In base ad un accordo raggiunto tra il governo di Damasco e le fazioni ribelli è iniziata oggi la liberazione di 169 prigionieri, detenuti nelle carceri governative che saranno scambiati con i corpi dei cinque militari russi, due ufficiali e tre membri dell’equipaggio, morti nell’abbattimento da parte dei miliziani ribelli di un elicottero Mi-8 di Mosca, lo scorso primo agosto, nella provincia siriana di Idlib.Per approfondire: Le richieste dei ribelli sirianiSecondo le informazioni fornite da Michel Shams, un avvocato che si occupa della questione dei detenuti politici, i primi ad essere liberati sarebbero stati 50 miliziani, tra cui sette donne, detenuti nel carcere di Adra, a nord di Damasco. Tra gli altri ribelli detenuti nelle carceri governative liberati per lo scambio ci sono poi 84 miliziani ribelli detenuti ad Hama, 31 liberati dal carcere di Homs, e 4 provenienti da luoghi non specificati. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organo d’informazione vicino all’opposizione, invece, i detenuti liberati dalla prigione centrale di Hama sarebbero 85, e sarebbero stati scambiati già nella giornata di mercoledì con due delle salme dei militari russi a bordo dell’elicottero abbattuto dai ribelli nel nord della Siria. L’avvocato Shams, difensore di molti dei prigionieri, ha preferito non specificare il nome della fazione di ribelli con cui il governo ha negoziato lo scambio, ma un portavoce dei ribelli ha fatto sapere che alcuni gruppi hanno incaricato una “commissione” per negoziare lo scambio con le autorità siriane.nuova stripQuando è stato abbattuto, lo scorso primo agosto, l’elicottero russo stava rientrando verso la base aerea di Hmeimim, nella provincia occidentale di Latakia, dopo aver consegnato un carico di aiuti umanitari ad Aleppo. Tutte le cinque persone che si trovavano a bordo, due militari e tre membri del personale di volo, hanno perso la vita. Il corpo di uno dei piloti era finito nelle mani del gruppo islamista Jaish al Fatah, l’Esercito della conquista. Le foto dei rottami dell’elicottero e degli stessi ribelli che facevano scempio del cadavere del militare russo, trasportandolo nel deserto, hanno fatto il giro del web, rimbalzando sui diversi account dei gruppi islamisti. Il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, aveva dichiarato che i cinque piloti erano “morti eroicamente, cercando di deviare il velivolo e di minimizzare le perdite al suolo”.

Nel campo comunista di Goli Otok
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