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Heil HaYam HaYisraeli è il nome della Marina militare israeliana che attualmente è operativa nel Mar Rosso e nel Mediterraneo. Le origini della sua fondazione riconducono, probabilmente, all’epoca del “movimento di revisione sionista” sotto la guida del suo leader Ze’ev Jabotinskij. Nel 1923, quest’ultimo, fondò e diresse il movimento Betar a Riga, in Lettonia ed in altre nazioni, con l’obiettivo di educare i giovani in uno spirito militante e nazionale. Questa organizzazione fu presente anche in Italia, con la Betar Naval Academy a Civitavecchia, con il fine di formare “i primi allievi ufficiali della Marina”. Nel 1934, infatti, dopo aver siglato una partnership con il Ministero degli Affari Esteri italiano del tempo, vide 28 allievi ufficiali, addestrati presso la Scuola Marittima di Civitavecchia. Inoltre, nel 1936, il secondo corso consentì addirittura a 200 allievi conseguire il diploma, gettando le basi di quella che nel 1948 è divenuta ufficialmente la Marina militare ebraica.

Il Project Magen

Attualmente la forza navale israeliana è una potenza operativa che conta all’incirca 10.000 unità tra civili e militari in servizio. Da una prima analisi delle risorse aperte, Israele ha una flotta che comprende tre corvette di classe 5 Sa’ar, 45 motovedette comprensive di due unità di supporto, cinque sottomarini e otto navi missilistiche. Il progetto strategico di ampliamento della Marina dovrebbe comprendere la dotazione particolare di corvette ad armamento missilistico e dotate di super-tecnologie capaci di renderle invisibili. Tale operazione ricade sotto il nome di “Project Magen” e la sua prima creatura, denominata INS Magen, sembra aver superato le prove di manovra utili alla Marina israeliana l’inserimento nella flotta a difesa degli interessi nazionali. Ad oggi le notizie riportano l’ordine di ben quattro navi stealth, sebbene le negoziazioni con il governo tedesco erano in cantiere già dal 2015. Questo gioiello di tecnologia fa parte del modello di corvette Sa’ar 6 della Thyssen-Krupp Marine Systems, costruite per la Marina-israeliana .     La particolarità che si evidenzia dalla progettazione è che le “navi invisibili” sono costruite sul progetto della corvetta MEKO 100, di fabbricazione tedesca, dotata di tecnologia che rende la nave impercettibile ai radar, sonar ed infrarossi. Oltre all’invisibilità, la sorveglianza delle coste sarà anche assicurata da un super-sistema radar multifunzione ELM-2248, che è montato sulle nuove corvette. Tale gioiello è considerato l’ultima generazione per il monitoraggio ed il tracciamento di unità nemiche in tutte le condizioni meteorologiche. Supportato da un sistema (MF-STAR) a scansione elettronica (AESA), permetterà di seguire gli obiettivi ovunque e bypassare tutte le frequenze di disturbo.

La difesa della Zona Economica Esclusiva

Il costo di costruzione è stimato intorno ai 480 milioni di dollari, due terzi dei quali saranno pagati da Israele mentre il governo tedesco sovvenzionerà l’importo rimanente con i sottomarini di classe Dolphin. Le corvette sono state costruite con dimensioni capaci di poter fronteggiare attacchi terroristici misurando in lunghezza, all’incirca 90 metri, in larghezza 13,2 metri ed un’altezza di 21 metri. L’obbiettivo strategico del governo, nell’acquisizione di queste navi, ha uno stretto interesse di difesa della zona economica esclusiva. Nel 2010, infatti, Israele già siglò con Cipro un accordo che salvaguardasse proprio i “diritti sottomarini” e tutelasse i limiti delle acque territoriali. Tale intesa fu raggiunta dal ministro israeliano Uzi Landau, responsabile per le infrastrutture, e dal ministro degli Esteri cipriota Kyprianou Markos. Gli obbiettivi strategici comprendevano inoltre la cooperazione per lo sviluppo di ulteriori risorse transfrontaliere e la negoziazione su tutti quei giacimenti individuati come comuni. Proprio per la tutela degli affari di Stato, la sorveglianza delle acque territoriali è divenuta, per Israele, una reale necessità, non solo per evitare la predazione delle risorse di gas e petrolio, ma soprattutto come deterrente per eventuali atti terroristici provenienti da Hezbollah.