La geopolitica della corsa allo spazio
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Da Lisbona a Madrid: la penisola iberica destinata a diventare crocevia dei rapporti tra Nato e Russia dei prossimi anni. Se nella capitale portoghese nel 2010 il summit dell’Alleanza Atlantica ha sancito l’inserimento di Mosca nella lista dei “partner”, il vertice di giugno convocato nella capitale spagnola potrebbe invece porre la federazione russa nel novero dei territori da cui aspettarsi una “minaccia diretta“. L’indiscrezione è stata rilanciata nelle scorse ore dal network Usa Bloomberg. Citando un funzionario della Nato, è stata giudicata come probabile l’ipotesi di considerare Mosca come minaccia nella dichiarazione finale della prossima riunione di Madrid, la stessa dove dovrebbe diventare ufficiale l’ingresso di Svezia e Finlandia nel club atlantico.

Da Pratica di Mare alle attuali minacce: come sono cambiati i rapporti tra occidente e Russia

Con la fine della guerra fredda i rapporti tra gli Stati Uniti e la neonata federazione russa, che ha preso l’eredità della defunta Unione Sovietica, sono andati progressivamente a intensificarsi. Questo ha fatto in modo che all’ostilità tra Nato e Mosca si sostituisse una collaborazione sancita poi da diverse tappe di avvicinamento, come quella di Parigi del 1997, in cui è stato istituito il consiglio congiunto permanente Nato-Russia. Si è poi arrivati al patto di Pratica di Mare del maggio 2002. Momenti che hanno significato una certa continuità nella tabella di avvicinamento tra le parti un tempo divise dalla Cortina di Ferro. Se nel momento dell’accordo Parigi al Cremlino vi era Boris Eltsin, nella base Nato alle porte di Roma cinque anni più tardi invece a firmare i patti era presente invece Vladimir Putin. Anche questo segno di una continuità nel progetto di collaborazione tra le due parti, indipendente dall’amministrazione in carica a Mosca.

E infatti nel 2010 c’era un altro presidente a capo della federazione russa quando la Nato, nel summit di Lisbona tenuto nel novembre di quell’anno, ha deciso di cambiare lo status dei rapporti con il Cremlino. La Russia, in particolare, è diventata in quel momento ufficialmente partner dell’Alleanza Atlantica. Dmitri Medvedev, presidente in carica da due anni (anche se Putin era rimasto nel governo come primo ministro in attesa del nuovo passaggio di staffetta due anni più tardi), ha accolto con favore la novità. Oggi è proprio lui, in qualità di numero due del Consiglio di Sicurezza della Russia, a tuonare maggiormente contro la Nato, a essere uno dei falchi del Cremlino testimone e protagonista nello stesso tempo del deterioramento dei rapporti tra le parti.

Una fonte della Nato ha fatto sapere al network Bloomberg che i capi di Stato e di governo dell’Alleanza sono intenzionati a considerare la Russia come una minaccia diretta. Ossia come un attore internazionale da cui difendersi e con cui non collaborare. Ci sarebbe già un accordo di massima in tal senso da sottoscrivere poi al prossimo summit di Madrid. La guerra in Ucraina e le tensioni degli ultimi otto anni avrebbero spinto quindi la Nato a cancellare quel rapporto di partenariato sancito a Lisbona 12 anni fa.

Cosa potrebbe comportare la dichiarazione attesa a Madrid?

Se l’indiscrezione dovesse essere confermata, il summit nella capitale spagnola non avrebbe solo un significato politico. Non si tratterebbe cioè solo di un tratto di penna con cui cancellare la dicitura “partner” accanto alla bandiera della federazione russa. Significherebbe, in primo luogo, concepire Mosca come un attore da cui difendersi. E quindi concentrare sforzi economici, militari e di difesa per il contenimento della Russia. Ovviamente il risvolto politico della vicenda sarebbe rappresentato da un allontanamento delle parti sotto il profilo diplomatico. Circostanza che varrebbe anche su questioni, come quelle legate al terrorismo internazionale, ritenute di interesse comune.

Ad ogni modo, il passo che dovrebbe essere sancito a Madrid potrebbe non avere un carattere definitivo e immutabile. Sempre secondo la fonte di Bloomberg, nella dichiarazione finale del summit Nato di giugno verrà lasciato spazio a un cambiamento futuro dello status dei rapporti con Mosca qualora le condizioni lo renderanno possibile. Vale a dire che, nei prossimi anni, Mosca potrebbe sempre tornare a essere partner.

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