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Lo scorso 23 febbraio, le forze aeree ucraine hanno rilasciato un comunicato in cui si affermava che “a seguito di un’operazione congiunta della direzione principale dell’intelligence del Ministero della difesa dell’Ucraina e dell’aeronautica delle forze armate ucraine, un altro prezioso aereo russo A-50U è stato abbattuto sul Mar d’Azov”.

Si tratta del secondo velivolo di questo tipo abbattuto da Kiev nel giro di poche settimane: il 15 gennaio era stato riferito della perdita del primo A-50U insieme a un Il-22M-11, un aereo per il comando e controllo. Durante tutto l’arco del conflitto, un altro A-50 era stato danneggiato da un attacco di un drone sulla base bielorussa di Machulishchy (febbraio 2023), e a quanto pare il velivolo è dovuto tornare in Russia per effettuare le riparazioni a inizio di marzo di quell’anno.

Sebbene non si sappia l’effettivo ammontare dei danni, orientativamente – per le considerazioni che riferiremo a breve – l’aereo è rimasto fuori servizio per un tempo relativamente lungo e non è ancora chiaro se a tutt’oggi sia tornato operativo.

La perdita del secondo A-50U ha spinto la Russia ha ricominciarne la produzione: l’agenzia di stampa Tass ha riferito, il 29 febbraio, che Rostec, la conglomerata di Stato che gestisce il colosso dell’aeronautica Uac, ha deciso di “ripristinare il numero di aerei Awacs A-50”. L’amministratore delegato di Rostec, Sergei Chemezov, ha contestualmente affermato che la modernizzazione degli A-50 allo standard U sta continuando e dovrebbe concludersi “nel prossimo futuro”.

L’A-50, come accennato, è un Awacs ovvero un velivolo radar per il controllo dello spazio aereo: questo significa che il suo compito principale è svolgere attività di allarme precoce (Early Warning) nella fattispecie fornisce capacità cruciali di sorveglianza e rilevamento per le operazioni militari russe.

I sistemi di allarme precoce aviotrasportati, come il Beriev A-50, svolgono un ruolo fondamentale nelle moderne operazioni militari. Questi sistemi sono progettati per rilevare e tracciare bersagli aerei, come aerei o missili nemici, a lungo raggio. Fornendo un allarme tempestivo su potenziali minacce, consentono alle forze militari di adottare misure proattive per difendersi dagli attacchi. Questi particolari velivolo forniscono quindi la situational awareness (consapevolezza situazionale) in tempo reale e con la loro capacità di tracciare più obiettivi contemporaneamente e raccogliere informazioni dettagliate sui loro movimenti e intenzioni, permettono ai comandati sul campo di prendere decisioni in battaglia in modo coordinato. Inoltre, i sistemi di Early Warning aviotrasportati migliorano l’efficacia complessiva delle operazioni militari grazie ai loro sistemi di comunicazione che facilitano l’integrazione e la cooperazione senza soluzione di continuità tra le forze aeree, terrestri e marittime: una sorta di hub per la raccolta e la diffusione delle informazioni volante.

Il Beriev A-50 è dotato di radar avanzati tra cui lo “Shmel-M”, con una portata fino a 400 chilometri, e può tracciare più bersagli contemporaneamente. Oltre a questo, è dotato di vari sistemi di sorveglianza, inclusi sensori elettro-ottici e a infrarossi, che gli permettono di raccogliere informazioni dettagliate sui movimenti e sulle intenzioni dei bersagli in volo, anche in condizioni meteorologiche avverse o di scarsa illuminazione. L’importanza di un velivolo come questo risiede anche nella sua capacità di essere una sorta di “ponte radio” volante: gli avanzati sistemi di comunicazione dell’A-50 consentono una perfetta integrazione e coordinamento con altri assetti militari trasmettendo dati e intelligence in tempo reale a centri di comando a terra, aerei da caccia e altre unità.

Dall’inizio della guerra in Ucraina, l’A-50U è stato ampiamente utilizzato per la gestione delle operazioni degli aerei da combattimento delle Vks (Vozdushno-Kosmicheskiye Sily), oltre a fornire coordinate di mira degli obiettivi per i MiG-31K che lanciano il missile ipersonico Kh-47M2 “Kinzhal”. Un secondo ruolo per l’A-50U in questo conflitto è quello di condivisione dei dati con le batterie di S-400 (SA-21 in codice Nato) russe per creare una rete di difesa aerea più integrata ed efficace a distanze maggiori. Impiegati in questo modo, gli Awacs permetteono di massimizzare l’efficacia dei sistemi da difesa aerea allungando la portata dell’occhio dei radar di ricerca, tracciamento e ingaggio.

La Russia si ritiene sia entrata in guerra con sette A-50U in servizio, che dopo le recenti perdite sono quindi rimasti cinque. Probabilmente, dopo due anni di intense operazioni, si ritiene che la disponibilità operativa dei rimanenti A-50U sia bassa, e questo sarebbe anche confermato dalla decisione russa di riaprirne la linea produttiva.

Bisogna considerare che le Vks non hanno mai utilizzato gli A-50 in modo intensivo come farebbe la Nato coi suoi Awacs, cioè non hanno mai tenuto diversi aerei in volo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questo perché non è il modo in cui operano le forze aerospaziali russe, ma sono stati schierati per migliorare la protezione delle zone del fronte di particolare interesse o per sostenere specifiche operazioni su larga scala dell’aviazione tattica o ancora per il lancio dei missili ipersonici “Kinzhal”.

La perdita di due A-50, oltre a menomare la capacità di Early Warning russa, è importante anche perché si sono persi operatori altamente specializzati: l’equipaggio di un velivolo di questo tipo è composto da 15 persone di cui 10 sono addetti ai particolari sistemi di bordo. Addestrare un ufficiale (o sottufficiale) per questi compiti particolari richiede molto tempo, pertanto in una condizione di guerra la perdita di due equipaggi completi risulta un duro colpo per tutto l’apparato delle Vks. Non è nemmeno da sottovalutare la considerazione della maggiore necessità russa di avere “un occhio nel cielo” a fronte dell’arrivo dei cacciabombardieri F-16, i cui primi esemplari saranno consegnati all’aviazione ucraina entro l’anno.

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