robert D. Blackwill e, nello specifico, indicano al primo punto la necessità di sviluppare politiche atte al mantenimento di un equilibrio di potere in Europa e in Asia. Il secondo si focalizza sostanzialmente sul bisogno di garantire la sicurezza energetica, mentre il terzo è invece  incentrato sulla capacità di dover prevenire l’uso e la diffusione di armi nucleari e quelle di distruzione di massa. Il quarto punto è articolato sempre su politiche di prevenzione ed indica la necessità di prevedere ed evitare attacchi terroristici su vasta scala o addirittura prolungati su suolo americano. Infine, il quinto ed ultimo mira ad incrementare tutte quelle politiche strategiche per poter assicurare la stabilità dell’economia internazionale.

Ma per scongiurare un conflitto convenzionale e l’inizio di una nuova guerra fredda anche con la Cina, le politiche a stelle strisce dovranno concentrarsi proprio su un bilanciamento difensivo, applicando quella che in gergo è chiamata “difesa del porcospino”, Tale operazione prevede il rafforzamento dei partner sia in Europa che in Asia, così da respingere le politiche di pressione, sia da parte russa che cinese, senza l’uso della forza bellica.

Progetto Mayflower Group

Uno strumento statunitense atto a favorire la cooperazione, la competizione ed il confronto con la Russia è il Mayflower Group. Tale sistema, attivo già nel 2018, è stato progettato per fronteggiare le problematiche di scontro su terreni svantaggiosi come per esempio l’Ucraina, la Siria, l’interferenza elettorale russa negli Usa o la vendita di gas o petrolio. Uno dei meccanismi di questo progetto riporta proprio al concetto di capacità di armamento di hub (che in questo caso sono le nazioni alleate), da parte degli Stati Uniti.

Un esempio anomalo fa riferimento proprio al problema russo-ucraino ed alla mancata azione di bilanciamento da parte degli Stati Uniti nell’attivare la Germania ed Il Giappone per sanzionare l’invasione russa della Crimea, avendo quest’ultime interessi economici con Mosca. Tale decisione però, ha trovato una sua ratio, nell’evitare di rendere la Russia estremamente debole sotto le sanzioni, in quanto ció garantisce che quest’ultima non stringa ulteriori relazioni con Pechino, minacciando gli interessi di entrambe.

L’impatto russo sugli interessi Usa

È possibile che gli Stati Uniti applicheranno un approccio difensivo anche in Europa con il fine di  stimolare l’azione tedesca ad una riconciliazione Russo-Ucraina. Berlino non solo è un hub strategica Usa per la costruzione della seconda via per il transito energetico, detta”Nord Stream”, ma essa riveste un ruolo fondamentale affinché Mosca continui a garantire il passaggio di gas e petrolio attraverso l’Ucraina.

Tali manovre di bilanciamento si sono dimostrate estremamente efficaci in quanto hanno consentito, nel 2019, proprio l’accordo sul gas tra Ucraina e Russia e la ripresa dei colloqui per la risoluzione del conflitto del Donbas. Inoltre quest’ultime saranno estremamente importanti in un futuro, affinché la Russia stessa possa essere attivata verso la Cina per la risoluzione di altri conflitti in aree complicate.