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La guerra fredda è ormai alle spalle ma l’Occidente non ha mai smesso di doversi confrontare con nuovi assetti che hanno moltiplicato i competitor degli Stati Uniti, non più impegnati solo verso il blocco russo, bensì contro una serie di nazioni che hanno saputo ben assimilare le strategie della guerra e della nuova economia. Le preoccupazioni dei mercati citano spesso “la perdita d’influenza” degli Usa sullo scenario mondiale, ma è davvero cosi? La domanda che sorge spontanea ai masticatori di analisi e geopolitica è: “Dal crollo sovietico, quante guerre fredde oggi l’America sta combattendo contemporaneamente e quanto si è ingigantita quindi Washington rispetto al passato per poterle fronteggiare tutte insieme ed essere ancora la prima della classe?”.

L’intelligence Usa svela una nuova arma cinese

A contendersi lo scettro di super-potenza con gli Usa, oggi è la Cina che, come riportato anche dal libro del professore Graham Allison “Destinati alla guerra”, interroga il mondo sulla possibilità delle due nazioni di cadere nella trappola di Tucidide, ovvero in quella dinamica in cui l’inclinazione di una potenza dominante tende a ricorrere all’uso della forza per limitare le ambizioni di una potenza emergente. La letteratura economica del gigante asiatico scrive pagine di uno sviluppo inarrestabile e proprio per questo motivo la fase finale di uno scontro tra i due colossi sembra sempre più inevitabile.

In virtù di ciò la corsa agli armamenti vede in prima linea proprio Pechino, seriamente impegnata a difendere i propri confini con l’India e a riscrivere la geografia mondiale, come per L’Indo-Pacifico.Tali ambizioni, infatti, hanno portato a doversi impegnare su progetti top-secret per la costruzione di armi particolari, per poter sovvertire le sorti di un conflitto o addirittura influenzare la vita economica di altre nazioni.

Su questo binario l’aeronautica militare cinese è da anni impegnata a produrre armamenti di quinta generazione che, però, rimangono ancora totalmente avvolti da misteriose teorie e dall’incognita di quali tecnologie siano composte. A proposito di ciò l’intelligence americana ha rivelato dettagli importanti, in un rapporto della DIA, spiegando che la PLAAF, ovvero la People’s Liberation Army Air Force, stia sviluppando progetti su due bombardieri del tutto invisibili. Il primo fa riferimento ad un velivolo strategico codificato come H-20 e l’altro è un cacciabombardiere tattico ritenuto l’incubo dell’Occidente, il famoso JH-XX. Secondo le prime analisi sembrerebbe che il modello H-20 sia stato pensato per compensare l’armamento del B-21 Raider statunitense e del russo PAK DA. Non esistendo, però, alcuna  scheda tecnica indicativa del velivolo, l’H-20 è per ora percepito come un’unità aerea dedicata al trasporto di lunga distanza con capacità di trasporto carichi pesanti e dotata di armamento nucleare trasportabile oltre lo spazio aereo cinese.

Il mistero dell’aereo JH-XX

Per quanto riguarda il JH-XX, sebbene Pechino non abbia rilasciato comunicati o alcun tipo d’informazione sul progetto, i media internazionali si sono concentrati su una testata cinese, la Aerospace Knowledge, la quale sembra si sia dedicata a questo segretissimo aereo, riportando sulla copertina addirittura un disegno che è stato capace di togliere il sonno ai più accaniti teorici della cospirazione. Le prime analisi di addetti ai lavori hanno dettagliato che l’aereo potrebbe essere munito di stabilizzatori di coda inclinata, di due motori turbofan e un ampio vano armi interno. Altri, invece, hanno ipotizzato che il JH-XX possa essere dotato di un radar AESA, una tecnologia ben nota a tecnici che è detta a scansione elettronica e consta di un raggio di combattimento di circa 3.000 chilometri a volo supersonico. L’intelligence addirittura teorizza che il JH-XX sarà adibito al trasporto di missili aria-aria e dotato di un sistema di munizioni guidate di precisione, oltre ad essere armato con missili da crociera ed anti-nave e di bombe dall’elevata capacità distruttiva. Al momento, però, il vero fattore che divide istruttori-esperti e media, verte sulla possibilità che la notizia della super arma segreta possa essere, in realtà, un’operazione incentrata sulla manipolazione mediatica a fine strategico di Pechino. Teorie incentrate sulla filosofia della disinformazione dicono che sia molto probabile che il progetto di ricerca e pre-produzione non sia neanche mai entrato in fase di sviluppo e che tutti i piani su JH-XX siano stati procrastinati o “addirittura mai esistiti”.

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