Libia, la Francia fa marcia indietro con l’Italia. E dietro c’è la mano di Trump

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Prove di intesa tra Francia e Italia sul fronte libico. Il ministro francese Jean-Yves Le Drian, ha incontrato alla Farnesina il suo omologo italiano Enzo Moavero Milanesi per mettere a punto una prima bozza di intesa sulla Libia. Il caos avanza insieme alle truppe di Khalifa Haftar. Ma adesso, con la battaglia di Tripoli arenata a sud della capitale, tutto appare più fumoso: in particolare i piani del generale e dei suoi sponsor principali.

Il ministro francese è arrivato a Roma con alcune importanti precisazioni. Ha parlato della necessità di una partnership solida fra Italia e Francia sulla Libia e ha voluto confermare che “non è possibile fare nulla in Libia se non c’è un’intesa franco-italiana solida e non c’è una via d’uscita dalla crisi se non è politica”. Parole che sembrano gettare acqua sul fuoco rispetto alle tensioni di queste ultime settimane, con molti esponenti del governo italiani che hanno più volte accusato Emmanuel Macron e il governo francese di soffiare sul fuoco della Libia per interessi economici e strategici scatenando il caos che si vive in questi giorni. Ma sono parole che destano soprattutto interesse per il tempismo: sicuramente non casuale.

Le Drian non è uno sprovveduto. Conosce il dossier Libia come le sue tasche ed è da mesi che tiene contatti con tutte le fazioni libiche. I suoi viaggi a Tripoli, Bengasi e altri città libiche sono stati sempre dei segnali molto chiaro riguardo al suo attivismo in tutto il Nord Africa. Una mossa di Le Drian non è mai una decisione frutto di una mancata ponderazione. E in Africa settentrionale sa di giocare una partita complessa e non per forza come perdente.

Ma in queste ore, proprio mentre Le Drian parlava a Roma con Moavero, è arrivata una notizia, o meglio, è arrivata una comunicazione da parte degli Stati Uniti che può cambiare sensibilmente il corso del conflitto libico. O quantomeno l’attuale escalation di Tripoli. La Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha telefonato al generale Haftar per discutere dell’attuale situazione in Libia e riconoscendogli un ruolo nella lotta al terrorismo, pur chiedendo la fine delle violenze.

Insomma, mentre Le Drian discuteva a Roma con il “rivale” italiano, da Washington arrivava il segnale che in molti attendevano, specialmente a Palazzo Chigi: gli Usa, di fatto, rimettono il piede in Libia. E il messaggio rivolto a tutti i partner coinvolti nella guerra per procura libica è netto: “Fermatevi”. Perché a Trump non interessa il caos in Libia né tantomeno interessa una guerra fratricida fra alleati, visto che tutti gli attori coinvolti nel conflitto, di fatto sono partner imprescindibili degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti non sono contenti della politica francese. Appoggiano il piano italiano che ricalca perfettamente l’agenda delle Nazioni Unite. E il fatto che Parigi stia facendo un gioco pericoloso nello scacchiere nordafricano è sotto gli occhi di tutti, tanto che da Washington è arrivato l’ordine di fermarsi specialmente dopo le sollecitazioni dell’Italia e le rassicurazioni richieste all’esecutivo giallo-verde.

Giunte le garanzie italiane e soprattutto visti i pessimi effetti dell’escalation voluta da Haftar, gli Usa si sono mossi con Parigi. E non a caso, prima del vertice tra Le Drian e Moavero, il ministro francese ha avuto un lungo colloquio telefonico con il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. Come riporta Il Sole 24 Ore, i due diplomatici hanno discusso della questione Libia e il ministero francese ha parlato di una “completa comunanza di vedute” oltre che “auspicato un rapido cessate il fuoco”. Il tutto con “una ripresa del processo politico senza ritardi, sotto l’egida delle Nazioni Unite”. Insomma, gli Stati Uniti hanno detto alla Francia di rallentare il ritmo: e per l’Italia questa è una notizia importante.