Mercoledì scorso in Ucraina la giornata è iniziata con una sorpresa che ha coinvolto gli addetti della base militare di Poltava. Si tratta di una struttura situata nell’area centrale del Paese, lontana circa 300 km dai fronti più delicati in cui si sta combattendo. Gli addetti, in particolare, hanno notato l’avvicinamento di un elicottero russo verso l’area della base militare. Il mezzo però, un Mi-8 Amtsh, non aveva intenzioni offensive. Al contrario, è atterrato regolarmente e senza subire danni.

In un primo momento fonti russe hanno parlato di disorientamento da parte dell’equipaggio e di un errore del pilota. Poche ore dopo invece la storia ha preso un’altra piega: da Kiev è stato spiegato che il pilota non è stato tratto in errore ma, in realtà, ha preparato questa rocambolesca fuga nelle scorse settimane con l’aiuto dei servizi segreti militari ucraini.

Una diserzione quindi, effettuata peraltro dopo che anche la famiglia alcuni giorni addietro si è spostata dalla Russia all’Ucraina. L’azione sarebbe stata effettuata in modo autonomo dal pilota, senza averla concordata invece con gli altri due membri dell’equipaggio. Questi ultimi, secondo i media ucraini, avrebbero invece rifiutato di arrendersi e per questo, come specificato dagli stessi servizi di Kiev, sarebbero stati “eliminati”.

L’arrivo dell’elicottero russo a Poltava

Tutto è iniziato quando l’Mi-8 si è avvicinato nell’area della base di Poltava. A bordo c’erano tre uomini di equipaggio, decollati da una base militare russa poche ore prima. Diversi canali Telegram filorussi hanno riportato la notizia del clamoroso atterraggio dell’elicottero in Ucraina. Si è però parlato inizialmente di mera fatalità. Così come sottolineato in un articolo del Kyiv Post in cui è stata ricostruita l’intera vicenda, i media russi hanno ipotizzato un errore da parte del pilota o dell’intero equipaggio. Forse, è stata la versione più accreditata nelle prime ore, l’arrivo a Poltava dell’elicottero è stato causato da un disorientamento da parte dell’equipaggio.

Alcuni dettagli emersi successivamente però hanno reso meno credibile questa pista. Il mezzo è atterrato infatti senza problemi a Poltava e senza subire la prevedibile reazione della contraerea ucraina. Inoltre le prime immagini hanno mostrato l’elicottero intatto, atterrato in un campo vicino a una delle piste della base militare. A questo occorre aggiungere che Poltava si trova ben distante dalle linee del fronte. In caso di disorientamento, il pilota avrebbe avuto modo e tempo per capire l’errore.

Il giornalista ucraino Yuriy Butusov, in un post pubblicato sul canale Telegram Obozrevate, ha quindi avanzato l’idea che l’elicottero fosse atterrato in Ucraina intenzionalmente. Una tesi che, con il passare delle ore, ha preso sempre più piede.

La versione raccontata dai servizi militari di Kiev

Nel primo pomeriggio sono stati gli stessi ucraini a svelare il mistero. Intervistato sul canale tv 1+1, il portavoce della direzione dei servizi segreti militari di Kiev, Andriy Yusov, ha rivelato importanti dettagli della vicenda. In primo luogo, è stata confermata l’intenzionalità della diserzione. Il pilota alla guida dell’Mi-8 si è diretto di sua iniziativa verso Poltava. In secondo luogo, l’intera operazione è stata guidata dagli stessi servizi ucraini.

Un mese fa infatti, il pilota ha deciso di disertare ed è stato predisposto un piano con le forze di Kiev per portare l’elicottero in Ucraina. Non è chiaro al momento se il pilota sia stato o meno contattato dai servizi ucraini oppure se si è rivolto di sua iniziativa a Kiev. Yusov ha però spiegato che i servizi ucraini hanno proceduto alla collocazione della famiglia del pilota in territorio ucraino, in una zona ritenuta sicura. Così facendo, oggi è stato possibile far scattare la fase operativa del piano.

L’azione è stata facilitata anche dal fatto che l’elicottero in questione era destinato a trasportare pezzi di ricambio per i caccia russi da una base a un’altra. Dunque aveva imbarcato carburante sufficiente per affrontare un lungo viaggio ed evitare ogni sospetto. La diserzione, come detto in precedenza, sarebbe stata voluta unicamente dal pilota. Gli altri due membri dell’equipaggio non erano forse a conoscenza delle reali intenzioni del militare russo. Yusov ha parlato di una loro “eliminazione“: i due infatti, una volta atterrati a Poltava, avrebbero rifiutato la resa e potrebbe essere nata una colluttazione con i militari ucraini.

La strategia ucraina volta a reclutare spie dalla Russia

Sia l’elicottero che i mezzi trasportati a bordo sono integri e adesso nelle disponibilità di Kiev. Per l’Ucraina si tratta di un successo soprattutto mediatico, visto che l’impossessamento di un mezzo russo da solo non sposta certamente gli attuali equilibri del conflitto. Rendere nota la vicenda sta servendo oggi agli ucraini a destare profonda impressione ai russi. Mostrare cioè la capacità dei propri servizi segreti di reclutare spie e disertori direttamente dalla Russia.

Anche perché non è la prima volta che capita. Mesi fa a Mosca è stato attuato un giro di vite tra i membri delle forze di sicurezza della capitale dopo la scoperta, effettuata dall’Fsb, di talpe che fornivano sul deep web informazioni agli ucraini in cambio di denaro. Segno di una costante attività da parte dei servizi di Kiev volta a reperire informazioni direttamente dal campo russo. Il tutto in un contesto di “guerra delle spie” che, soprattutto a inizio conflitto, sembrava appannaggio del Cremlino.