Gli uomini del sedicente Stato islamico stanno subendo pesanti attacchi in quell’enorme triangolo che comprende Iraq e Siria e che è composto dalle città di Mosul, Falluja e Raqqa. Senza contare il fronte libico, dove i jihadisti sarebbero barricati a Sirte. In questo enorme triangolo si gioca il futuro delle bandiere nere in quanto potrebbero cadere due città simbolo per lo Stato islamico (Raqqa e Mosul), generando quindi una reazione a catena che potrebbe portare alla fine del Califfato.Per approfondire: Perché l’Iraq rischia di scomparireIsis sta perdendo queste battaglie perché – come scrive l’Independent, ha una fanteria armata alla bell’e meglio e non può fare nulla contro le bombe sganciate dai caccia coordinati dalle forze speciali.Mosul_Falluja_RaqqaL’esperienza militare dei jihadisti dell’Isis nasce nel 2003, con la guerra in Iraq (non dimentichiamo che le menti principali dell’Isis provengono da quello che fu l’esercito di Saddam Hussein). In quell’occasione si combatté una guerra asimmetrica, quasi casa per casa (proprio come sta accadendo in queste ore a Falluja). Oggi, come ieri, la centralità dell’addestramento degli “insorti” viene dedicata ai kamikaze, agli sniper e alla creazione di autobombe. Il tutto corredato ovviamente da video dell’orrore per intimorire il nemico.Per approfondire: Come funzionano i video dell’IsisCiò che gli analisti si stanno chiedendo in questi giorni è: cosa accadrà nel caso in cui lo Stato islamico dovesse cominciare a perdere terreno? C’è chi teme che i terroristi possano spostare la guerra in Occidente (un po’ quello che è stato detto dopo gli attentati del 13 novembre scorso: “Salah Abdeslam e i suoi complici sono la risposta ai bombardamenti di Putin”). E c’è invece chi, come Paolo Mieli sul Corrieredi qualche giorno fa, ritiene che gli uomini di Isis si ritireranno nel deserto per poi tornare all’attacco. Chi lo sa. Non abbiamo una sfera di cristallo per poter dire alcunché.Ciò che possiamo dire è che, riprendendo l’Independent di oggi, se le forze sciite in stretto contatto con l’Iran libereranno Falluja, sarà una grande perdita per le bandiere nere e un grosso smacco per gli Stati Uniti e i loro alleati.

Nel campo comunista di Goli Otok
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