Tra Francia e Turchia la tensione, specialmente sul dossier libico, sembra crescere. Dopo le accuse reciproche, le dichiarazioni molto pesanti partite dall’Eliseo nei confronti di Ankara e viceversa, nelle scorse ore si è aggiunto anche l’avvistamento da parte francese di mezzi turchi diritti a Tripoli. Quanto sta accadendo tra i due governi, è specchio non solo delle divergenze in Libia, quanto soprattutto della guerra degli idrocarburi nel Mediterraneo. Una disputa che potrebbe contrassegnare il quadro diplomatico delle prossime settimane.

L’accusa di Parigi: “La Turchia porta armi in Libia”

L’ultima disputa, in ordine di tempo, riguarda il sopra citato avvistamento da parte di alcuni mezzi francesi di una nave noleggiata dalla Turchia e diretta a Tripoli dalla quale, hanno dichiarato fonti della difesa transalpina, sono scesi mezzi e rifornimenti destinati alle forze pro Al Sarraj. In particolare, come si legge su AgenziaNova, due Rafael decollati dalla portaerei Charles De Gaulle hanno intercettato una nave battente bandiera libanese nel Mediterraneo che, pochi giorni prima, aveva fatto scalo a Tripoli. Si tratta, nello specifico, del cargo denominata Bana il quale, hanno assicurato dalla difesa francese, era scortato da una fregata turca.

Da qui i sospetti che secondo Parigi in realtà sarebbero già delle certezze: dalla Turchia quel cargo è stato usato per portare materiale bellico nella capitale libica. La notizia è rimbalzata su tutte le testate francesi e viene giudicata molto attendibile. Ma non è la prima nel suo genere: nei giorni scorsi, anche Al Arabiya, tv con sede a Dubai, aveva parlato della presenza di alcune fregate turche, almeno due, nei pressi del porto di Tripoli. Mezzi che, stando alle fonti citate dal network, avrebbero scortato almeno una nave che dalla Turchia ha portato altri rifornimenti sul fronte tripolino. Potrebbe trattarsi della stessa nave avvistata dai francesi o di un altro mezzo, di certo i movimenti dinnanzi le coste libiche sembrano comunque confermare l’attivismo turco di questi ultimi giorni. Non solo mezzi ed armi, in Libia dal paese anatolico verrebbero portati anche mercenari siriani prelevati dalla provincia di Idlib.

Le accuse tra Francia e Turchia

Come detto, l’avvistamento segnalato dalla difesa francese non è il primo episodio che vede Parigi accusare Ankara per il suo attivismo in Libia. Pochi giorni fa lo stesso presidente Emmanuel Macron ha puntato il dito contro il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan: “Da Ankara  – ha accusato il capo dell’Eliseo – Non mantengono la parola data. Noi vediamo in questi giorni navi turche accompagnano mercenari siriani che arrivano sul suolo libico”. L’accusa peraltro è arrivata nel corso di un incontro con Kiryakos Mitsotakis, premier greco e dunque capo di uno dei governi maggiormente indispettiti dal comportamento turco in Libia. A stretto giro sono arrivate le repliche dalla Turchia, con l’esecutivo di Ankara che ha accusato la Francia di essere responsabile dell’instabilità libica.

Non è un caso che questo botta e risposta sia giunto, tra le altre cose, in una fase molto delicata della disputa sugli idrocarburi ciprioti. In particolare, dallo scorso 18 gennaio la nave Yavuz, usata per le esplorazioni petrolifere, si trova dinnanzi le coste di Cipro, lì dove il governo di Nicosia ha affidato le esplorazioni all’italiana Eni ed alla francese Total. Una provocazione, quella turca, che Macron vorrebbe adesso smorzare aprendo una disputa politica a tutto tondo con Erdogan. Ed il primo terreno di scontro in tal senso potrebbe essere proprio quello libico.

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