Guerra /

Nella giornata di ieri, presso i cantieri navali Sevmash di Severodvinsk – oblast’ di Arcangelo – è stato varato un nuovo sottomarino a propulsione nucleare da attacco della nuova classe Yasen-M, il K-573 “Novosibirsk”. Il comando per il varo dell’unità navale è stato dato dal direttore ad interim dello stabilimento di Sevmash, Sergey Voronko, mentre la bottiglia cerimoniale di champagne che ha battezzato il “Novosibirsk” è stata rotta dal capitano Maxim Shpirko.

La classe Yasen-M, così come l’unico esemplare della classe Yasen, sono dei sottomarini multiruolo: hanno cioè capacità proprie sia dei classici sottomarini da attacco (Ssn) sia dei sottomarini lanciamissili da crociera (Ssgn). Il primo esemplare dei nuovi sottomarini, il “Severodvinsk”, ha preso il mare nel 2013 ma ha subito ritardi durante le prove che hanno posticipato il suo ingresso nella Flotta del Nord nel 2016, ovvero 23 anni dopo la sua impostazione. Il “Kazan”, il secondo esemplare della nuova classe e spesso definito già come Yasen-M, ha avuto anch’esso una lunga gestazione: impostato nel 2009 è ancora nella fase di prove in mare ed entrerà in servizio l’anno prossimo. Per quanto riguarda il K-573 “Novosibirsk” le tempistiche sono state, invece, più o meno quelle di tutte le unità navali, anche occidentali, di questo tipo: impostato nel luglio del 2013 entrerà in servizio nel 2020 insieme al “Kazan”.

La classe Yasen e Yasen-M

La classe Yasen-M (project 855m) differisce dalla precedente Yasen (project 855). Innanzitutto i sommergibili della classe Yasen-M sono più corti rispetto al “Severodvinsk”, unico esemplare della sua categoria attualmente in servizio: questo è lungo infatti 120 metri mentre “Kazan” e “Novosibirsk” misurano circa 10/12 metri in meno. La larghezza è invece identica per tutte le unità: 15 metri, con un pescaggio di 8,4.

La differenza più significativa nell’aspetto esterno riguarda l’eliminazione del grande pannello del sonar flank array verticale, immediatamente dietro il sonar prodiero che sappiamo essere di un nuovo tipo sferico, al posto dei classici di tipo cilindrico dei sottomarini russi.

La lunghezza ridotta è imputabile ad una precisa scelta di riduzione dei costi anche grazie alle nuove tecnologie, totalmente autoctone – altro fattore che differenzia gli Yasen-M dagli Yasen – che hanno permesso di mantenere, a aumentare, il livello dei sensori e dell’architettura navale rispetto all’unità capoclasse “Severodvinsk”, fatta eccezione, probabilmente, per le capacità sonar passive dovute all’eliminazione del flank array.

Il dislocamento è di circa 13.800 tonnellate in immersione per il “Severodvinsk”, e si suppone che pertanto sia inferiore nelle altre due unità. I russi riportano una profondità operativa massima di 520 metri, un’autonomia operativa di 100 giorni senza rifornimenti ed un equipaggio di 64 persone. Gli Yasen sono tutti a propulsione nucleare e si ritiene riescano a sviluppare una velocità di 31 nodi in immersione.

Come già accennato sono dei sottomarini multiruolo grazie alla differenza di armamento che imbarcano che fonde le caratteristiche di un Ssn e un Ssgn. Gli Yasen, infatti, sono dotati, oltre dei classici siluri da 533 millimetri tipo Ugstm filoguidati in 10 tubi lanciasiluri localizzati dietro il sonar e orientati quindi verso l’esterno, anche di una serie di pozzi verticali per il lancio di missili da crociera. Otto pozzi del complesso СМ-346 (3Р-14В) sono infatti posizionati nella porzione poppiera dietro gli scompartimenti di controllo e comando e davanti al locale reattore. Questi sono in grado di trasportare circa 63 missili da crociera tipo P-800 (3M55) Oniks, 3M14K Kalibr e anche i nuovi Zircon ipersonici e di lanciarli sia in immersione sia in superficie.

I missili Kalibr sono in grado, ad esempio, di colpire le città americane della costa orientale mentre il sottomarino incrocia nell’Atlantico centrale, avendo una gittata di 1600 miglia nautiche (2900 chilometri).

La questione della classe di appartenenza

Il “Novosibirsk” è stato definito, dalla Russia, come il primo sottomarino della classe Yasen-M sebbene i media occidentali riportino che sia il “Kazan” ad esserlo. Se andiamo a leggere il comunicato ufficiale dei cantieri Sevmash, che hanno costruito l’unità, possiamo capire il perché.

Il K-573 ha visto la sostituzione radicale di diversi elementi dei sistemi di apparecchiature elettroniche, nonché la transizione verso attrezzature e materiali di fabbricazione russa, come già accennato. Sull’unità così modernizzata nei sistemi elettronici verranno utilizzati i principali strumenti di elaborazione digitale, sviluppati nell’ambito del programma statale “Integrazione – Cbt”.

Queste innovazioni fanno del “Novosibirsk” il primo vero sottomarino della classe Yasen-M, ed è quindi ragionevole pensare che il K-561 “Kazan” verrà ridesignato come appartenente alla classe Yasen (o project 855). Del resto anche il “Kazan”, dopo il “Severdovinsk” sta avendo una sorte travagliata, imputabile, come riporta Mosca, a malfunzionamenti dei sistemi elettronici di bordo: una fonte della Tass aveva riportato, lo scorso maggio che “a seguito delle prove effettuate in mare è stato stabilito che meccanismi e sottosistemi ausiliari del vascello non sono all’altezza dei requisti richiesti dalle specifiche del ministero della Difesa, inclusa l’affidabilità dei sistemi, pertanto sono necessari ulteriori lavori nei cantieri Sevmash”. Il “Kazan”, infatti avrebbe dovuto fare il suo ingresso nella flotta già nel 2018, ma questi problemi ne hanno posticipato anche gli ulteriori test in mare di sistemi di armamento, che sono stati condotti solamente all’inizio di dicembre ed hanno riguardato i siluri. 

Questi problemi potrebbero anche essere alla base del recente ordine per due nuove unità classe Yasen-M. Attualmente nei cantieri navali russi sono in costruzione altri 4 sommergibili (chiamati “Krasnoyarsk”, “Arkhangelsk”, “Perm” e “Ulyanovsk”) ma a luglio di quest’anno è trapelata la notizia che la Russia ha deciso di ordinarne altri due, non ancora denominati, che saranno costruiti sempre presso i cantieri Sevmash. È ragionevole supporre, quindi, che una volta che i 7 classe Yasen-M entreranno in servizio i primi due Yasen (“Severodvinsk” e “Kazan”) verranno ritirati o subiranno ulteriori trasformazioni che ne modificheranno l’impiego.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME