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Il servizio segreto del Regno Unito accende i riflettori sulla strategia di Mosca che attualmente sembra incentrata a sviluppare una campagna bellica focalizzata sulla guerra dronica. Dalle risorse aperte, infatti, si riscontra che quest’ultima sarebbe stata pensata proprio con il fine di costringere Kiev ad un’ulteriore spesa per incrementare la sua difesa missilistica aerea. L’intelligence militare britannica, infatti, riferisce che la Russia ha lanciato verso l’Ucraina all’incirca 50 droni Shaded, fabbricati in Iran, da due postazioni differenti. Nel rapporto rilasciato si descrive che il primo lancio sia avvenuto ad est e precisamente dal Kursk, il secondo, invece, da sud-est, ma questa volta, però, da Krasnodar. Secondo le fonti del Ministero della Difesa inglese, tali manovre sarebbero state utili a Mosca per “modellare lo spazio di battaglia, prima di qualsiasi altra campagna che sarà invece focalizzata su attacchi invernali contro le infrastrutture energetiche ucraine”.

Queste intenzioni, secondo i servizi segreti britannici, troverebbero riscontro dal monitoraggio effettuato sull’utilizzo dell’armamento russo che avrebbe rivelato ‘l’astensione”, da parte di Mosca, al lancio di missili da crociera aria-aria, per oltre 2 mesi. Il mirino dell’intelligence era infatti puntato sulle flotte di bombardieri pesanti del Cremlino, dalle quali sarebbe dovuta partire questa tipologia di missili. Il loro “non” utilizzo, però, ha di conseguenza innescato l’allarme dei servizi segreti di Sua Maestà, i quali hanno presupposto, nell’astensione russa, una politica di accumulo che avrebbe il fine di riservare una congrua scorta di armamenti da utilizzare, successivamente, verso obbiettivi sensibili in Ucraina.

Tale strategia, come riferisce anche il The Guardian, era stata già messa in atto dai russi lo scorso anno, i quali misero nel loro mirino proprio le infrastrutture critiche di Kiev. Queste dinamiche, in modo o in un altro, stanno già avendo, comunque, un impatto sull’Ucraina, in quanto, da come si evince dall’analisi, le centrali energetiche avrebbero subito una miriade di scioperi che hanno fatto registrare un calo del 40% dell’energia. Compatibili sono anche le dichiarazioni del Segretario del Consiglio di Sicurezza Oleksiy Danilov, il quale avrebbe affermato: “Molti temono che Mosca stia semplicemente aspettando l’inizio di temperature sotto lo zero, al fine di causare la massima distruzione ed il peggior disagio possibile”. Inoltre, avrebbe aggiunto: “È stato un autunno caldo e per questo motivo la Russia ha rinviato questi attacchi, ma essi sicuramente arriveranno. Ci stiamo preparando”.

L’intelligence ucraina già conosceva le tattiche russe

Già consci del potenziale del “Generale inverno-russo”, il Segretario del Consiglio ucraino ha rivelato, però, di essere corso, preventivamente, ai ripari ed aver partecipato ad un incontro segreto che si è tenuto con alti funzionari inglesi tra i quali, figuravano Sir Tim Barrow, consigliere per la sicurezza nazionale e l’Ammiraglio Sir Tony Radakin, capo dello staff della difesa e strategie del Regno Unito, con il fine proprio di discutere su come proteggere, dagli attacchi invernali, le infrastrutture di Kiev. Dall’analisi delle risorse risulta, però, che l’intelligence ucraina, mediante le parole del portavoce del Comando dell’Aeronautica, Yurii Ihnat, e del rappresentante dell’intelligence, il Maggiore Generale Vadym Skibitskyi, era già a conoscenza delle tattiche di Mosca.

Quest’ultimo, infatti, ha spiegato che proprio in estate i russi iniziarono ad intensificare la loro ricognizione delle strutture energetiche ucraine. Gli attacchi precedenti erano già avvenuti con la medesima modalità di astensione e riserva, e si rivelarono utili agli ucraini, comunque, per scorgere gli errori di calcolo russi nel lancio dei missili. Secondo Kiev, il target di Mosca sarebbe stato, come testualmente riportato, “proprio quello quello di attendere temperature più basse che significano un carico più elevato sul sistema energetico e, di conseguenza, un maggiore impatto sui danni”. L’intelligence ucraina, inoltre, riferiva che la propria difesa si aspettava un “effetto a cascata”, la quale avrebbe colpito, contemporaneamente, tutti i punti critici del sistema energetico. Quest’ultima avrebbe previsto anche attacchi combinati russi, mediante l’utilizzo di “droni, missili guidati e di missili balistici”.

Al momento, si apprende che l’allarme diramato in tutta l’Ucraina e alle sue industrie presenti sul territorio è stato quello di tenere pronti i generatori da utilizzare in caso di blackout e di essere operativi nel poter attivare i piani di emergenza. Infine, dalle risorse aperte, si recepisce che i servizi segreti di Kiev, però, hanno anche rivelato la loro piena fiducia nel sistema di difese aeree, in quanto la situazione attuale, rispetto al passato, è di gran lunga migliorata, perché meglio equipaggiata e pronta alla risposta.