Per aumentare l’autonomia dei caccia impegnati in missione, l’Aeronautica americana pensa a droni “cisterna” con capacità stealth: capaci di rifornire ogni tipo di aereo di nuova generazione che vola in territorio ostile.

Progettato dalla divisione Advanced Development Programs di Lockheed Martin, il drone Kc-Z sarà in grado di penetrare uno spazio aereo altamente difeso per raggiungere e rifornire di carburante un vettore d’attacco. Tutto questo senza comparire sui radar nemici. Ciò consentirebbe, secondo gli analisti della cosiddetta divisione “Stunk Works” di Lockheed, di aumentare l’autonomia operativa di piattaforme a corto raggio come gli F-35 – che non possono trasportare serbatoi addizionali per non lasciare dietro di se una firma radar altrimenti intercettatile – e consentirgli di operare furtivamente per portare a termine la loro missione.L’ispirazione della Lockheed Martin proviene dal Mq-25 “Stingray” prodotto da Boeing, vettore che si è aggiudicato l’appalto della Marina americana come rifornitore a pilotaggio remoto.

L’Aeronautica pensa di sostituire le vecchie piattaforme di rifornimento Kc-10 e Kc-135 con il nuovo Boeing Kc-46 “Pegasus”, che costituiranno gran parte della flotta di rifornimento carburante dell’Usaf; ma che come tutte le piattaforme basata sul bimotore di linea Boeing 767, non potrebbero mai penetrare una zona aerea ostile senza diventare un “facile bersaglio” per rete di difesa missilistica nemica. Il Kc-Z invece – che si pensa possa essere operativo nel 2030 – secondo le stime dei tecnici potrebbe raggiungere il vettore da rifornire di carburante anche in prossimità dell’obiettivo, permettendogli di proseguire la sua missione o addirittura di tornare sul bersaglio per condurre un secondo “strike”.

La necessità di una piattaforma di rifornimento furtiva deriva dalla proiezione dei nuovi potenziali avversari degli Stati Uniti, che secondo gli analisti potrebbero rivelarsi essere la Cina e la Russia: entrambe potenze capaci di innalzare efficaci reti di difesa anti-aera con sistemi all’avanguardia che non permetterebbero in nessuno modo ad una vecchia piattaforma di rifornimento di compiere la sua missione senza venir abbattuta da un SAMSurface-to-Air Missile. Il programma dell’USAF invece è quello di poter coprire indisturbate distanze in tutta l’Asia, nel Pacifico e nella Russia europea, penetrando all’occorrenza fin dentro uno spazio aereo ben difeso da caccia intercettori e sistemi missilistici antiaerei.

I progettisti della divisione programmi avanzati di Lockheed si immaginano dunque un drone da rifornimento come lo “Stingray” della Marina, ma con maggiore autonomia e che risulti totalmente invisibile ai radar; per ritirare il carburante dalle cisterne aeree “convenzionali” che possono volare in prossimità della zona aerea ostile, e fornirlo ai vettori d’attacco che sono già in volo dietro le linee nemiche.