Questa volta, concedendo un’intervista all’emittente libica con sede in Giordania 218Tv, il portavoce di Khalifa Haftar, Ahmed Al Mismari, ha parlato in modo esplicito dell’Italia. E l’impressione è che da Bengasi abbiano voluto approfittare delle circostanze attuali per lanciare precisi segnali a Roma, nelle ultime settimane in difficoltà sotto il profilo politico nel paese nordafricano. Le dichiarazioni di Al Mismari sono apparse,forse non a caso, a metà tra un monito ed una richiesta di precisa scelta di campo al nostro paese. Infatti, nel suo discorso il portavoce di Haftar ha in qualche modo “avvisato” l’Italia di aversi appoggiata dalla parte sbagliata.

“L’Italia adesso si sta rendendo conto che Al Sarraj non ha difeso i suoi interessi”

Al Mismari, a proposito della nostra posizione in Libia, ha subito fatto riferimento al recente memorandum sottoscritto tra il premier libico, Fayez Al Sarraj, ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: “L’Italia si è accorta tardi del danno subito – ha dichiarato il portavoce dell’uomo forte della Cirenaica – Il governo di Roma ha conosciuto adesso la vera natura di Serraj. Il patto con la Turchia colpisce gli entrassi italiani in Libia e in particolare quelli dell’Eni”. L’accordo, come si sa, tra le altre cose ha l’ambizione di ridisegnare le mappe del Mediterraneo tramite le modifiche alle rispettive Zee turche e libiche. Difficile però capire a cosa si è riferito Al Mismari quando ha parlato di “riconoscimento”, da parte del nostro governo, del presunto danno subito per via dell’appoggio dato dall’Italia ad Al Sarraj.

Da Roma negli ultimi giorni non sono uscite dichiarazioni o note ufficiali volte a condannare la scelta di Al Sarraj di chiudere l’accordo con Erdogan. Né tanto meno l’Italia ha fatto riferimento a possibili danni ai propri interessi. È vero che con la Turchia al momento non sussistono buoni rapporti, sia in relazione alla crisi curda e sia a riguardo delle mosse di Ankara nel Mediterraneo orientale. Il nostro paese di recente ha anche inviato una fregata per esercitazioni congiunte a Cipro assieme alla marina locale e francese e questa mossa, come evidenziato da Lorenzo Vita, ha tutta l’aria di una risposta lanciata ad Erdogan. Tuttavia, nessuno dal nostro governo ha parlato di queste circostanze in relazione alle vicende libiche. Né tanto meno è emersa la precisa volontà, a livello ufficiale, di tagliare l’alleanza con Al Sarraj.

Probabile che Al Mismari abbia riportato indiscrezioni trapelate da ambienti diplomatici, lì dove è ben evidente l’irritazione dell’Italia per la firma del memorandum tra Tripoli ed Ankara. E partendo da queste indiscrezioni, il portavoce di Haftar ne ha approfittato per lanciare da un lato un monito (specie quando parla di un’Italia “che si è accorta troppo tardi” del danno) e dall’altro un possibile auspicio di un nuovo posizionamento del nostro paese in Libia: “C’è una parte in Italia – ha concluso Al Mismari – che ha giocato d’azzardo puntando tutto su Sarraj, ma ha dimenticato gli interessi dell’Italia nei confronti del popolo libico”.

“Noi argine al terrorismo”

Nel corso della sua intervista all’emittente 218tv, Al Mismari ha anche toccato altri punti importanti circa l’attuale situazione nel paese nordafricano. In primo luogo, il portavoce di Haftar è tornato a ribadire quello che, oramai da cinque anni, appare come il principale intento del leader del Libyan National Army: “La nostra priorità – ha dichiarato Al Mismari – è la lotta al terrorismo“. Una dichiarazione in linea con quanto affermato già nel 2014 da Khalifa Haftar, agli albori di quella che è stata chiamata “Operazione dignità“.

“La crisi in atto in Libia – è la ricostruzione data da Al Mismari – non è di natura politica, bensì riguarda la sicurezza. Non vi sono parti politiche in conflitto, ma tutta la popolazione libica da una parte, contro i terroristi dall’altra”.

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