Il conflitto in Libia in questo momento vede almeno tre località maggiormente interessate: la capitale Tripoli, su cui dal 4 aprile 2019 insiste la pressione militare delle forze fedeli al generale Khalifa Haftar, la città di Sabratha, ripresa lo scorso 13 aprile dalle milizie vicine al governo di Fayez Al Sarraj, così come la cittadina di Tarhouna, roccaforte di Haftar nel mirino dei gruppi filo governativi. Ma anche in questo frangente, non occorre dimenticare come molte delle mosse politiche e militari in Tripolitania passino dalla città di Misurata. Qui hanno base buona parte dei gruppi filo Al Sarraj, qui si concentrano molti di coloro che tengono le sorti del governo stanziato a Tripoli. Ed anche da queste parti la guerra potrebbe a breve arrivare.

Lo stato d’allerta ad est di Misurata

La città è saldamente in mano alle milizie che, dalla caduta di Gheddafi avvenuta nel 2011, la controllano e da cui gestiscono gli interessi politici e militari i cui echi arrivano fino a Tripoli. La situazione sul fronte della sicurezza, per tal motivo, è migliore che da altre parti. Per rendere l’idea della situazione, prima della chiusura di tutti gli aeroporti per prevenire l’epidemia da coronavirus, tutti gli aerei diretti a Tripoli atterravano a Misurata. Questo perché lo scalo cittadino era più sicuro di quello della capitale, preso di mira invece dalle parti in lotta nel conflitto. Qualcosa però potrebbe cambiare nel breve o nel lungo periodo. Già a gennaio, quando cioè le forze di Haftar hanno conquistato Sirte, Misurata si è ritrovata improvvisamente più esposta ad est. L’esercito del generale infatti, prendendo la città natale di Gheddafi si è portato anche a meno di 200 km dalla periferia orientale della città Stato più importante della Tripolitania.

Ad evidenziare l’attuale situazione di potenziale pericolo per Misurata, è la dichiarazione di stato d’emergenza proclamata per la regione più orientale della Tripolitania. Quella che, per l’appunto, dalla periferia est di Misurata scorre verso Sirte. Secondo diverse fonti locali, negli ultimi giorni in questo punto della Libia si sono concentrati numerosi scontri tra milizie misuratine e forze legate al generale della Cirenaica. Anche da queste parti sono stati usati droni, razzi e pezzi di artiglieria: non sono stati segnalati avanzamenti né da una parte e né dall’altra, tuttavia qualcosa di significativo potrebbe avvenire alla luce della decisione assunta dalla sala operativa per la regione Sirte – Jufra del Gna, la sigla che accorpa le forze vicine ad Al Sarraj. A rendere nota questa scelta è stato il portavoce della sala operativa, Abdel Hadi Drah: “Negli ultimi giorni un drone degli Emirati che sosteneva l’Lna è stato abbattuto – ha fatto sapere Drah – oltre alla distruzione di molti veicoli militari nella regione. Le forze del Gna stanno ancora proseguendo le operazioni mentre stanno aspettando le istruzioni dal comandante supremo dell’esercito del Gna per avanzare e controllare altre aree”.

Un aereo francese ha sorvolato Misurata

Intanto in questo mercoledì è emersa un’altra notizia importante sempre dalla città Stato libica: un aereo francese avrebbe infatti sorvolato Misurata, suscitando la reazione di condanna ufficiale non solo delle autorità locali ma anche del governo di Tripoli. In particolare, sui cieli della città per alcune ore ha fatto capolino un Rafale delle forze di difesa di Parigi, assieme ad un aereo di rifornimento: “Abbiamo formalmente protestato contro la Francia per questo episodio – ha dichiarato all’Agi il portavoce degli Esteri, Mohamed al Qablawi – Il ministero degli Esteri di Parigi ci ha comunicato che chiederà spiegazioni al ministero della Difesa e ci aggiornerà”.

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