Il ritmo pressante della guerra che si sta combattendo in Ucraina ha accorciato i tempi di addestramento previsti per le truppe di Kiev, che deve mandare al fronte i suoi migliori soldati per applicare le tattiche e impiegare i sistemi d’arma occidentali che rappresentano, ora più che mai, l’unica vera difesa contro la Russia. Che minaccia di avanzare in più settori, rompendo una linea del fronte lunga quasi 1000 chilometri, dopo 1000 giorni di assalti e continui bombardamenti.
Mentre l’Invasione o “Operazione militare speciale” lanciata da Mosca guadagna terreno, seppur arrancando, nel terzo anno anno di guerra, l’Ucraina ha un disperato bisogno di truppe esperte e nonostante questo deve assistere alla riduzione al “minimo necessario” dell’addestramento ricevuto dalla Missione di Assistenza Militare dell’UE. Uno sforzo congiunto che impartisce lezioni teoriche e pratiche sulle “basi” in tutto: dall’impiego combinato di armi come droni da ricognizione e munizioni circuitanti (o droni suicidi), all’impiego dei sistemi anticarro Javelin dopo un corso per distinguere e selezionare gli obiettivi, fino ad assaltare correttamente una trincea o una posizione difensiva nemica.
Ci troviamo difronte a una realtà che ricorda molto da vicino le fasi più delicate dei conflitti mondiali: quando le unità fanteria della Germania imperiale che nella Grande Guerra venivano inviate al fronte sempre prima e sempre più velocemente, o quando i piloti della domenica, nella fase più concitata della Battaglia d’Inghilterra, venivano addestrati a combattere su un aereo da caccia in appena due settimane.
La NATO ha offerto il suo aiuto all’Ucraina per addestrare le sue truppe e colmare con una buona preparazione le perdite che la Russia ha inflitto e continua a infliggere sul campo; ma la missione multinazionale che sta formando in Polonia genieri, artiglieri, equipaggi di mezzi corazzati e unità specializzate nell’uso di droni da combattimento o sofisticati sistemi di comunicazione e la guerra elettronica si trova “costretta” insegnare i “metodi standard NATO” in appena un mese. Come se non bastasse, quegli stessi ufficiali, sottufficiali e soldati delle Forze Armate ucraine che ricevono un addestramento migliore – e per questo vengono impiegati per addestrare a loro volta le reclute – sono sono costretti andare in battaglia dove le loro competenze saranno perdute, nel caso verranno uccisi in azione.
L’atroce realtà espostaci nel romanzo di Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, con i suoi Bäumer, Katczinski, con le nuove reclute e il loro caporale Himmelstoss, si materializza ancora una volta nel conflitto convenzionale che assiste impotente a un’Ucraina costretta ad arruolare e inviare al fronte sempre più uomini, spesso troppo vecchi o troppo giovani e inesperti per impugnare le armi, ma comunque in “età militare”; mentre le munizioni, le armi più avanzate (compresi i missili di precisione medio/lungo raggio) e i veicoli da combattimento si esauriscono. Vengono abbandonati o distrutti in battaglia. Senza garanzia di essere rimpiazzati per continuare a respingere i russi nel Donetsk e nelle teste di ponte nel Kursk. I settori dove si deciderà il divenire della guerra.

