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Un nuovo sistema di addestramento militare, basato su particolari esercitazioni tali da consentire all’Esercito di Liberazione Popolare cinese (ELP) di abituarsi a eventuali guerre reali, situazioni globali in rapida evoluzione e minacce esterne. L’esercito cinese cambia pelle, e lo fa in uno dei momenti più caldi della geopolitica internazionale. L’elezione di Joe Biden negli Stati Uniti ha infatti ridato nuova verve all’asse atlantico, mentre i tradizionali sistemi di alleanze – gli stessi sui quali tanto, e da sempre, aveva puntato Washington – sono riemersi dal letargo in cui erano stati condannati da Donald Trump.

“L’America è tornata, l’Alleanza Atlantica è tornata”, ha recentemente dichiarato Biden alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Il successore di Trump ha espressamente affermato di voler lavorare nuovamente con i partner europei (e non solo) sia per affrontare le sfide economiche globali sia per reagire alle avanzate di Russia e Cina. Pechino ha preso nota, ben sapendo di ritrovarsi tra le mani un nodo molto più spinoso di quello che era The Donald. Insomma, il braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina prosegue; anzi, per certi versi potrebbe pure inasprirsi ulteriormente, soprattutto in ambiti specifici come il terreno dei diritti umani.

Il nuovo sistema approvato da Xi

Da questo punto di vista, i punti di rottura che potrebbero generare confronti accesissimi tra le due superpotenze del pianeta sono molteplici. Per non farsi cogliere impreparata in caso di necessità, la Cina ha pensato bene di cambiare registro nell’addestramento militare dei propri uomini. Secondo quanto riferito dal Global Times, la novità è stata approvata dal presidente Xi Jinping, che ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione militare centrale (CMC).

Il nuovo addestramento ribadisce la volontà dell’ex Impero di Mezzo di trasformare l’EPL in una cosiddetta “forza armata di livello mondiale”. Da ora in poi, la formazione dei militari sarà orientata al combattimento, al miglioramento delle operazioni e alle condizioni di supporto. Scendendo nel dettaglio, e come si legge dal PLA Daily, il giornale ufficiale dell’esercito cinese, i soldati si alleneranno come se gli esercizi fossero guerre reali, potenzieranno gli esercizi congiunti e affiancheranno le sessioni di addestramento con i più recenti supporti tecnologici.

Se è vero che tra le priorità principali c’è quella di ricreare ambienti di battaglia realistici, il nuovo sistema di addestramento applicato all’EPL porrà maggiormente l’accento sull’accoppiamento dell’allenamento con il combattimento reale. In altre parole, le singole unità dovranno allenarsi in un contesto il più simile possibile a un vero e proprio campo di battaglia.

Il supporto della tecnologia

Abbiamo poi parlato del supporto tecnologico. Affinché le esercitazioni siano simili a guerre reali, non mancherà l’apporto di strumenti di ultima generazione. Anche perché l’esercito cinese non combatte una guerra vera da decenni, e l’addestramento è uno dei pochi modi per affinare le capacità di combattimento. La Cina non ha alcuna intenzione di scendere in guerra ma, dato lo scenario altamente instabile in numerose zone chiave del mondo, sa bene di non poter prestare il fianco agli avversari. Da mesi, ad esempio, il Mar Cinese Meridionale ribolle di vecchie tensioni, così come sono aumentate le frizioni con Taiwan e lungo il confine indiano.

Tornando alle tecnologie, è interessante citare il cosiddetto Smart physical training system. Si tratta di un sistema intelligente per la valutazione della forma fisica dei soldati, e il suo funzionamento è semplice. I militari indossano un braccialetto elettronico e, durante i vari esercizi, il loro addestramento viene monitorato e valutato in tempo reale. In generale, la Cina punta a completare la modernizzazione della difesa nazionale delle proprie forze armate entro il 2035, per poi fare il passo successivo entro la metà del XXI secolo.