La notte di Tripoli viene scossa da altri raid e da numerose esplosioni che segnano una possibile nuova escalation del conflitto. Dopo quanto accaduto tra domenica e lunedì, con i primi bombardamenti che raggiungono la capitale libica nel quartiere meridionale di Abu Salim, nelle scorse ore diversi report parlano, come si legge sull’agenzia Agi, di una “pioggia di missili” verso il centro. Ma in realtà sarebbe ancora una volta la zona di Abu Salim ad essere maggiormente bersagliata.

“Ci sono vittime”

Le prime notizie circa un nuovo bombardamento che interessa Tripoli corrono su internet e riportano numerose esplosioni all’interno del perimetro urbano della capitale. La giornata di martedì trascorre senza grossi scossoni nei vari campi di battaglia, ma la tensione rimane comunque palpabile anche nel centro della capitale libica: le esplosioni della notte, risvegliano i tripolini e ricordano agli abitanti della metropoli la guerra in corso a pochi chilometri dalla periferia meridionale di Tripoli. E sono proprio le zone a sud del centro le maggiormente colpite dai missili piovuti a cavallo della mezzanotte: come accennato in precedenza, i razzi raggiungono nuovamente il quartiere di Abu Salim.

Con il trascorrere delle ore, emergono i dettagli riportati dalle testate locali: in particolare, si parla in totale di sette esplosioni che scuotono Tripoli e la zona sud di Abu Salim, segno di come la battaglia attualmente continui a svilupparsi tra la “Second Ring Highway” e l’aeroporto internazionale. Sono poi proprio i media libici a parlare di vittime: come riportato d LaPresse, i raid su Abu Salim delle scorse ore avrebbero provocato almeno quattro morti. Ancora una volta i missili avrebbero colpito, non si sa se per errore o meno, delle aree residenziali apparentemente senza particolari obiettivi militari nelle vicinanze.

Botta e risposta tra Al SArraj ed Haftar

I sospetti sui missili lanciati verso la zona sud di Tripoli ricadono ovviamente sull’Lna, il Libyan National Army, l’esercito comandato dal generale uomo forte della Cirenaica Khalifa Haftar. I razzi sarebbero partiti infatti da una zona controllata dall’Lna, i cui uomini da domenica sono bloccati in una linea del fronte poco a nord dell’aeroporto internazionale a circa 20 chilometri dall’estrema periferia meridionale di Tripoli. Il bombardamento nascerebbe dalla volontà di premere proprio i settori a sud del centro della capitale libica, lì dove sono concentrate le più importanti difese delle milizie rimaste fedeli al governo di Al Sarraj.

Non esiste però una rivendicazione ufficiale di quanto accaduto da parte dell’Lna, in queste ore nessun responsabile dell’esercito in questione riporta operazioni riconducibili ai bombardamenti della scorsa notte. Su Channel218 invece, il canale libico con sede ad Amman, vengono pubblicati due comunicati in cui si punta il dito contro Haftar. Il primo proviene direttamente dal comando generale di Tripoli, in cui pur se non vi è menzione esplicita del generale si fa preciso riferimento all’uomo forte della Cirenaica: “Condanniamo questi bombardamenti indiscriminati, sappiamo chi è stato – si legge – Si tratta di un vero atto terrorista”. In un’altra nota invece, si riportano le considerazioni della commissione nazionale per i diritti umani in Libia: “Bombardare su aree civili – si afferma, tra le altre cose, nella nota – è un crimine contro l’umanità”.

Nel corso della mattinata di mercoledì invece, da Bengasi arriva la smentita da parte dell’esercito di Haftar circa la responsabilità dei raid su Abu Salim: “Sono state le milizie di Tripoli a causare questo bombardamento indiscriminato sulla città – si legge nelle dichiarazioni di Ahmed Al Mismari, portavoce dell’Lna, come riportato da AgenziaNova – I missili sono stati lanciati dalla zona di al Muz e dalla caserma Hamza”.