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Il 12 dicembre 2018 segna un’altra pietra miliare nello sviluppo del programma F-35. La sua versione imbarcata, la C, è stata dichiarata in grado di operare dalle portaerei della Marina americana.

A bordo della USS Carl Vinson (Cvn 70) che incrocia nelle acque del Pacifico al largo della California, lo stormo imbarcato della US Navy VFA-147 “Argonauts” ha completato il programma di qualificazione per poter operare dalle portaerei con l’F-35C, l’ultimo passaggio richiesto al velivolo prima di dichiarare la Ioc (Initial Operating Capability), la capacità operativa iniziale che determinerà l’effettivo ingresso in servizio attivo del caccia di quinta generazione dalle caratteristiche stealth.                

Di cosa si tratta?

La Sffoc (Safe for Flight Operation Certification) raggiunta dagli Argonauts è il passaggio finale per la transizione dello stormo imbarcato dagli F/A-18E “Super Hornet” agli F-35C “Lightning II”.

Questo processo assicura che lo stormo sia dotato di personale qualificato per effettuare le operazioni di manutenzione e di sicurezza in supporto alle operazioni della flotta. Tutti gli stormi imbarcati che sono in fase di transizione da un velivolo ad un altro sono obbligati a completare il programma di certificazione Sffoc prima che possano conseguire la piena indipendenza nel condurre operazioni di volo.

Quando viene introdotto un nuovo velivolo nella flotta viene demandato ad un apposito stormo, denominato Fleet Replacement Squadron (Frs), il compito di effettuare tutte le operazioni di transizione da un velivolo ad un altro in affiancamento allo stormo che riceverà la nuova macchina. In questo caso è trattato del VFA-125 “Rough Raiders”, riattivato a gennaio del 2017. Da quando ha completato il dispiegamento operativo lo scorso inverno, il VFA-147 ha infatti lavorato insieme ai “Rough Raiders” per completare la certificazione di abilitazione all’impiego imbarcato del Lighting II. Da questo momento, quindi, gli “Argonauts” saranno in grado di operare in modo indipendente con i nuovi F-35C.       

Il programma Sffoc abbraccia diversi campi di azione, come ad esempio l’addestramento del personale del ponte di volo e meccanici di bordo. Inoltre il raggiungimento della certificazione prevede che lo stormo imbarcato abbia in effettiva dotazione almeno il 30% dei velivoli assegnatigli. Altri requisiti includono l’installazione e la capacità di operare con il software di impiego dell’F-35, il ben noto Alis (Autonomic Logistic Information System) che è adibito sia alla logistica del velivolo sia alla manutenzione oltre che all’inserimento dei diversi profili di attacco.   Nel caso degli stormi imbarcati esiste anche un requisito fondamentale che prevede di essere in grado di effettuare tutto lo spettro di interventi di manutenzione necessari a bordo della portaerei oltre ad aver appreso la capacità di effettuare operazioni sulle dotazioni di armi del velivolo in tutta sicurezza.

“La certificazione Sffoc ottenuta dagli Argonauts è stata conseguita dopo uno sforzo erculeo dei marinai dello stormo e attesta la consapevolezza dell’equipaggio in merito alle abilità conseguite per operare e mantenere in linea di volo gli F-35C” sono state le parole del capitano Max McCoy, comandante del Joint Strike Fighter Wing “Attendiamo con ansia la dichiarazione della Ioc e l’integrazione dell’F-35C nel Carrier Strike Group. Il velivolo è una componente fondamentale affinché la Us Navy mantenga il predominio ovunque nel mondo”.           

Secondo quando rilasciato dalla Marina americana la capacità operativa iniziale (Ioc) che permetterà agli F-35C di effettuare le prime operazioni di volo, sarà conseguita entro la fine di febbraio del 2019.

L’F-35C, il falco della flotta americana

L’F-35C è la versione imbarcata lanciabile da catapulta del velivolo di quinta generazione stealth della Lockheed-Martin.

Esso differisce notevolmente rispetto sia alla versione basata a terra, la A, sia rispetto a quella a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl), la B.

L’ala infatti, così come i piani di coda, è di dimensioni maggiori ed è ripiegabile per facilitarne la sistemazione nei comunque angusti spazi di una portaerei. È dotato di un cannone da 25 millimetri in un pod (contenitore esterno) ventrale a differenza di quanto avviene nella versione A, in cui è posto internamente. Il carrello di atterraggio è rinforzato per sopportare le enormi sollecitazioni dovute ad un appontaggio tradizionale con cavi di arresto e, così come avviene per la versione B, il rifornimento in volo avviene tramite sonda flessibile “a cestello”. Ha un raggio di azione di 1100 chilometri (600 miglia nautiche) superiore a quello della altre due versioni. La Us Navy prevede di utilizzarlo congiuntamente agli F/A-18E/F Super Hornet.

Il motore è un Pratt & Whitney F-135 che è praticamente identico a quello della versione A – nella B differisce per avere l’ugello orientabile ed una spinta leggermente inferiore – ed è accreditato di erogare una spinta massima di 44 mila libbre (circa 20 mila chilogrammi).