La Turchia acquisterà dalla Russia il sistema missilistico da difesa aerea S-400. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan ha ribadito di non voler recedere dall’accordo con Mosca, nonostante l’offerta degli Stati Uniti.

Nel dicembre 2018 infatti, Washington ha approvato la possibilità di vendere ad Ankara missili, lanciatori e sistemi radar del complesso Patriot. Una commessa che comprende 80 missili MIM-104E a guida migliorata, 60 missili Pac-3 (Patriot Advanced Capability), quattro set di radar AN/MPQ-65, 20 lanciatori M903, cinque generatori e 10 Amg (Antenna Mast Group).

Gli Stati Uniti fornirebbero inoltre supporto logistico e l’equipaggiamento tecnico necessario all’addestramento, oltre a garantire la manutenzione dei sistemi missilistici da difesa aerea.

La posizione di Ankara sull’accordo è stata ulteriormente ribadita dal ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, per il quale l’acquisto del sistema S-400 è un “affare fatto”. “Non c’è alcuna esigenza di rilasciare ulteriori dichiarazioni sull’S-400”, ha affermato, in quanto la Turchia “non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro sulle sue promesse”.

A conferma di ciò, il sottosegretario all’Industria per la difesa (Ssm) di Ankara, Ismail Demir, ha annunciato che il sistema missilistico S-400 verrà consegnato alla Turchia nel luglio 2019 e sarà operativo a partire dal prossimo ottobre.

I timori degli Usa

Già dal settembre 2017, all’annuncio della conclusione dell’accordo tra Russia e Turchia, gli Stati Uniti avevano espresso preoccupazione per la decisione.

Washington teme che l’acquisto di un sistema missilistico da Mosca possa creare una breccia nella sicurezza del programma F-35, causando il passaggio alla Russia di dati riservati inerenti alle caratteristiche del velivolo.

Di conseguenza, la posizione della Turchia potrebbe mettere in discussione la sua partecipazione al programma Joint Strike Fighter, che mira a sostituire con F-35 tutta un’ampia gamma di caccia, caccia da attacco e aerei da attacco al suolo.

Secondo il quotidiano turco Hurriyet Daily News, dopo aver approvato la vendita di sistemi Patriot ad Ankara, lo scorso gennaio gli Usa avrebbero avanzato un’offerta formale alla Turchia, proprio nel tentativo di mettere sotto pressione Ankara sull’accordo con Mosca. L’offerta statunitense avrebbe come scadenza la fine di marzo. Entro quella data, Ankara dovrebbe fornire una risposta ufficiale, dopodiché, verosimilmente, si procederebbe con un rinnovo della proposta.

Anche in questa occasione, la Turchia si è dimostrata ferma nelle sue intenzioni, dichiarando che l’acquisto del sistema americano non sarebbe stato alternativo a quello del sistema russo. Allo stesso tempo, ha rassicurato gli Usa sull’adozione delle precauzioni necessarie affinché l’adozione dell’S-400 non impatti su qualsiasi altro dispositivo Nato.

Dalla Nato alla Russia

La Turchia si sarebbe rivolta alla Russia per l’acquisto del sistema S-400 dopo aver tentato di acquistare una migliore tecnologia di difesa aerea dagli alleati Nato per anni, senza alcun successo.

Stando a un’analisi di Foreign Affairs, la decisione della Turchia sarebbe dovuta sia alla crescente frustrazione nei confronti della Nato sia all’esigenza di intraprendere una “politica estera più aggressiva”.

I rapporti tra Turchia e Nato si sarebbero incrinati in seguito al tentativo di colpo di Stato del 15 luglio 2016 e alla conseguente svolta autoritaria di Erdogan nel Paese. Questo ha comportato, tra le altre cose, la limitazione della vendita di armi alla Turchia da parte di Germania e Stati Uniti.

Quanto all’incremento delle proprie capacità militari, da anni la Turchia sta cercando di migliorare la sua tecnologia di difesa aerea. Oltre alle armi, Ankara avrebbe chiesto ai suoi alleati anche il trasferimento di tecnologia, elemento chiave in vista dello sviluppo dell’industria nazionale di difesa.

Di fronte al rifiuto dei membri della Nato, la Turchia si sarebbe rivolta altrove e, in particolare, alla Russia.