La geopolitica della corsa allo spazio
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Grano rubato all’Ucraina ed esportato illegalmente, per conto proprio, in altri Paesi. La Russia è stata accusata da Kiev di trafugare la preziosa risorsa alimentare dai territori ucraini per poi rivenderla a terzi, ingrassando così le proprie casse nazionali.

L’ultima segnalazione, lanciata dal viceministro ucraino per le politiche agrarie e l’alimentazione, Taras Vysotskyi, e citata dall’agenzia Ukrinform, riguarda quasi mezzo milione di tonnellate di grano. “Ci sono prove da tutte le regioni temporaneamente occupate: Kherson, Zaporizhia, Lugansk, Donetsk e Kharkiv“, ha dichiarato Vysotskyi, spiegando che il carico viene portato in Russia, principalmente da Kharkiv, Donetsk, Lugansk o attraverso la Crimea.

Le forze del Cremlino, in altre parole, starebbero facendo razzia di grano in parte per rimpinguare le proprie riserve, e in parte per ottenere entrate freschissime da quei governi intenzionati ad acquistare la merce. In un primo momento, i russi avrebbero cercato di vendere il grano rubato in Egitto e Libano, ma nessuno di questi due Paesi avrebbe accettato di concludere l’affare, probabilmente per il timore di incorrere in pesanti sanzioni economiche.



Grano rubato ed esportato

Non è la prima volta che la Russia viene accusata di compiere un gesto simile. Sono settimane, infatti, che i rappresentanti del governo ucraino puntato il dito contro Mosca, rea di rubare grano per poi rivenderlo o conservarlo oltre i propri confini o nei territori occupati. Qualche giorno fa il consigliere del capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Mykhaylo Podolyak, ha scritto in un tweet che la Federazione Russa continua ad esportare grano ucraino “sanguinante” in Siria.

“Tutti i marinai che partecipano a questo schema criminale russo e vendono proprietà acquisite illegalmente saranno identificati e inseriti nella lista dei ricercati internazionali”, ha fatto presente Podolyak. Il consigliere presidenziale ha poi aggiunto che l’Interpol attenderà i saccheggiatori con un mandato di cattura in ogni porto del mondo.

In attesa di capire se a queste minacce seguiranno atti concreti, c’è da segnalare un altro movimento di grano. Kirill Stremousov, vice capo dell’amministrazione militare-civile della regione di Kherson, ora sotto il controllo di Mosca, ha dichiarato l’inizio delle esportazioni di grano da Kherson verso la Russia. La regione, a suo dire, si sta ora preparando per la raccolta del grano invernale, che inizierà il 20 giugno. “C’è ancora posto dove immagazzinare il nuovo raccolto, anche se, ovviamente, qui c’è molto grano. Ora le esportazioni sono iniziate, in accordo con chi acquista dalla Federazione Russa”, ha affermato Stremousov, citato dall’agenzia Rbk.

Un nodo da sciogliere

E così, mentre i russi raccolgono ed esportano il grano ucraino a loro piacimento, il resto dell’Europa si interroga sui rischi di un’eventuale crisi alimentare, provocata proprio dalla guerra scoppiata in Ucraina e dal blocco dei porti, o meglio degli ex porti di Kiev, decretato da Mosca.

Il Cremlino, come dimostrano le immagini fornite da Maxar Technologies e rilanciate dalla Cnn, avrebbe iniziato a fare affari con la Siria. Lo scorso 27 maggio la nave Matros Pozynich si trovava nel porto siriano di Latakia per quello che sarebbe il suo viaggio della nelle ultime quattro settimane. La Matros Pozynich è una delle tre navi che caricano grano a Sebastopoli, in Crimea, da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. L’imbarcazione avrebbe viaggiato lungo lo stretto del Bosforo a sud lungo la costa della Turchia prima di raggiungere Latakia in Siria, trasportando circa 30.000 tonnellate di grano Pare che molti altri veicoli, tra cui navi e camion, avrebbero trasportato una ingente quantità di grano ucraino da fattorie e silos fuori dal Paese.

Le autorità di Kiev hanno stimato in circa 400.000 tonnellate le scorte di grano sequestrate dalle forze russe, minacciando l’approvvigionamento alimentare mondiale. La Turchia, dal canto suo, ha ricevuto un elenco di navi con cui la Russia sta cercando di esportare il suddetto grano ucraino rubato. Vedremo se Ankara prenderà o meno adeguate contromisure.

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