I riservisti ucraini di età compresa tra i 18 e i 60 anni riceveranno presto una chiamata dal Ministero degli Esteri. L’Ucraina ha iniziato ad arruolare i membri delle sue forze di difesa di riserva per prepararsi in vista del possibile avanzamento delle truppe russe, già entrate nel Donbass. Lo prevede un decreto firmato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, una mossa che sottolinea come Kiev si sta preparando a difendersi da un’invasione di Mosca.
Pare che l’obiettivo di Zelensky sia quello di rimpinguare le fila dell’esercito di circa 200mila soldati. I riservisti, che la Bbc ha stimato in 900mila unità complessive, dovranno prestare servizio per un massimo di un anno, mentre le reclute in possesso di particolari abilità tecniche, come ad esempio i meccanici, saranno assegnate a unità specializzate. I funzionari del governo hanno aggiunto un particolare non da poco: coloro i quali dovessero ignorare la convocazione rischiano di andare incontro a non meglio specificate “responsabilità penali”.
A conferma dell’arrivo di una possibile, nuova tempesta dobbiamo citare altri due provvedimenti. Intanto il Ministero degli Esteri ha richiamato i connazionali ucraini in Russia. “Il Ministero degli Esteri raccomanda ai cittadini ucraini di astenersi da qualsiasi viaggio nella Federazione Russa e a coloro che si trovano in questo Paese di lasciare immediatamente il suo territorio”, si legge in una nota. Allo stesso tempo, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, la Rada, e cioè il parlamento ucraino, ha approvato in prima lettura una misura che autorizza i civili a girare armati.
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I riservisti di Kiev
Al netto delle indiscrezioni filtrate dai media, Oleksiy Danilov, il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, ovvero il massimo organismo di difesa ucraino, ha reso noto a Kiev che saranno 36mila i riservisti arruolati nell’esercito. Per il momento, dunque, è stata esclusa la possibilità di una mobilitazione generale. La situazione deve comunque essere monitorata con estrema attenzione.
Scendendo nel dettaglio, Zelensky ha richiamato i riservisti “per un periodo speciale”, a partire dal 23 febbraio, e per un anno. “Dobbiamo aumentare la preparazione dell’esercito ucraino a tutti i possibili cambiamenti nell’ambiente operativo”, ha dichiarato il presidente in un video messaggio diffuso ieri sera. “Si tratta esclusivamente di cittadini assegnati alla riserva operativa”, ha quindi specificato lo stesso Zelensky. Il presidente ucraino ha tuttavia esortato alla calma e ha aggiunto di non ritenere che la Russia sferrerà “un’operazione in grande stile”.
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Ucraina in “stato di emergenza”
Nel frattempo il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha chiesto all’Occidente di imporre sanzioni più severe contro la cerchia ristretta di Vladimir Putin. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e altri Paesi hanno annunciato misure contro alcuni oligarchi e banche russe, ma Kuleba vuole che la risposta sia più pesante. “I primi passi decisivi sono stati compiuti e ne siamo grati. Ora la pressione deve essere aumentata per fermare Putin”, ha scritto su Twitter il ministro invocando gli alleati ucraini di colpire ancor più duramente.
To stop Putin from further aggression, we call on partners to impose more sanctions on Russia now. First decisive steps were taken yesterday, and we are grateful for them. Now the pressure needs to step up to stop Putin. Hit his economy and cronies. Hit more. Hit hard. Hit now.
— Dmytro Kuleba (@DmytroKuleba) February 23, 2022
Yes, #Ukraine is ordering her nationals out of #Russia. Yes, we are preparing for a state of emergency. At least in some regions of Ukraine. Martial law could be an option, if…whatever it takes to keep Ukraine standing #StandWithUkraine #SupportUkraine #StopRussia
— Lesia Vasylenko (@lesiavasylenko) February 23, 2022
Sempre sul fronte interno, una deputata ucraina, Lesia Vasylenko, ha twittato frasi emblematiche: “Sì, ci stiamo preparando allo stato di emergenza. Almeno in alcune regioni dell’Ucraina. La legge marziale potrebbe essere un’opzione”, così come “qualunque cosa serva per mantenere in piedi l’Ucraina”. Qualche ora più tardi, il Consiglio di sicurezza nazionale del Paese ha affermato che lo stato di emergenza sarà imposto, in un primo momento per 30 giorni, a tutte le regioni tranne Donetsk e Luhansk, dove le forze ucraine sono già in guerra con i separatisti sostenuti dalla Russia. La palla passa adesso al parlamento ucraino, che deve concedere il via libero definitivo.