Sebastian Kurz ha una strategia per la pace in Siria. Il cancelliere austriaco è particolarmente attivo per trovare una soluzione al conflitto. La posta in gioco non è di poco conto: l’Austria fa parte dell’Unione Europea ma, come altri stati del vecchio continente, dipende energeticamente dal gas russo. Il governo austriaco ha detto di comprendere gli attacchi missilistici degli alleati occidentali, ma Kurz ha anche avuto una lunga chiacchierata telefonica con Vladimir Putin poche ore dopo l’intervento militare.
Il 28 febbraio scorso il neocancelliere e Putin si sono incontrati a Mosca. Questo è l’anno in cui cade l’anniversario delle forniture di gas naturale dalla Russia all’Austria. Parliamo di circa il 40% del totale. Il premier austriaco, insomma, non ha alcun interesse a schierarsi dalla parte di chi vuole rimuovere o compromettere la presidenza di Bashar al – Assad, ma deve anche buttare un occhio a quello che sta mettendo in campo Bruxelles. Il leader del Partito Popolare austriaco è già politicamente “indiziato” in vista delle elezioni europee del prossimo anno: Strasburgo teme l’ondata “populista” e Kurz è il primo ad aver mandato i “populisti” al governo. Le sanzioni sono sempre dietro l’angolo, specie per le politiche sull’immigrazione.
Diviene necessario, allora, trovare una posizione geopolitica che non allarmi troppo i vertici dell’Ue, ma che al contempo “tenga buono” lo zar di Russia. Quella che una volta si sarebbe chiamata “terza via”. Sebastian Kurz ha proposto di riaprire i negoziati sotto l’egida dell’Onu e ha avanzato la candidatura dell’Austria come nazione ospitante le consultazioni diplomatiche.
Il Cancelliere ha anche chiesto a Putin di mettere a disposizione l’influenza che i russi si sono guadagnati nel tempo in Siria per giungere a questo risultato. La strada promossa, quella dei negoziati, è la stessa individuata dalla segreteria di Stato del Vaticano. Qualche settimana fa Kurz ha visto anche papa Bergoglio con il quale ha parlato soprattutto di difesa della famiglia, quindi di politiche pro life. L’Europa difetta di un premier che incarni i valori del tradizionalismo cattolico. Un vuoto che è stato riempito per ora dal Presidente della Federazione Russa, ma che Kurz potrebbe contribuire a sanare. Il rilancio dei negoziati, almeno sino a questo momento, è un fattore su cui stanno premendo soprattutto la Santa Sede, l’Austria e alcune forze politiche italiane.
A Kurz, così come alla Germania e all’Italia, non conviene l’inasprimento delle sanzioni alla Russia. L’Austria, dalla contrapposizione tra un polo “trumpista” e uno “putiniano”, ha solo da perdere. Vienna assumerà la presidenza del Consiglio dell’Ue per il secondo semestre dell’anno corrente. Il fatto che Kurz, come primo viaggio da Cancelliere, abbia scelto proprio Mosca, la dice lunga sull’importanza che verrà data alla partnership con la Federazione Russa. Se la guerra in Siria, così come sembrerebbe di poter dire, dovesse prolungarsi fino all’estate prossima, allora Kurz potrebbe trovarsi al momento giusto e nel posto giusto per chiedere all’Onu di riavviare i negoziati.
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