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L’amministrazione Biden non ha mai creduto in una vittoria di Kiev nella guerra contro la Russia. Un’inchiesta pubblicata da TIME intitolata Perché la vittoria di Biden in Ucraina è stata la sconfitta di Zelensky, firmata da Simon Shuster, reporter con accesso privilegiato a fonti di alto livello, tra cui membri della cerchia ristretta del presidente ucraino, offre un quadro sorprendente e inedito – almeno sulla grande stampa – della strategia americana nella guerra in Ucraina. La verità che si cela dietro le nubi della della propaganda di guerra. Secondo l’inchiesta di Shuster, infatti, l’amministrazione Biden non ha mai creduto che Kiev potesse vincere militarmente contro la Russia, nemmeno con un robusto sostegno occidentale.”‘Quando la Russia ha invaso l’Ucraina quasi tre anni fa – scrive Shuster – il presidente Joe Biden ha fissato tre obiettivi per la risposta degli Stati Uniti. La vittoria dell’Ucraina non è mai stata tra questi”.

Le parole di Eric Green, consigliere di Biden

L’inchiesta di Shuster mette in luce una verità scomoda: per Washington, la vittoria totale di Kiev non è mai stata sul tavolo. Eppure la narrazione dei media in questi anni, contro chiunque osasse sollevare dubbi sulla strategia occidentale in Ucraina, è stata molto diversa dalle tardive ammissioni dell’amministrazione Biden. Eric Green, ex consigliere per la politica russa nel Consiglio di Sicurezza Nazionale di Biden, ha dichiarato al TIME che il vero obiettivo della Casa Bianca era garantire la sopravvivenza dell’Ucraina come Stato sovrano e democratico, libero di integrarsi con l’Occidente. “Non parlavamo deliberatamente dei parametri territoriali,” ha detto Green, aggiungendo che non c’era alcuna promessa di aiutare Kiev a recuperare tutti i territori occupati, come la Crimea o il Donbass, perché la Casa Bianca riteneva che fosse al di là delle capacità dell’Ucraina. “Non sarebbe stata una storia di successo, alla fine”. Un abisso rispetto a ciò che affermavano diversi politici e giornalisti con l’elmetto in testa che sognavano una grande marcia su Mosca.

Un successo per gli Usa ma non per Zelensky

L’inchiesta rivela che Biden aveva fissato tre obiettivi principali per la risposta americana al conflitto: garantire la sopravvivenza dell’Ucraina come Stato sovrano e democratico; mantenere l’unità tra gli alleati occidentali; evitare un conflitto diretto tra NATO e Russia. Sotto questi parametri, la Casa Bianca ritiene di aver avuto successo. Tuttavia, come sottolinea Green: “È un successo di cui purtroppo non ci si può sentire soddisfatti, perché c’è così tanta sofferenza per l’Ucraina e incertezza su come finirà”.

Mentre l’amministrazione Biden rivendica il raggiungimento dei suoi obiettivi principali, l’inchiesta sottolinea che questo successo è tutt’altro che soddisfacente, almeno per Kiev. La sopravvivenza dell’Ucraina come Stato sovrano è importante, ma non risolve il problema delle vaste porzioni di territorio che obtorto collo dovranno essere concesse ai russi per arrivare a un accordo negoziale. Come sottolinea su X Alexey Arestovych, ex consigliere di Zelensky: “Gli stessi partner che non ci hanno permesso di porre fine alla guerra nel marzo 2022 insistono affinché continui nel gennaio 2025. Vediamo ora cosa abbiamo ricevuto in questi tre anni. Trecentomila uccisi? Il 30% del territorio perduto?”.

Per gli Stati Uniti, invece, il successo, è dettato dal fatto che Washington ha impegnato un avversario in un conflitto lungo e altrettanto dispendioso di energie e uomini, oltre ad aver diviso l’Europa dalla Russia, in primo luogo sul fronte energetico, rendendo l’Ue ancora più dipendente di Washington. (Quest’anno, infatti, l’Europa si conferma il principale cliente globale di gas naturale liquefatto (GNL), con gli Stati Uniti che nel 2023 hanno consolidato la loro posizione come maggior fornitore per il terzo anno consecutivo).

Come scrive il giornalista statunitense Aaron Maté: “La politica di Biden era sacrificare l’Ucraina per dissanguare la Russia. E mentre gli Stati Uniti lasciano l’Ucraina sul marciapiede, i guerrieri per procura e i media si allontanano e fingono di non aver mai fatto il tifo per questo”.

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