L’intelligence statunitense stima che la controffensiva ucraina non riuscirà a raggiungere la città chiave di Melitopol secondo quanto riportato dal Washington Post (Wp). La valutazione si basa sulla capacità della Russia di difendere i territori occupati per mezzo di una serie di linee di arresto costituite da campi minati, trincee, capisaldi e sbarramenti anticarro che va in profondità ed è probabile che questo stallo nelle operazioni – che ha il sapore di un fallimento – induca a ridurre il sostegno a Kiev da parte delle capitali occidentali, dopo che decine di miliardi di dollari di armi e attrezzature militari sono stati inviati in Ucraina.
Andando più in dettaglio, i funzionari dell’intelligence statunitense hanno affermato che le forze ucraine, che stanno avanzando verso Robotyne, saranno fermate “diverse miglia” lontano dalla città chiave di Melitopol.
Perche Melitopol è importante
Questa città è fondamentale perché considerata la porta di accesso alla Crimea e si trova all’incrocio di due importanti autostrade e di una linea ferroviaria che consentono alla Russia di spostare personale militare e attrezzature dalla penisola agli altri territori occupati nel sud dell’Ucraina. Un secondo obiettivo strategico, ma più difficilmente raggiungibile, è la città di Berdyansk situata sul Mare d’Azov la cui presa consentirebbe di recidere completamente la lingua di terra che collega la Crimea al territorio della Federazione Russa.
Melitopol però rappresenta un obiettivo di più alto valore strategico, e anche i russi ne sono a conoscenza tanto che è l’unica città che possiede un ulteriore anello difensivo oltre alle tre linee di sbarramenti organizzate dai russi lungo tutto il fronte (ad eccezione della zona di Bakhmut).
In questo momento, a più di due mesi dall’inizio dei combattimenti che ora possono prendere il nome di “controffensiva” per via del numero delle riserve che Kiev ha gettato nella mischia, l’esercito ucraino è molto lontano da Melitopol e l’avanzamento in quella parte del fronte meridionale è molto lento: gli ucraini sono avanzati solo di una manciata di chilometri a sud di Orichiv, verso Robotyne (dove sono arrivati nei sobborghi della cittadina) e più a occidente, verso il fiume Dnepr. Altrove, nella parte del fronte meridionale che corre nell’oblast di Donetsk (a sud di Velika Novoselivka), i guadagni territoriali sono più evidenti ma si tratta pur sempre di fazzoletti di terra se guardiamo all’obiettivo strategico di raggiungere il mare.
La strategia di Kiev
A questo punto è opportuno fare alcune precisazioni: lo Stato maggiore di Kiev ha deciso di utilizzare i nuovi mezzi e armamenti occidentali sparpagliandoli lungo quasi tutta la linea del fronte invece di accumularli in un unico punto per cercare lo sfondamento (che sarebbe stato comunque a caro prezzo date le difese russe); inoltre ha speso risorse militari ingenti dapprima per la difesa di Bakhmut, e successivamente per il tentativo di sua riconquista che stiamo osservando in queste ultime settimane; infine, in considerazione di queste condizioni, è molto difficile che si possa osservare in futuro uno sfondamento con una rapida avanzata come successo alla fine della scorsa estate nella regione di Kharkiv, che comunque è qualcosa che nella storia dei conflitti è avvenuto non molto di frequente.
Il Wp rivela altri dettagli che potrebbero indicare come nella Nato ci sia un certo malumore per la condotta della guerra da parte di Kiev: giochi di guerra congiunti condotti dalle forze armate statunitensi, britanniche e ucraine prevedevano perdite ingenti contro le difese russe, ma prevedevano che l’Ucraina le accettasse come costo per sfondare la principale linea difensiva della Russia. Lo Stato maggiore ucraino ha invece optato per arginare le perdite sul campo di battaglia e passare a una tattica basata su unità più piccole per avanzare attraverso diverse aree del fronte, quindi scegliendo sostanzialmente un approccio più statico rispetto a uno di manovra che ha portato a piccoli guadagni territoriali in diversi punti del fronte. I funzionari militari statunitensi avevano consigliato più volte di condurre le operazioni diversamente, ammassando nuovi mezzi e forze fresche in un unico schwerpunkt, ma essendo in gioco esclusivamente la vita dei soldati ucraini non hanno insistito lasciando a Kiev carta bianca sulla condotta delle operazioni.
Anche per questo il generale Mark Milley, capo di Stato maggiore della Difesa Usa, ha più volte ricordato alla politica e all’opinione pubblica statunitense che “questa offensiva sarebbe stata lunga, sanguinosa e lenta” e che pur non raggiungendo i suoi obiettivi, Kiev sta avendo successo nel degradare le forze russe. “I russi sono in condizioni piuttosto difficili” aveva detto ancora Milley, aggiungendo che “hanno subito un numero enorme di vittime. Il loro morale non è eccezionale”.
L’evoluzione della controffensiva ucraina
La strada per Melitopol (o per Berdyansk) è lunga, e durante il tragitto, oltre alle tre linee difensive russe principali, ci sono altri centri abitati fortificati, e l’esercito ucraino, proprio perché ha scelto di non ammassare uomini e mezzi in uno o due punti ma di distribuirli lungo tutto il fronte per continuare nella “guerra d’attrito”, molto difficilmente potrà sfondare con successo e raggiungerla. Paradossalmente potrebbe avere più successo nel tentativo di raggiungere il mare a Berdyansk in quanto in quella parte non ci sono cittadine fortemente difese e soprattutto, a quanto sembra, quel settore è presidiato in parte dalle milizie reclutate nelle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, che sono notoriamente meno addestrate e peggio equipaggiate rispetto all’esercito regolare russo.
Un funzionario della difesa Usa ha affermato che è possibile che l’Ucraina possa continuare la controffensiva per tutto l’inverno, quando tutto, incluso mantenere i soldati al caldo e riforniti di cibo e munizioni, diventa molto più difficile, ma questo dipenderebbe da diversi fattori come il numero di riserve necessarie e da quello di attrezzature specializzate e abbigliamento invernale disponibili. Sappiamo però che l’esercito russo è storicamente noto per essere meglio addestrato alle operazioni invernali, anche se durante questo conflitto non abbiamo assistito a una grande operazione di manovra durante l’inverno.
Il problema della tattica ucraina di avanzamento per logoramento è che dà il tempo ai russi di allestire ulteriori difese in profondità stante l’impossibilità di ottenere il controllo dei cieli (che permetterebbe agli ucraini operazioni di interdizione) e soprattutto concede a Mosca di poter addestrare nuove truppe e formare nuove unità attingendo ai suoi sterminati depositi, se pur con tutte le difficoltà del caso date dalla scarsezza delle componenti ad alta tecnologia.