L’Australia fa shopping di missili Usa per trasformarsi in un’isola porcospino

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L’Australia ha deciso di rafforzare significativamente le proprie capacità difensive investendo 4,7 miliardi di dollari nell’acquisto di missili a lungo raggio SM-6 e SM-2 dagli Stati Uniti, in risposta all’aumento delle tensioni geopolitiche nella regione indo-pacifica. Questo riarmo è stato motivato dalla crescente incertezza strategica causata principalmente dall’espansione militare cinese, che ha incrementato le preoccupazioni regionali e internazionali. Il Governo australiano, sotto la guida del Ministro della Difesa Richard Marles e del Ministro dell’Industria della Difesa Patrick Conroy, ha visto nel potenziamento della difesa missilistica un passo necessario per proteggere il Paese da potenziali minacce. L’accordo fa parte di una più ampia strategia di difesa delineata nella Defence Strategic Review, che ha evidenziato come la guerra moderna, inclusa l’invasione russa dell’Ucraina, abbia drasticamente ridotto i vantaggi geografici che l’Australia aveva tradizionalmente sfruttato.

La nuova era dei missili, come è stata definita, richiede la creazione di una difesa avanzata che possa rispondere a una varietà di minacce aeree e navali, aumentando così la deterrenza verso potenziali avversari come la Cina. L’acquisizione dei missili SM-6 rappresenta un ulteriore rafforzamento dell’alleanza Australia-Stati Uniti, cementando la cooperazione militare e strategica attraverso accordi bilaterali come il contratto di Foreign Military Sales, che prevede la fornitura di armi avanzate prodotte dalla Raytheon. Questo accordo fa seguito a un lungo processo di collaborazione tra le due nazioni, che ha incluso test congiunti di armamenti e l’integrazione di tecnologie statunitensi nelle navi da guerra australiane.

Il riarmo dell’Australia è anche un segnale chiaro di come la regione indo-pacifica sia diventata il centro di una nuova corsa agli armamenti, con l’Australia che mira a trasformarsi in una “isola porcospino”, pesantemente armata per scoraggiare qualsiasi attacco. Tuttavia, questo incremento delle capacità militari non è passato inosservato alla Cina, che ha criticato duramente queste mosse, vedendole come una minaccia alla propria sicurezza regionale. La modernizzazione delle forze armate cinesi, unita alla gestione aggressiva delle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale, ha spinto l’Australia e altri alleati regionali degli Stati Uniti, come Giappone e Corea del Sud, a incrementare la propria difesa. Nonostante la complessità della produzione di missili avanzati e i problemi di fornitura che ne derivano, l’Australia ha mostrato la propria determinazione a rafforzarsi militarmente per affrontare le sfide emergenti nell’indo-pacifico, che ormai è considerato uno dei teatri geopolitici più critici al mondo.