Sirte ritorna al centro della battaglia per la presa di Tripoli e della Tripolitania: ad alcuni giorni dall’inizio delle operazioni per la capitale volute dal generale Khalifa Haftar, la città natale di Gheddafi vede l’avvicinarsi delle truppe fedeli all’uomo forte della Cirenaica. Poi, a livello militare e mediatico, i fatti che coinvolgono questo territorio lasciano spazio agli eventi di Tripoli. Ma adesso, si apprende dai media locali e da alcuni report che da giorni rimbalzano sui social, Haftar sarebbe prossimo a provare nuovamente ad aprire il secondo fronte dell’operazione.

cosa sta accadendo a sirte

Affacciata sul Mediterraneo e da sempre ponte delicato tra Tripolitania e Cirenaica, la città è sempre protagonista nei fatti recenti che riguardano la Libia. Qui nel 1942 nasce Muammar Gheddafi, qui avviene la definitiva capitolazione del rais libico nell’ottobre del 2011 ad opera delle milizie di Misurata. Poi, pochi anni dopo, è proprio a Sirte che prende piede il califfato islamico dell’Isis sconfitto nell’estate del 2016 a seguito dei raid americani che aiutano ancora una volta i misuratini a riconquistare il territorio.

Adesso le truppe dell’Lna, il Libyan National Army guidato dal generale Haftar, si apprestano a circondare il centro della città. I soldati dell’uomo forte della Cirenaica, affermano fonti vicine all’esercito che ha base a Bengasi, si troverebbero a pochi chilometri ad est di Sirte. È qui che Haftar sta inviando in questi giorni il grosso dei rinforzi: le sue truppe si avvicinano alla città e sarebbero pronte a sferrare l’attacco. A testimoniarlo anche alcuni raid aerei contro postazioni delle milizie vicine al governo di Al Sarraj, le quali pure a Sirte dovrebbero essere composte in gran parte da gruppo provenienti da Misurata.

l’importanza strategica di sirte

Aprire un nuovo fronte alle porte della città natale di Gheddafi, per Haftar potrebbe significare la mossa ideale per sbloccare lo stallo a Tripoli. A sud della capitale le milizie di Misurata, assieme agli altri gruppi rimasti vicini al governo di Al Sarraj, riescono a tenere botta: nonostante gli ultimi raid aerei, l’esercito di Haftar fatica a sfondare. Da qui la possibilità di aprire un altro fronte a pochi chilometri dalla Cirenaica, dunque con la possibilità di sfruttare linee di rifornimento molto più brevi e sostenibili, in una città quasi del tutto pianeggiante e di dimensioni ridotte rispetto a Tripoli.

Nell’immediato, se davvero attorno a Sirte nelle prossime ore Haftar dà ufficialmente il via libera all’attacco, la nuova offensiva significherebbe obbligare i misuratini a disporre milizie anche in questa parte della Tripolitania, lasciando la capitale meno protetta. Nel caso di presa di Sirte poi, ovviamente per l’Lna si aprirebbero le porte della regione occidentale. Del resto, la città si trova esattamente a metà strada tra Misurata e Bengasi, avere campo libero lungo le coste del golfo della Sirte vorrebbe dire puntare dritti verso tutti gli obiettivi strategici dell’ovest della Libia. Il via libera all’offensiva anche su questo fronte, sarebbe arrivato da Haftar dopo il suo incontro la settimana scorsa con il presidente egiziano Al Sisi, suo principale alleato regionale.