Perché Xi Jinping non ha ancora visitato la Russia di Vladimir Putin? Se lo sono chiesti in molti. Tra le risposte fornite spicca l’indiscrezione pubblicata da Yomiuri, uno dei principali quotidiani giapponesi, secondo cui il leader cinese avrebbe respinto la richiesta del suo omologo russo di visitare la Federazione Russa.
Pare, infatti, che in occasione del suo 69esimo compleanno Xi abbia ricevuto una telefonata da Putin contenente, oltre agli auguri, un invito a visitare il territorio russo. Ufficialmente a causa delle stringenti misure per arginare la diffusione del Sars-CoV-2 presenti in Cina, Xi Jinping avrebbe rifiutato la proposta del capo del Cremlino. Eppure, vari diplomatici ritengono che dietro al no del presidente cinese possano nascondersi altre ragioni, in primis un possibile aumento delle tensioni tra Mosca e Pechino su questioni internazionali.
Sono ovviamente ipotesi, che non dovrebbero tuttavia essere ignorate completamente. Anche perché, ricordiamo, Putin ha visitato la Cina in occasione dei Giochi Olimpici invernali andati in scena a febbraio, poco prima dell’inizio della guerra in Ucraina. In quell’occasione i due leader sancirono un'”amicizia senza limiti” tra i rispettivi Paesi. Non si capisce, dunque, perché Xi non abbia ancora restituito il favore diplomatico al suo partner.
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I rumors e la versione del Cremlino
All’indomani della pubblicazione dell’indiscrezione sopra sintetizzata, il Cremlino ha offerto la sua versione dei fatti. Mosca ha sostanzialmente smentito la notizia riportata da media occidentali secondo cui il presidente cinese Xi Jinping avrebbe declinato un invito del presidente russo Vladimir Putin a visitare la Russia. “No, non è così, è totalmente falso” ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, rispondendo a una domanda dei giornalisti.
“La questione è che alcune restrizioni per il Covid-19 sono ancora vigenti in Cina, cosa assolutamente normale e che dovrebbe essere compresa. Putin è invitato a visitare la Cina e Xi a visitare la Russia: è ovvio che queste visite avranno luogo una volta che le misure anti Covid saranno allentate”, ha aggiunto Peskov.
La spiegazione della Russia, dunque, è semplice: non ci sarebbe stato nessun rifiuto dovuto a chissà quale tensione internazionale, ma un semplice declino da ricollegare alle misure anti Covid cinesi. In ogni caso, Yomiuri ha sottolineato un aspetto sul quale vale la pena riflettere: il presunto invito di Putin avrebbe avuto lo scopo di far uscire la Russia dall’isolamento provocato dalla guerra in Ucraina.
Strategie a confronto
Da una parte, dunque, c’è un Putin che vorrebbe dare l’impressione tangibile di non guidare un Paese isolato dopo l’allontanamento dall’Occidente. Dall’altra troviamo però uno Xi Jinping che non ha alcuna intenzione di farsi etichettare come strenuo alleato di Mosca. Non è un caso che, nel corso delle ultime settimane, Pechino abbia spiegato che per la Cina la Russia è un partner e non un alleato.
La spiegazione della posizione cinese appare evidente: nel caso in cui Xi avesse accettato l’eventuale invito di Putin, questo avrebbe compromesso i rapporti del Dragone con Stati Uniti ed Europa. Detto altrimenti, i cinesi condannano la guerra, attaccano la Nato e chiedono a gran voce la risoluzione del conflitto con mezzi diplomatici, ma non intendono rompere il loro equilibrismo diplomatico dando l’impressione di essere troppo vicini ad una delle due parti belligeranti.
È pur vero che Russia e Cina hanno intensificato i loro rapporti economici ed energitici, anche se i famigerati accordi di febbraio risalgono al preiodo precedente lo scoppio della guerra in Ucraina. Last but not least, sarà pur vero che le misure anti Covid limiteranno gli spostamenti di Xi – che non visita un Paese straniero dalla fine del gennaio 2020 – ma qualche giorno fa il presidente cinese, nonostante l’ombra lunga del Sars-CoV-2, ha lasciato Pechino per celebrare il 25esimo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina.
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