Francia ed Egitto dialogano sempre di più sotto il profilo militare. Dopo le esercitazioni in acque egiziane ad inizio mese, adesso dovrebbero iniziare a breve quelle in acque francesi. Segno di una vicinanza sempre più marcata tra i due paesi, che si estende anche su altri ambiti così come dimostrato dalla recente visita di Macron ad Il Cairo.

Le esercitazioni in Francia

Ad annunciare le nuove esercitazioni è un portavoce delle forze armate egiziane: “Nei prossimi giorni la marina egiziana sarà impegnata in Francia – afferma Tamer el Rifae a nome dell’esercito de Il Cairo – Verranno effettuate una serie di esercitazioni navali congiunte”. Manovre importanti, che hanno l’obiettivo di accrescere la collaborazione tra i due eserciti e tra le due forze navali. Del resto l’Egitto è un cliente importante della Francia, il presidente Al Sisi dal 2014 in poi mette in atto una diversificazione nell’ambito delle forniture militari prima agganciate in modo quasi esclusivo agli Stati Uniti. Mosca e Parigi da cinque anni a questa parte vendono al paese arabo mezzi ed armi, l’Egitto dalla Francia acquista soprattutto i Mirage. Nel 2018 su 12 aerei usciti dagli stabilimenti del costruttore Dassault, ben 9 risultano destinati alle forze di difesa egiziane e nel 2019 gli ordinativi prevedono un numero ancora maggiore.

Questo spiega il riavvicinamento marcato negli ultimi mesi tra Parigi ed Il Cairo. I rapporti tra Macron ed Al Sisi appaiono solidi, a testimoniarlo è l’incontro tra i due nel sopra citato vertice bilaterale effettuato a gennaio. Le esercitazioni comuni, che l’Egitto nell’ultimo mese compie anche con il Regno Unito, sono solo la punta dell’iceberg che rappresenta le relazioni tra i due governi. Un rapporto che comprende anche il settore energetico e gli scambi commerciali. Le esercitazioni dovrebbero iniziare già prima di aprile: “Sarà un modo – commenta Ahmed Khaed, comandante della marina egiziana – Per rafforzare la cooperazione tra le due rispettive marinerie e formare ufficiali e tecnici egiziani a gestire nuovi dispositivi tecnologici di bordo in situazione di combattimento”.

Uno sguardo sulla Libia

Quando si parla di Egitto, l’occhio non può non andare anche sulla Libia. Il Cairo è attore di prim’ordine nella cruciale fase che sta attraversando il confinante paese nordafricano, con il presidente Al Sisi impegnato nel sostegno militare e politico al generale Haftar. L’uomo forte della Cirenaica, e dal mese di gennaio anche del Fezzan, è appoggiato anche dalla Francia. I due paesi quindi hanno in comune anche l’alleato nello scacchiere libico. Da qui le preoccupazioni da parte italiana. Se è vero che Roma con l’Egitto riesce nei mesi scorsi a superare il gelo dovuto al caso Regeni, grazie soprattutto ai tanti investimenti dell’Eni nei giacimenti off shore egiziani, è pur vero che Parigi in questi mesi è più che mai attiva in questa area del Mediterraneo.

Il ministro degli esteri francese la scorsa settimana effettua un tour in Libia, dove incontra le autorità sia dell’est che dell’ovest del paese. In Egitto, come rimarcato sopra, la Francia preme sull’acceleratore per l’avanzata dei rapporti bilaterali in tutti i settori strategici. Una “escalation” transalpina che a Roma non passa inosservata. E se è vero che l’Italia ha tante carte da giocare nel contesto libico, a partire dal ruolo che riesce a ritagliarsi con il vertice di Palermo, è pur vero altresì che il contesto in questione è in rapida evoluzione. E non sempre il nostro paese appare in grado di intervenire in tempo quando i cambiamenti appaiono repentini.