Indian Armed Forces è il termine inglese utilizzato per riferirsi all’esercito indiano, conosciuto in patria come Bharatiya Sasastra Senaem. Conta 1,4 milioni membri appartenenti alle forze permanenti, ai quali si aggiungono circa 1,15 milioni di riservisti e 1,2 milioni di forze paramilitari. Al suo interno include varie divisioni: troviamo il Bharatiya Thalsena, cioè l’esercito di terra nonché il più numeroso, il Bharatiya Nau Sena, la marina militare, nella quale possiamo inglobare la guardia costiera indiana e il Bharatiya Vayu Sena, l’aeronautica militare. Ci sono poi una serie di istituzioni interforze, fra cui la National Defence College, la National Defence Academy, il Defence Service Staff College, la National Cadet Corps, l’Armed Forces Medical College e il Resettlement and Welfare of Ex Servicemen.

Il Comandante in capo è il presidente dell’India in carica, titolo che oggi spetta a Ram Nath Kovind mentre al ministero della Difesa spetta l’amministrazione dell’esercito. Il Bharatiya Thalsena, come detto, è l’esercito di terra e rappresenta l’organico di forze maggiore tra le forze armate dell’India. Il suo compito principale è quello di condurre operazioni militari terrestri. Nello Stato indiano non esiste il servizio di leva, quindi il servizio militare è volontario. L’esercito di terra ha due ruoli: il primario è preservare gli interessi nazionali e salvaguardare la sovranità territoriale contro ogni minaccia esterna, mentre il secondario è fornire l’assistenza necessaria agli enti governativi per risolvere eventuali conflitti interni.

Qualche numero

Nuova Delhi può contare su nove differenti tipi di missili balistici capaci di trasportare armi nucleari, il più importante dei quali risponde al nome di Agni-3, con una gamma da 3mila a 5mila chilometri. L’esercito indiano è supportato da più di 3500 carri armati, 3100 veicoli da combattimento di fanteria, 336 corazzati da trasporto di personale e poco meno di 10 mila pezzi di artiglieria. La forza aerea indiana conta 814 aerei da combattimento a cui devono essere aggiunti 42 squadroni di jet e 750 aerei; la marina è formata da una portaerei, 16 sottomarini, 14 cacciatorpediniere, 13 fregate, 75 aerei da combattimento e 106 pattugliatori.

Una minaccia o un fuoco di paglia?

L’India ha sviluppato le armi nucleari nel 1998. Da allora ha testato una serie di missili terra aria ed è in procinto di perfezionare quelli sottomarini. Il gigante asiatico, proprio come nell’economia, anche in ambito militare è però un gigante dai piedi d’argilla. Le sue forze armate sono quasi infinite ma le condizioni cui si trovano a far fronte i soldati è pessima, tanto che un comitato parlamentare della Difesa, appena un anno fa, ha sottolineato come esercito terrestre, marina e aeronautica non avessero fondi a sufficienza per affrontare una guerra intensiva di una decina di giorni. I soldi investiti nel 2018 nella modernizzazione dell’esercito, cioè poco meno di 3 miliardi di dollari, bastano a malapena per ripagare i debiti dell’anno precedente.

Come se non bastasse, quasi il 70% delle armi usate è datato, e molte di queste sono vecchi regali dell’Unione sovietica, come ad esempio i tank BMP-2 (anni ’80) o i veicoli antiaerei Shilka (anni ’50). Anche gli aerei sono a dir poco vintage, con i MiG-21, i più usati, risalenti a una sessantina di anni fa. A quanto pare meno del 10% dell’equipaggiamento militare indiano sarebbe avanzato. E forse è anche e soprattutto per questo motivo che Modi non ha ancora scatenato una guerra contro il Pakistan in occasione della recente disputa sul Kashmir. Il budget utilizzato dal governo per la difesa è sempre più alto ma i risultati sono pessimi.

I quattro problemi principali

Ci sono almeno quattro enormi problemi che impediscono all’esercito indiano di poter essere funzionale ed efficiente. Il primo lo abbiamo accennato indirettamente poc’anzi e riguarda l’arretratezza economica dell’India; l’industria pesante non è all’altezza di sfornare armi moderne, quindi i soldati sono costretti ancora oggi a usare un equipaggiamento di fortuna. Il secondo problema è inerente alla mancanza di una strategia comune tra le tre forze armate del paese, cioè quelle terrestri, aeronautiche e marine. Andiamo avanti e notiamo come il ministero della Difesa indiano ospiti un numero elevato di burocrati privi delle più elementari conoscenze militari; visto che è proprio questo ministero quello incaricato a organizzare l’amministrazione dell’esercito, urge dunque una riforma.

Ultimo problema: l’India non fa parte di alcuna grande alleanza militare. Questo costringe il suo esercito a pattugliare in modo assiduo i confini per evitare violazioni territoriali dei paesi vicini ma anche per difendersi da Cina e Pakistan, due vicini dotati dell’arma nucleare.