Dagli Stati Uniti arriva l’ennesimo allarme sulla Cina. Questa volta nel mirino di Washington è finita la Belt and Road Initiavite, cioè la Nuova Via della Seta voluta da Xi Jinping. Il problema non è tanto commerciale, quanto militare. Secondo il Pentagono la Cina costruirà presto nuove basi militari all’estero per difendere le infrastrutture strategiche del suo progetto.
Pechino oltre la Muraglia
Al momento la Cina ha una sola base militare oltre i propri confini. Si tratta di quella situata in Gibuti, Stato africano fondamentale per gli interessi cinesi nella regione. Da qui passa infatti la rotta marittima delle navi che dall’Oceano Indiano finiscono nel Mar Mediterraneo attraverso il Mar Rosso. In queste acque la pirateria è una piaga ancora consistente, quindi la base serve a difendere gli affari asiatici in Africa. Ma, in seconda battuta, anche per contenere eventuali colpi di Stato in quei Paesi africani altamente instabili con cui la Cina è in buone relazioni economiche.
Gli Stati Uniti lanciano l’allarme
Perché allora Washington lancia l’allarme? Il report del Pentagono ipotizza uno scenario futuro in cui la Cina aprirà diverse basi militari al di là della Muraglia da qui ai prossimi anni. Gli americani sono convinti che Pechino inaugurerà avamposti lungo le rotte della Belt and Road. C’è già l’identikit sui Paesi che potrebbero tendere la mano al Dragone. Questi devono avere un’amicizia di lunga data con la Cina e gli stessi interessi strategici dell’ex Impero di Mezzo.
Dove potrebbero sorgere le nuove basi cinesi
Afghanistan, Pakistan e Tagikistan sono i tre luoghi più papabili in cui potrebbe presto spuntare basi cinesi. Nel nordovest dell’Afghanistan c’è il corridoio di Wakhan, punto chiave da difendere e monitorare. Attenzione anche al Pakistan e al Tagikistan, dove secondo fonti americane ci sarebbe già qualcosa di sospetto. Ma la mappa si allarga anche al Medio Oriente, Sudest Asiatico e Pacifico Occidentale.
Il timore di Washington
Il timore degli Stati Uniti è ritrovarsi in minoranza in regioni in cui la presenza americana è bassa o limitata. E da qui finire strangolati dalla morsa cinese. Il report americano è inflessibile: “La Cina – riporta il documento – cercherà di stabilire basi militari aggiuntive in paesi con i quali ha relazioni amichevoli di vecchia data e interessi strategici simili e in cui esiste un precedente per ospitare forze armate straniere”. La Cina non ha risposto alle accuse statunitensi, ma Pechino potrebbe tranquillamente puntare il dito sulle decine di basi americane sparse in tutto il mondo.