Le autorità ucraine di Kharkiv, Luhansk e Donetsk hanno chiesto alla popolazione di lasciare “immediatamente” le tre regioni a causa dell’aggravarsi della situazione. L’avvertimento è arrivato perfino dalla vicepremier Iryna Vereshchuk, la quale ha invitato i residenti a evacuare finché è possibile, avvertendo che ulteriori bombardamenti russi potrebbero tagliare i corridoi di evacuazione. Vereshchuk ha inoltre esortato i cittadini a non aspettare che i combattimenti arrivino in città ,ma ad andarsene il prima possibile. Il rischio, a quanto pare, è che possano prender forma altre situazioni di assedio prolungato, mentre la certezza ripetuta da Kiev è che “è necessario essere pronti per un ulteriore aggravamento della situazione”.
“Faccio appello a ogni residente della regione del Lugansk: evacuate finchè è sicuro”, ha scritto in un comunicato diffuso online il governatore del Lugansk, Serhiy Gaidai, “finchè ci sono bus e treni, cogliete questa opportunità”. Gaidai ha avvertito che nella regione del Donetsk, l’altro Oblast sotto il parziale controllo dei separatisti, le linee ferroviarie sono state danneggiate e hanno richiesto ore per essere riparate. “Questo è un altro campanello d’allarme”, ha sottolineato. Secondo il governatore del Lugansk, le forze russe “stanno distruggendo qualsiasi cosa sul loro cammino” e “non si fermeranno di fronte a nulla”.
Nelle ultime ore, ad esempio, almeno due persone sono mortee almeno cinque sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti russi che hanno colpito un centro per la distribuzione di aiuti umanitari nella regione di Donetsk. Secondo lo Stato Maggiore delle forze armate ucraine, d’ora in avanti i “principali sforzi” dei russi saranno “concentrati sulla preparazione di un’operazione offensiva volta a stabilire il pieno controllo sul territorio degli oblast di Donetsk e Lugansk”, ma anche Kharkiv resta nel mirino di Mosca.
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Accerchiamento a tenaglia
Sul fronte prettamente militare, le forze del Cremlino continuano ad avanzare verso Izyum, città sul fiume Donetsk nella provincia di Kharkov. In particolare, come ha sottolineato l’Agi, si segnala lo spostamento di alcuni contingenti dalla capitale Kiev e da Sumy, che si trovano rispettivamente a 600 km a ovest e a 300 a nord di Izyum, che a sua volta dista circa 200 km da Lugansk.
I successivi obiettivi di Mosca, in una apparente strategia di accerchiamento “a tenaglia”, potrebbero essere le città di Sloviansk e Barvinkove, collocate nella stessa area. Secondo l’istituto americano per lo studio della guerra (ISW) le operazioni verso Sloviansk starebbero continuanto ma su piccola scala e con progressi limitati, mentre secondo fonti militari di Kiev, la Russia avrebbe preso di mira le posizioni dell’esercito ucraino e le infrastrutture civili a Borivske, Novoluhanske, Solodke, Marinka e Zolota Nyva.
Le prossime mosse di Mosca
Non sappiamo quando scatterà la nuova offensiva di Mosca. È però altamente probabile che l’assalto della fase due del conflitto ucraino si concentri, come detto, nel quadrante orientale del Paese. La strategia della Russia si conferma concentrata a est, dove l’obiettivo sembrerebbe essere quello di arrivare nel prossimo periodo al controllo completo delle regioni di Donetsk e Lugansk.
Nel frattempo, migliaia di persone stanno cercando di fuggire prima della prevista offensiva russa. Sono stati realizzati cinque corridoi umanitari per riuscire ad allontanare quanti più civili dalla linea del fronte.
Non si placa, in ogni caso, l’attacco russo sul porto strategico di Mariupol, dove i circa 160 mila residenti che non hanno lasciato la città sul Mar d’Azov sono ormai allo stremo. Nella notte, un deposito di carburante a nord di Dnipro, la città industriale sul fiume Dniepr è stato bombardato e distrutto, secondo le autorità locali: serviva a rifornire la città e non era un obiettivo militare, hanno spiegato.
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