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Mentre la guerra in Ucraina si trascina, notiamo giorno dopo giorno sempre di più che in futuro ci sarà sicuramente molto da imparare. Tuttavia, un cambiamento nelle dinamiche di potere è già emerso in questo stadio del conflitto in quanto, sulla carta, la Russia avrebbe dovuto vincere e prendersi in fretta l’Ucraina; ma ciò non è accaduto. Ritengo vi siano stati tre significativi elementi che hanno influito sulle dinamiche militari di questa guerra: il ruolo maggiore del singolo soldato, l’efficacia dei droni a basso costo, ed il crescente valore delle risorse di intelligence rispetto ai numeri.

Il ruolo maggiore del singolo soldato

In molti credevano, prima della guerra, che il numero di carri armati e veicoli corazzati sarebbe stato l’ago della bilancia, e che la Russia avrebbe avuto la meglio sull’Ucraina soltanto grazie ai numeri.

Ciò si è però rivelato falso. Il motivo? Migliaia e migliaia di armi anti-veicoli corazzati sono state inviate in Ucraina da tutto il mondo, ed il solo numero di questi armamenti ha evidentemente alterato il corso della guerra. La quantità di missili anticarro spediti in Ucraina negli ultimi mesi è da capogiro, con un arsenale di piccole armi portatili che potrebbe non avere precedenti nei conflitti moderni.

La Gran Bretagna sostiene di aver inviato da sola circa 4.000 armamenti anticarro, la Germania 1.000, la Norvegia 2.000, la Svezia 5.000, e gli Stati Uniti un numero non divulgato benché massiccio di sistemi missilistici. Anche altri paesi hanno inviato poi altri armamenti.

Le armi anticarro non sono una novità; lo è la loro saturazione all’interno di questo conflitto, la quale sta provocando un significativo cambiamento strategico in termini sia offensivi che difensivi.

È chiaro come l’invasione non stia andando come previsto. In parte ciò è dovuto alla resistenza ucraina e agli errori russi, ma l’arrivo di armamenti anticarro in Ucraina in quantità mai viste prima d’ora è stato un fattore decisivo. Gli stessi singoli eserciti che hanno inviato tali armi ne avrebbero ora a testa indubbiamente meno di quante ne hanno ora i soldati ucraini, il che evidenzia quanto possa risultare efficace ciascun soldato, se adeguatamente equipaggiato.

L’efficacia dei droni a basso costo

Il conflitto tra Russia ed Ucraina, che sta ora diventando una guerra di logoramento, sta mostrando come la tecnologia a basso costo possa essere utilizzata efficacemente anche contro minacce tecnologiche di fascia ben più alta. Nonostante settimane di bombardamenti, l’Ucraina ha mantenuto una strenua difesa delle proprie città; uno degli elementi che ha permesso tale difesa sono i droni di produzione turca, impiegati per compiere attacchi improvvisi ai danni delle forze armate russe con un’efficacia talmente letale da lasciare stupefatti parecchi osservatori in Occidente, tra cui anche il sottoscritto.

L’emblema di tali droni da combattimento, più economici ma altrettanto efficaci, è il Bayraktar TB2, un veicolo senza pilota che trasporta bombe leggere a guida laser. Il velivolo ha già avuto precedentemente successo in conflitti tecnologicamente sottosviluppati, e la Turchia li ha venduti in oltre dodici paesi tra cui Azerbaijan, Libia, Marocco ed Etiopia.

In Ucraina, sorvolando campi di battaglia relativamente high-tech, questi droni hanno ripetutamente portato a segno un numero di attacchi inaspettato. I droni turchi non saranno poi francamente il fattore risolutivo di questo conflitto, in quanto volano lentamente, ad altitudini medie e sono facilmente individuabili; tuttavia stanno sicuramente avendo un impatto degno di nota.

Le forze aeree ucraine volano essenzialmente a basse altitudini, per poi salire improvvisamente e attaccare dall’alto colpendo i bersagli individuati. Prima di questo conflitto nessuno si sarebbe davvero aspettato che dei droni a basso costo avrebbero fatto una simile differenza, eppure questi hanno dimostrato il loro valore e lasciato traccia del proprio impatto sulle dinamiche.

Il crescente valore delle risorse di intelligence rispetto ai numeri

La guerra in Ucraina, dal mio punto di vista, è forse la migliore rappresentazione del perché le risorse per la raccolta di intelligence siano importanti tanto quanto i numeri grezzi, o forse anche di più. Per come stanno le cose, l’infrastruttura d’intelligence della NATO funziona bene ed è adeguatamente supportata da un network computerizzato in continuo perfezionamento, soprattutto contro i cyberattacchi. I membri della NATO e, di fatto, quasi tutte le potenze militari occidentali effettuano frequentemente esercitazioni per migliorare queste abilità; la Russia no.

L’Ucraina sta fondamentalmente prendendo in prestito queste risorse dall’alleanza occidentale, i cui paesi condividono con essa la propria intelligence in tempo reale, e sta dimostrando come delle forze armate più piccole, agili ed equipaggiate con ottima intelligence siano più efficaci di una sola grande forza armata incapace. La chiave per fornire supporto e avere la meglio sugli attacchi nemici è disporre di efficaci risorse di intelligence, monitoraggio, acquisizione di bersagli e ricognizione; tali risorse consentono di effettuare attacchi contro logistica ed altri supporti bellici, costringendo le unità russe in avanscoperta ad essere tagliate fuori dal conflitto una volta esaurite le proprie scorte.

I paesi della NATO hanno imparato che il valore delle singole forze aeree, in grado di individuare e monitorare la posizione di forze avversarie, è maggiore rispetto a quello di un grande numero di battaglioni che operano senza chiare indicazioni, e che finiscono per svuotare migliaia di caricatori in campi vuoti o foreste. Puntare sulle risorse per la raccolta di intelligence, anche a costo di ridimensionare il numero di forze armate, si sta dimostrando di fondamentale importanza in Ucraina, ben più di quanto ci si aspettasse.

Cento soldati ben equipaggiati, e che si muovono con ottima intelligence attraverso il campo di battaglia, sono meglio di mille con un equipaggiamento scarso ed un’intelligence mediocre. Non sono i numeri a combattere, ma le persone; e le persone imparano in maniera efficace sfruttando al meglio ciò che hanno a disposizione.

Per quanto questi possano sembrare concetti scontati, obsoleti o addirittura tralasciati, credo diano forma ad un nuovo ecosistema strategico. Per anni si discuterà a lungo dell’invasione in Ucraina: verranno analizzati i maggiori cambiamenti nelle dinamiche militari emersi dal conflitto, di cui i tre più importanti saranno appunto questi.

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