Sono ore frenetiche in Libia, dove a parlare sono sempre (e pesantemente) le armi ma, al tempo stesso, tra incontri all’estero e decisioni politiche sembra muoversi qualcosa anche sul fronte diplomatico. Dopo la visita di 48 ore del premier Al Sarraj in Europa, arriva quella di Haftar in Egitto. È la seconda volta che, da quando inizia l’offensiva su Tripoli, il generale si reca dal suo principale sponsor regionale, ossia il presidente egiziano Abdel Fath Al Sisi.

Confermato l’impegno egiziano al fianco di Haftar

A dare notizia della nuova trasferta egiziana da parte dell’uomo forte della Cirenaica, così come scritto da AgenziaNova, è un comunicato redatto dal portavoce della presidenza egiziana Bassam Radi. In esso si legge che Haftar arriva ad Il Cairo, dove incontra per l’appunto il capo di Stato nonché suo alleato. Partito a bordo di un aereo privato da Bengasi, nella capitale egiziana il generale incontra tra gli altri anche Abbas Kamel, numero uno dei servizi di sicurezza de Il Cairo. La delegazione partita dalla Cirenaica e quella del governo di Al Sisi, avrebbe principalmente discusso delle evoluzioni sul campo della battaglia per la presa di Tripoli, avviata da Haftar lo scorso 4 aprile.

È la stessa presidenza egiziana, nel suo comunicato, a ribadire il sostegno espresso da Al Sisi al suo alleato in Libia non solo nello sforzo bellico per il momento concentrato su Tripoli ma anche, come si legge testualmente, “nel combattere il terrorismo, i gruppi terroristici e le milizie estremiste con l’obiettivo di portare sicurezza e stabilità in Libia”. Secondo Al Sisi inoltre, il sostegno agli apparati militari e la loro legittimazione sono di vitale importanza “per aprire la strada a soluzioni politiche e diritti costituzionali”.

I colloqui con gli alleati nel pieno della fase di stallo

Che sotto il profilo militare non risultino svolte significative lungo il fronte di Tripoli, lo si intuisce pure dalle recenti visite dei due principali attori della Libia. Da un lato Al Sarraj, come detto, nei giorni scorsi compie un piccolo ma intenso tour in Europa dove incontra i paesi considerati a lui maggiormente vicini. Haftar invece vola per la seconda volta in meno di un mese in Egitto, suo principale alleato. Sia il capo del governo di Tripoli che il generale della Cirenaica, nel momento di stallo più delicato si rivolgono ai governi a loro più vicini. Al Sarraj dunque principalmente all’Italia, così come a Francia e Germania che formalmente lo riconoscono come leader di governo seppur da Parigi negli anni non mancano certamente i supporti all’Lna, Haftar invece all’Egitto.

Due viaggi ravvicinati, quelli di Al Sarraj e del generale della Cirenaica, i cui esiti non appaiono del tutto positivi per entrambi. Il premier di Tripoli non ottiene l’appoggio incondizionato da parte dei paesi europei, tanto da revocare i permessi di lavoro a società francesi e tedesche operanti in Libia, Haftar incassa sì il rinnovato appoggio dell’Egitto ma al tempo stesso, come trapela da Bengasi, non emergono significativi nuovi aiuti per il suo esercito. E forse dunque, anche da questo punto di vista, lo stallo militare a sud di Tripoli appare destinato a rimanere.

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