Guerra /

Ad appoggiare l’offensiva dell’esercito turco nel nord della Siria per eliminare le posizioni avanzate dell’Ypg, le milizie curde nate nel 2004 come braccio armato del Partito di unione democratica (Pyd) a sua volta dipendente dal Pkk (Partîya Karkerén Kurdîstan), l’organizzazione paramilitare di stampo marxista-leninista responsabile di numerosi atti di terrorismo in Turchia, oltre agli F-16 e gli elicotteri AH-1 ci sono anche gli A-129 “Mangusta” nella loro versione costruita in Turchia e denominata T-129 “Atak”.

Sono una cinquantina gli elicotteri T-129 consegnati all’esercito turco, a fronte di un ordine complessivo per 91 macchine (59 + 32 opzionali) che si accompagnano ad altre 27 (24 + 3) per la Gendarmeria. Si ritiene che i T-129 attualmente coinvolti nell’operazione “Sorgente di pace” siano meno di una decina.

Il T-129 Atak è la versione turca costruita su licenza dalla Tai (Turkish Aerospace Industries) dell’AW-129 “Mangusta” dell’Augusta/Westland diventata parte di Leonardo nel 2017.

La genesi dell’accordo

La gara per un nuovo elicottero da attacco per la Turchia fu vinta da Augusta/Westland nel 2007, quando il 30 marzo le autorità turche annunciarono che “il Comitato Esecutivo turco ha annunciato oggi che avvierà le negoziazioni con Augusta/Westland, in partnership con Tai, per il progetto Atak (Tatctical Reconnaissance and Attack Helicopter) per il Comando delle Forze di Terra Turche. Il valore stimato di questo programma con Augusta/Westland è di circa 1,2 miliardi di euro per l’acquisizione di 51 elicotteri A129″. Il comunicato dell’epoca proseguiva poi con “la proposta di Augusta/Westland include benefici industriali significativi per la Turchia. Parecchie compagnie aerospaziali turche, come Tai e Aselsan, saranno coinvolte nel programma. Anche l’assemblaggio finale, la consegna e la presa in carico del velivolo saranno effettuate in Turchia”.

Questi passaggi fanno capire bene perché la Turchia abbia scelto l’elicottero di progettazione italiana invece di altre soluzioni: Ankara ha come requisito fondamentale, per effettuare le sue scelte di acquisizione di sistemi d’arma, la produzione su licenza integrale o parziale (come avvenuto anche per l’F-35 ora definitivamente accantonato per volontà Usa).

Gli armamenti di produzione estera di cui la Turchia intende dotarsi devono necessariamente dare un ritorno all’industria bellica locale attraverso il passaggio totale o parziale di tecnologia: anche nella scelta dei nuovi missili da difesa aerea, programma in cui c’era in gara anche il franco-italiano Samp/T, Ankara ha optato per i russi S-400 proprio perché Mosca ha assicurato una parziale produzione locale.

Il contratto di produzione su licenza dell’A-129, ora diventato ufficialmente T-129 “Atak”, è stato firmato il 7 settembre del 2007 ed è diventato ufficialmente effettivo il 24 giugno del 2008. Prevista inizialmente una durata di nove anni e mezzo con il primo esemplare consegnato nel giugno 2013.

Il volo del primo prototipo del T-129 è avvenuto il 28 settembre del 2009 con una cerimonia ufficiale tenutasi all’aeroporto di Vergiate (Va) sede della Leonardo divisione elicotteri.

L’8 novembre del 2010 è proprio la società italiana ad annunciare che la Turchia, a fronte di un ulteriore pagamento di 150 milioni di euro, ha richiesto la consegna urgente di 9 T-129 che sono stati forniti in configurazione base e parzialmente armati, per fare fronte al bisogno urgente di dotarsi di una macchina in grado di contrastare l’attività terroristica del Pkk nelle zone montagnose della Turchia sudorientale.

La Turchia richiese la consegna di questi nove elicotteri nell’arco di due anni, un anno prima cioè, della preventivata consegna del primo esemplare. La consegna formale, invece, della prima di queste nove macchine, avvenne il 23 aprile del 2014.

Ai fini della nostra narrazione è interessante ricordare un’altra data, che ci riguarda poco come Italia: il 15 febbraio del 2017 l’ufficio del sottosegretariato per l’industria della Difesa turco annunciò di aver affidato alla Tei un contratto per lo sviluppo e costruzione su licenza di un nuovo propulsore a turbina che sarà utilizzato dalla Tai anche per equipaggiare l’elicottero T-129, al posto dei Rolls Royce  Lhtec CTS800-4A che equipaggiano gli elicotteri italiani.

Un Mangusta turco

Il T-129 quindi è diventato a tutti gli effetti un “Mangusta” made in Turkey, come da copione della politica turca che cerca di massimizzare la possibilità di costruire localmente i suoi sistemi d’arma.

In particolare l’elicottero monta anche diversi sistemi elettronici costruiti in Turchia come il sistema di puntamento e immagini termiche (Flir) della Aselsan Aselflir-300T o l’Avci-Helmet Mounted Display System costruito sempre dall’azienda turca. Anche l’armamento è “fatto in casa” da quando è stato introdotto il missile anticarro Umtas della Roketsan, a guida laser semiattiva, che è diventato il missile principale con cui opera il T-129 “Atak”

A tutti gli effetti, quindi, il T-129 è un elicottero turco, sebbene derivato dall’AW-129 “Mangusta” di Leonardo. Sentita telefonicamente, la divisione elicotteri di Leonardo ci ha confermato che l’impegno italiano nella costruzione dei T-129 è da considerarsi esaurito: “l’elicottero turco T-129, prodotto dalla società Tai (Turkish Aerospace) con il contributo di molte aziende nazionali turche, si tratta di una derivazione dell’elicottero AW-129 sviluppata nell’ambito di un accordo di collaborazione risalente a oltre dieci anni fa” ed ogni componente dell’elicottero turco, dall’avionica, ai rotori, alla cellula passando per i propulsori, è ormai totalmente made in Turkey, come abbiamo avuto modo di dimostrare.

L’elicottero, oltre a portare missili anticarro, missili Stinger per la difesa aerea e razzi Roketsan Cirit da 70 millimetri, è armato con un cannone da 20 millimetri con una dotazione di 500 colpi. La sua velocità massima è di circa 269 km/h con una quota massima raggiungibile di 3mila metri, un raggio d’azione di 561 chilometri o 3 ore di volo continuo.

Il suo primo impiego operativo è datato 25 aprile 2015 quando un paio di T-129 sono stati impiegati in operazioni di controterrorismo nella provincia turca di Siirt. Il 10 febbraio del 2018, durante l’operazione “Ramoscello d’ulivo” nel distretto siriano di Afrin, un elicottero è stato abbattuto dal fuoco antiaereo delle milizie dell’Ypg a Kırıkhan, nella provincia turca di Hatay.

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