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Se c’è – e c’è – un filo rosso che contraddistingue la politica estera di Vladimir Putin è la capacità di sparigliare le  carte. È successo in Siria, per esempio. Mentre l’America e i suoi alleati scaldavano i motori dei caccia per bombardare il regime di Assad, il leader russo ha estratto il coniglio dal cilindro e si è fatto consegnare le armi chimiche siriane. I caccia hanno spento i motori e la guerra sponsorizzata dall’Occidente è stata stoppata.Per approfondire: È sempre colpa di Putin. Punto e bastaOra Putin si trova ad avere, oltre a quello siriano, pure un altro fronte aperto: quello con la Nato, che trova la sua espressione più tragica nella guerra in Ucraina. Anche in questo caso, assistiamo alle manovre dell’Alleanza per punzecchiare l’orso russo. L’ultima, in ordine cronologico, è l’operazione Anakonda che ha ha visto sfilare 31mila soldati.Ma non solo: qualche mese fa è uscito 2017. Guerra con la Russia, dove la guerra che si prospetta (o si spera?) è ovviamente nucleare. Il volume è stato scritto da un ex generale della Nato, sir Richard Shirreff. In esso viene tratteggiato l’incubo mediatico che stiamo vivendo da qualche mese, con la maggior parte dei giornali che strillano: “Putin invaderà i Paesi Baltici”. Sarà, tutto è possibile.Eppure, proprio mentre la Nato prosegue la sua manovra a tenaglia, la Russia spiazza ancora una volta tutti e tende la mano. Il vice ministro della Difesa Anatoly Antonov ha infatti annunciato oggi che il prossimo settembre esperti militari dell’Alleanza saranno a Mosca per discutere della situazione politica europea. La Russia si è detta pronta ad avviare un dialogo costruttivo con la Nato per risolvere questioni di sicurezza internazionale, giocando così di contropiede e facendo goal. Palla al centro, ora.

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