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Un eventuale embargo imposto dell’Unione europea sul petrolio russo andrebbe a colpire direttamente l’Europa e il suo bilancio energetico. Dal Cremlino è arrivato un avvertimento che ha lo stesso effetto di una doccia fredda. Nel consueto briefing quotidiano, il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha rilasciato importanti dichiarazioni all’indirizzo di vari mittenti, dal governo ucraino a Bruxelles.

Partiamo dalla questione petrolifera. “La decisione di imporre l’embargo sulle forniture di petrolio russo peggiorerà l’equilibrio energetico in Europa colpendo tutti”, ha tuonato lo stesso Peskov. Niente da fare, al momento, per un possibile incontro tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin: “Non ci sono le condizioni adatte”. Infine, Mosca ha puntato il dito contro Kiev per quanto riguarda la mancata creazione dei corridoi umanitari: i nazionalisti ucraini non starebbero permettendo ai civili di passare attraverso i suddetti corridoi umanitari organizzati dai russi. Andiamo con ordine e cerchiamo di approfondire ogni tema toccato da Peskov.

L’avvertimento sulle sanzioni

Gli europei “avranno un momento difficile” se la decisione di imporre un embargo sulla fornitura di petrolio russo dovesse essere adottata. “In effetti, per quanto ne sappiamo, l’imposizione di un embargo sulla fornitura di petrolio russo è attivamente discussa. Questo argomento è molto complicato, perché un tale embargo avrà un impatto, e influenzerà molto seriamente il mercato globale del petrolio in generale”, ha detto Peskov rispondendo ai giornalisti.


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Il funzionario del Cremlino ha quindi sottolineato che una tale decisione “peggiorerà seriamente gli equilibri energetici del continente europeo”. “Gli americani rimarranno da soli – questo è ovvio – e si sentiranno molto meglio degli europei. Gli europei avranno un momento difficile. Probabilmente, questa è una decisione che colpirà tutti”, ha riassunto Peskov. Ricordiamo che l’Unione europea si era detta pronta a piazzare nuove misure contro Mosca. Nel mirino dovrebbero finire il carbone e il petrolio russi, due settori finora risparmiati per le gravi conseguenze che un embargo comporterebbe sui Paesi energeticamente vulnerabili, come l’Italia.

Incontro Putin-Zelensky

Nel corso di una recente intervista alla Cnn, Zelensky si era detto pronto a incontrare e trattare con il suo omologo russo. “Sono pronto per le trattative con lui. Ero pronto negli ultimi due anni. E penso che senza negoziati non possiamo porre fine a questa guerra”, aveva spiegato. Peskov ha risposto indirettamente al presidente ucraino spiegando che al momento non ci sono ancora le basi per il faccia a faccia più atteso. Questo, semmai, avverrà quando ci saranno progressi significativi nei negoziati tra le delegazioni di Mosca e di Kiev.

“I progressi nei colloqui di pace non sono così grandi come dovrebbero essere”, ha detto Peskov, aggiungendo che “la Russia è pronta a lavorare più velocemente sui negoziati rispetto alla parte ucraina”. “Sarebbe importante che Kiev si rendesse più disponibile”, ha chiosato, ancora, Peskov. “In primo luogo, c’è la necessità di fare i compiti a casa, cioè tenere i colloqui e concordare i loro risultati, prima di parlare di un incontro tra i due presidenti. Finora non ci sono stati progressi significativi”, ha sottolineato. “Non avrebbero nulla da documentare, non ci sono accordi da documentare”, ha concluso.

Le accuse contro Kiev

In merito alla questione dei corridoi umanitari, Peskov ha incolpato i nazionalisti ucraini. “Le accuse secondo cui non ci sono corridoi umanitari in Ucraina è una bugia: l’esercito russo sta assicurando il loro funzionamento”, ha chiarito il portavoce del Cremlino. Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax, a detta di Peskov i nazionalisti non stanno permettendo ai civili di passare attraverso i corridoi umanitari organizzati dai russi. Lo stesso Peskov si è quindi rivolto alle organizzazioni internazionali, inclusa l’Ue, perché facciano pressione su Kiev al fine di convincere i nazionalisti a permettere il passaggio dei civili ucraini attraverso i corridoi umanitari.





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