Una delle peculiarità più importanti della guerra in Ucraina riguarda il coinvolgimento quasi integrale della zona orientale del Paese mentre, dalla parte opposta, la situazione è (quasi) normale. Tanto che alcuni governatori delle province occidentali nei giorni scorsi hanno paventato una ripresa delle attività scolastiche seppur a distanza. Ma non sempre questa semplificazione ha corrisposto alla realtà. A ovest di Kiev esistono alcune località pesantemente colpite dal conflitto e da dove molti abitanti sono dovuti scappare. Tra queste figura senza dubbio la città di Zhytomir, situata a circa 150 km a ovest della capitale ucraina.
I bombardamenti che hanno sconvolto Zhytomir
Da quando lo scorso 24 febbraio la Russia ha avviato l’azione militare contro l’Ucraina, le sirene di allarme aereo a Zhytomir hanno rappresentato una costante. I rifugi sono stati aperti e i cittadini hanno cercato riparo in qualsiasi luogo di fortuna. Negli ultimi giorni i raid russi si sono fatti più pesanti. Lo scorso 8 marzo un missile ha colpito e distrutto l’edificio adibito ad ostello per i soldati dell’esercito ucraino stanziati in questa regione.
Un colpo è stato sferrato a un'unità militare a #Zhytomyr. Il sindaco della città ha detto che il razzo ha distrutto l'ostello dell'esercito. pic.twitter.com/4CxwPIt5ZK
— OSINT-I (@OSINTI1) March 8, 2022
Nella notte tra domenica e lunedì invece, sono stati distrutti alcuni palazzi residenziali e soltanto per miracolo non sono state registrate vittime. Diverse zone della città, che prima della guerra contava più di 200.000 abitanti, appaiono sventrate dai continui e costanti bombardamenti. Uno scenario non dissimile da quello di Sumy o di altre importanti località dell’est dell’Ucraina, seppur su scala più ridotta.
❗️The invaders are bombing #Zhytomyr pic.twitter.com/txRGtnZ04c
— NEXTA (@nexta_tv) March 9, 2022
I raid oltre a creare danni materiali a diversi edifici, hanno anche distrutte le condutture dell’acqua e del gas. Molti quartieri sono quindi senza riscaldamenti e senza luce. Intervistato dalla Bbc, il sindaco Serhiy Sukhomlyn ha dichiarato però che i tecnici comunali stanno riparando le infrastrutture danneggiate e buona parte dei cittadini può fare affidamento anche sulle scorte d’acqua di cui il municipio dispone. Intanto molti sono partiti alla volta di Leopoli. Un viaggio di cinque ore in auto, un po’ più lungo invece in treno visto che occorre fare il giro da Lutsk. Da Zhytomir non stanno andando via soltanto gli abitanti, ma anche i profughi che sono arrivati da Kiev. La città è un riferimento importante per i corridoi umanitari in uscita dalla capitale. In qualche modo rappresenta la “prima oasi” sulla strada per Leopoli, da cui però dover fuggire il prima possibile perché i russi stanno colpendo duramente anche da queste parti.
Perché la città è stata presa di mira
Si può dire quindi che Zhytomir è la città dell’Ucraina occidentale più colpita dalla guerra. Anche se qui non si combatte e i russi non sono piazzati nelle vicinanze, il conflitto sta facendo sentire un po’ a tutti i suoi effetti. Il motivo è lo stesso per cui Zhytomir è diventata un riferimento per gli sfollati di Kiev. Ossia per il fatto che la città si trova lungo la E40, il corridoio autostradale diretto verso l’Ucraina occidentale. Se dalla capitale arrivano i profughi, dalla direzione opposta arrivano le armi girate dall’Europa tramite il confine polacco. In poche parole, Zhytomir non è soltanto la prima oasi per chi fugge da est, ma anche approdo logistico per chi trasporta materiale da ovest. L’ultimo vero grande centro prima di far arrivare munizioni e rifornimenti ai soldati ucraini impegnati nella difesa di Kiev.
Da Mosca quindi l’ordine è chiaro: occorre colpire le infrastrutture attorno a Zhytomir e ogni luogo che nel centro cittadino potrebbe ospitare armamenti e materiale bellico di vario genere. Non a caso dal 24 febbraio in poi sono stati colpiti depositi, capannoni industriali e caserme. La logistica che permette il trasferimento delle armi a Kiev è stata quindi messa a dura prova.
Con l’annuncio di ulteriori rifornimenti in arrivo dall’Europa, è probabile che raid e incursioni su questa città non solo continueranno ma verranno intensificati. La Russia, per prendere Kiev, ha necessità di proteggere il fianco ovest della sua avanzata ed evitare che da qui arrivino ancora armi. I cittadini di Zhytomir si sono quindi oramai rassegnati a vivere ulteriori giorni di tensione.
Una linea rossa che separa l’Ucraina
Si può dire quindi che Zhytomir sia una sorta di “confine” dell’attuale conflitto. La guerra si ferma qui andando verso ovest e inizia da qui se si viaggia verso est. La scia di devastazione del conflitto ha nella città posta al centro dell’Ucraina la propria linea rossa. Per la verità le cronache degli ultimi giorni hanno riportato di raid e bombardamenti anche nelle province occidentali, ma le operazioni belliche sono rimaste confinate a specifici obiettivi militari, come la base di Yavoriv a due passi da Leopoli colpita domenica mattina. Quando si parla quindi della differenza dell’intensità della guerra tra est ed ovest dell’Ucraina, Zhytomir rappresenta la vera frontiera. É da qui che passa la spaccatura che sta tagliando a metà il Paese.



