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Il messaggio inviato dal Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, circa la necessità di aumentare il budget per la spesa militare in Europa sembra essere stato recepito in maniera più o meno generale, soprattutto da tutti quei Paesi facenti parte dell’ex blocco sovietico e affini Stati satelliti.Nell’intervista rilasciata da Stoltenberg al Financial Times, si legge soddisfazione da parte di questi per il notevole incremento della spesa per la difesa, soprattutto nei Paesi Baltici, con punte del 60% per la Lettonia e 35% per la Lituania.Per approfondire: Più missili in Europa dell’Est contro la RussiaIn questo contesto anche la modesta Repubblica Moldova sembra intenzionata ad entrare nel club dei maggiori contributori per l’impegno militare nella difesa dei propri confini, seguendo la tendenza promossa dalla Nato in relazione allo spauracchio della minaccia di un’aggressione da parte della Federazione Russa.[Best_Wordpress_Gallery id=”209″ gal_title=”Esercitazione Nato”]Sebbene Chisinau si sia da sempre dichiarato un Paese militarmente neutrale, sin dal 1994 si è impegnato nell’implementazione di strutture militari adeguate alla situazione di tensione del proprio vicinato, incastonato tra un’esuberante Romania e la spinosa situazione dell’Ucraina.Per approfondire: Tre battaglioni Nato contro le divisioni russeDal 1992 la crisi politica della regione indipendentista di Pridnestrovie (per gli amici Transnistria), è tenuta sotto controllo grazie all’operazione di peacekeeping condotta dalla Russia, che conta un contingente di circa 1200 uomini schierati nell’area. Tale presenza ha sollevato non pochi malumori, dal momento che, proprio un anno fa, il presidente moldavo Timofti si era speso in dichiarazioni che invitavano la Russia a smilitarizzare gradualmente la regione, in virtù della neutralità da sempre proclamata dalla Moldova. Dichiarazioni che evidentemente non fanno il paio con la realtà dei fatti: dal 2006, infatti, nella capitale Chisinau ha aperto le sue porte il Centro di Informazione e Documentazione sulla Nato, organizzazione le cui finalità sono la promozione delle attività del Patto Atlantico nella regione e l’implementazione delle strutture di cooperazione Nato-Moldova.

Ciò è motivato inoltre dalla sottoscrizione di un nuovo Individual Partnership Action Plan (IPAP) che scade quest’anno – e sarà certamente rinnovato – tra l’organizzazione militare e Chisinau, un accordo di cooperazione biennale volto a promuovere lo sviluppo del Paese nei vari settori, dall’istruzione all’economia, incluso il reparto delle Forze Armate.Per analizzare dunque le ripercussioni di tali strategie, si trova intuitivo riscontro nelle voci del bilancio programmatico per l’anno 2016, nel quale si registrano dei dati interessanti: il parlamento moldavo ha approvato la seconda lettura della legge sul bilancio per l’anno in corso, nel quale, come comunica RIA Novosti , è stato approvato un aumento del 25,4% della spesa militare sul budget totale rispetto al 2015, attestando il totale a disposizione a 582,1 milioni di Lei, circa 29,45 milioni di dollari, con finanziamenti esterni che corrispondono al solo 1% di tale somma, quindi la quasi totalità sarà finanziata tramite tassazione ed emissione di debito pubblico.[Best_Wordpress_Gallery id=”209″ gal_title=”Esercitazione Nato 2″]Come si legge dal canale locale di Sputnik, infatti, il bilancio statale ha subito un aumento delle uscite di nel mese di marzo del valore di quasi 600 milioni di Lei, registrando dei forti incrementi di spesa rispetto agli stessi periodi dell’anno precedente. A livello assoluto viene spontaneo pensare che si tratti di cifre irrisorie, se paragonate alla spesa militare dei Paesi europei nella Nato (253 miliardi di dollari) o quella statunitense (addirittura 618 miliardi), ma la proporzione di tale cifra ammonta all’1,9% della spesa pubblica del Paese, vicina a quel 2% richiesto da Washington e addirittura superiore alla media dei Paesi europei, al momento ferma all’1,7%.Per approfondire: La Nato si prepara alla “guerra ibrida” contro la RussiaLa destinazione di questi fondi è presto individuata: alcune delle più importanti voci a bilancio riguardano l’implementazione dei progetti di cooperazione con gli Usa e con la Nato, dunque la partecipazione ad esercitazioni militari bilaterali e multilaterali con le forze militari dell’Alleanza Atlantica e con i corpi armati del Pentagono.Dall’inizio dell’anno ad oggi, i vertici politici moldavi hanno ricevuto le visite degli Stati Maggiori del Patto Atlantico, tra i quali lo stesso SACEUR (il Comandante in capo delle Forze Alleate in Europa), il Generale Philip Breedlove, e il Comandante in capo delle forze armate americane nel continente, il Luogotenente Generale Ben Hodges.A tal proposito merita menzione il più recente di questi progetti congiunti: dal 3 al 20 maggio scorsi, infatti, si è tenuta presso la base militare del Geniu Battalion l’esercitazione militare denominata “Dragon Pioneer”, che ha visto protagonisti 198 soldati del Secondo Reggimento di Cavalleria e 58 unità tecniche dell’esercito americano, affiancati da 165 soldati del Genio militare, altri provenienti da alcune brigate dell’esercito e dalle truppe di peacekeeping di cittadinanza moldava, conclusasi con una trionfale parata militare per le vie del centro della capitale.

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