In tre mesi di guerra la Russia ha preso il controllo del 20% dell’Ucraina, quantificabile in circa 125.000 chilometri quadrati. Nonostante numerose indiscrezioni abbiano descritto un esercito russo spesso allo sbando, in un primo momento preda di raid ucraini semi amatoriali, e in seguito sfiancato dalle armi che il blocco occidentale ha fornito a Kiev, dalla fame e da una certa disorganizzazione generale, Mosca è riuscita a triplicare la quantità di territori occupati. Basti pensare che il 23 febbraio, ovvero il giorno prima dello scoppio del conflitto, il Cremlino aveva piantato la bandierina su appena 43.300 chilometri quadrati di territorio ucraino (quasi il 7% del Paese).

In generale, come ha sottolineato Forbes, dal 2014 ad oggi la Federazione Russa ha conquistato così tanta Ucraina che la superficie complessiva del bottino supera i territori combinati di Ungheria e Bulgaria. Vale dunque la pena, oltre ad aver analizzato quanto è cresciuto il controllo russo sul territorio ucraino, capire quanto di questo spazio è adesso effettivamente controllato da Mosca e, soprattutto, fino a dove vuole (o vorrebbe) arrivare Vladimir Putin.

Il territorio conquistato da Mosca

Calcolatrice alla mano, l’intero territorio dell’Ucraina misura 603.548 chilometri quadrati. Un terzo è finito sotto il controllo russo nell’arco degli ultimi tre mesi. Mosca ha preso il controllo della Repubblica autonoma di Crimea, della città di Sebastopoli e di parti importanti delle regioni di Donetsk, Luhansk, Kharkiv, Kherson, Zaporizhia. Le forze di Kiev sono riuscite a riconquistare gli oblast di Kiev, Chernihiv, Sumy, Mykolaiv e Zhytomyr, altrimenti il bottino russo sarebbe stato molto più consistente di quello che abbiamo raccontato.

In merito al Donbass e alla Crimea, la Russia è stata chiarissima, facendo capire di non essere disposta a trattare e che questi territori non torneranno mai indietro a Kiev. E pensare che i russi in più occasioni – indipendentemente dalla causa: c’è chi dice per difficoltà interne ed esterne e chi per una semplice esigenza di riposizionamento – sono stati costretti a rallentare la loro avanzata. L’avanzata di Mosca, a quanto pare, è adesso ripresa e punta dritta al cuore del Donbass.

Dove (e quando) si fermerà Putin

L’esercito ucraino, grazie al supporto militare ricevuto dall’Occidente, era riuscito ad arginare i nemici, e in certi casi pure a orchestrare convincenti controffensive. E pure, come hanno confermato anche fonti Nato, adesso Kiev è in difficoltà. La zona calda coincide con il quadrante orientale dell’Ucraina, molto probabilmente il primo obiettivo di Mosca. È tuttavia difficile dire con certezza fino a dove vuole arrivare Putin, in primis perché i piani russi sembrerebbero esser più volte cambiati, adattandosi alle varie situazioni emerse in campo militare.

Senza ombra di dubbio, scongiurata l’ipotesi della conquista totale dell’Ucraina, è probabile che la Russia voglia affondare il colpo sul Donbass. Chissà, poi, se una volta messa in sicurezza l’area est Mosca non decida di tentare una nuova sortita lungo la fascia costiera, magari tentando di espugnare Odessa e di ottenere l’intero controllo della costa. Difficile, ma non del tutto impossibile.

Per quanto riguarda la fine del conflitto, secondo lo studio Duration of the Interstate Wars, 1816-1985 , il 60% delle guerre dura fino a sei mesi, il 13% – da sei mesi a un anno e solo il 5% dura più di cinque anni. La durata media di una guerra è di un anno e mezzo. Vedremo fino a quando si estenderà la guerra in Ucraina.

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