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Nuovo allarme a Taiwan, dove sette navi e 45 aerei della Repubblica Popolare Cinese sono stati rilevati nei pressi dell’isola. Il ministero della Difesa di Taipei ha precisato che 25 velivoli hanno oltrepassato la linea mediana dello Stretto, che funge da confine territoriale non ufficiale tra la Cina e quella che Pechino considera una “provincia ribelle”.

La mossa del Dragone è arrivata in un momento particolare, ovvero mentre sull’isola è in corso la visita di una delegazione bipartisan del Congresso degli Stati Uniti, la settima dall’inizio dell’anno. Non avrà certo la stessa importanza della visita di Nancy Pelosi, ma la suddetta missione, guidata dalla democratica Stephanie Murphy, ha comunque fatto irritare il Partito Comunista Cinese.

Dalla terraferma era infatti arrivato un chiaro messaggio all’indirizzo di Washington. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha parlato della “determinazione incrollabile” della Cina contro le interferenze esterne nella questione taiwanese. La portavoce ha quindi espresso “forte insoddisfazione” e ferma opposizione” alla visita della delegazione Usa, che tra l’altro ha incontrato la presidente dell’isola, Tsai Ing-wen, per ribadire il sostegno di Washington a Taipei di fronte alle pressioni esercitate da Pechino. Le parole sono servite a poco, visto che la missione Usa è regolarmente approdata a Taiwan.



La risposta della Cina

L’incontro con Tsai, inoltre, è servito alla missione statunitense per mettere sul tavolo la firma di un accordo di libero scambio tra Washington e Taipei. Un’eventualità auspicata anche dalla stessa presidente dell’isola, che ha ringraziato gli otto esponenti del Congresso per la visita. Una visita che, a suo avviso, confermerebbe il sostegno di Washington verso Taiwan, in particolare “dopo che la Cina ha effettuato prolungate esercitazioni militari nell’area”.

“Voglio cogliere questa opportunità per dire ai nostri amici che Taiwan non cederà alla pressione. Difenderemo le nostre istituzioni democratiche e il nostro stile di vita”, ha aggiunto Tsai, precisando che Taiwan “approfondirà attivamente la cooperazione con i partner democratici per salvaguardare la pace e la stabilità della regione”. Per quanto riguarda l’economia, Tsai ha promesso che continuerà a lavorare con gli Usa. “Abbiamo già annunciato che i negoziati per l’Iniziativa commerciale Usa-Taiwan nel 21mo secolo inizieranno presto. Crediamo che, attraverso questa iniziativa, potremo firmare un accordo commerciale con standard alti, facendo progredire lo sviluppo commerciale bilaterale”, ha dichiarato Tsai.

La presidente taiwanese, infine, ha anche espresso la speranza di firmare un accordo sulla doppia tassazione per creare un migliore ambiente per gli investimenti. “Spero di poter contare sul Vostro sostegno”, ha aggiunto rivolgendosi ai membri della delegazione del Congresso.

La risposta cinese, come detto, non si è fatta attendere. Le navi e gli aerei di Pechino si sono mossi minacciosamente verso l’isola, nell’ennesima tensione avvenuta in questi ultimi mesi.



Armi e diplomazia

Abbiamo parlato della delegazione Usa. Vale la pena analizzarne i membri, visto che la guida Stephanie Murphy, nata ad Hanoi da genitori vietnamiti, è tra i legislatori che hanno introdotto un disegno di legge che consentirebbe agli Stati Uniti di prestare armi per sostenere Taiwan. Un disegno di legge, tra l’altro, simile a quello approvato per prestare armi all’Ucraina.

A proposito di armi, ricordiamo che la scorsa settimana l’amministrazione Biden ha approvato la vendita di armi a Taiwan per un valore di circa un miliardo di dollari. Murphy, direttamente da Taipei, ha affermato che l’approfondimento delle relazioni economiche con Taiwan è “una delle cose più importanti che il Congresso può fare in questo momento”, in particolare spingendo per un “accordo di libero scambio di alta qualità” tra le parti.

Gli altri legislatori americani in visita a Taiwan sono il democratico delle Hawaii Kaiali’i Kahele e i repubblicani Scott Franklin della Florida, Joe Wilson della Carolina del Sud, Andy Barr del Kentucky, Darrell Issa della California, Claudia Tenney di New York e Kat Cammack della Florida.

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