Le truppe irachene, secondo quanto riferito da Afp, sarebbero entrate a Falluja. L’avanzata delle forze di Baghdad procede da giorni. Ieri sera erano state liberate le zone di Al Buhaua, Al Yamila e Al Hasi, nel sud della città. Nelle operazioni sarebbero morti almeno 50 terroristi. Dopo aver accerchiato la città, questa mattina all’alba è iniziata l’avanzata finale verso il centro di Falluja.Per approfondire: Falluja, prove generali per la riconquista di MosulIl generale Abdelwahab al-Saadi, comandante delle operazioni militari, ha spiegato che “le forze irachene sono entrate a Falluja sotto la copertura aerea della coalizione internazionale, delle forze aeree irachene e con il sostegno di blindati e artiglieria pesante”. Il generale ha poi proseguito affermando che “le unità dell’antiterrorismo, la polizia di Anbar e l’esercito iracheno, intorno alle 4 (le 3 in Italia) hanno cominciato ad entrare a Falluja da tre direzioni. Daesh sta opponendo resistenza”.L’attacco degli iracheni è stato, almeno per il momento, ben pianificato. Più di 5500 peshmerga curdi stanno infatti avanzando sulla roccaforte irachena dell’Isis: Mosul. La conquista di questa città rappresenterebbe un passo importante – anche dal punto di vista simbolico – nella lotta al sedicente Stato islamico. Da qui, infatti, al Baghdadi annunciò la nascita del Califfato.L’orrore dell’IsisDurante la preghiera del venerdì, e prima che iniziasse l’avanzata su Falluja, la massima autorità sciita irachena, il Grande Ayatollah Ali al-Sistani, ha pregato l’esercito di Baghdad di proteggere i civili intrappolati nella città: “Salvare vite innocenti dal dolore è più importante che colpire il nemico”.La guerra, però, non guarda in faccia nessuno. Soprattutto se, per un macabro scherzo del destino, ti trovi a vivere sotto le bandiere nere. Gli uomini di Al Baghdadi, proprio in queste ore, starebbero massacrando i civili che cercano di fuggire da Falluja: c’è chi viene frustato, chi viene squartato e chi viene sepolto vivo sotto le macerie delle case distrutte. A lanciare l’allarme è l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che parla di “un numero crescente di esecuzioni” di uomini e ragazzi che si rifiutano di combattere tra le fila dell’Isis.Per approfondire: Soleimani guiderà l’assalto di Falluja“Ci sono notizie di un aumento drammatico nel numero di esecuzioni di uomini e ragazzi che a Falluja si rifiutano di combattere per le forze estremiste. E molte persone sono state uccise o sepolte vive sotto le macerie delle loro case”, ha detto Leila Jane Nassif, rappresentante dell’Unhcr in Iraq. Secondo l’agenzia Onu, “più di 800 persone sono fuggite da Falluja, soprattutto dalle zone circostanti, mentre il governo continua la sua offensiva militare per riprendere il controllo della città”.

Nassif riferisce di “racconti strazianti” delle persone fuggite, aggiungendo che “le poche famiglie che sono riuscite a lasciare Falluja lo hanno fatto mettendo a grande rischio la loro vita. Ci hanno detto di aver camminato per ore di notte, attraverso i campi e nascondendosi nei tubi per l’irrigazione in disuso. Altri hanno perso la loro vita cercando di lasciare la città, tra cui donne e bambini. Altri sono stati giustiziati o frustati. A un uomo è stata amputata una gamba“.L’Unhcr riferisce di decine di migliaia di civili ancora intrappolati aFalluja, “impediti a scappare dalle forze estremiste mentre la città viene bombardata dalle forze irachene. Le vite dei civili non dovrebbero essere tenute in ostaggio in questo modo”.

Nel campo comunista di Goli Otok
SOSTIENI IL REPORTAGE