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La Russia ha presentato il progetto per una nuova nave da assalto anfibio multiruolo che può diventare anche una portaerei a tutti gli effetti. Dopo aver abbandonato il programma per un’unità portaeromobili classica per insufficienza di fondi, conosciuto col nome di project 23000E Shtorm risalente al 2015, e aver impostato due Lhd (Landing Helicopter Dock) della classe project 23000 in sostituzione delle francesi Mistral la cui consegna è stata bloccata per via dell’embargo, ora Mosca sembra voler pensare a un vascello multiruolo dalle dimensioni intermedie che sarebbe in grado di operare anche con velivoli ad ala fissa.

La Shtorm avrebbe dovuto essere una superportaerei da 100mila tonnellate di dislocamento, mentre quello delle Lhd attualmente in costruzione si aggira intorno alle 20mila. Il nuovo progetto, denominato Varan, dovrebbe vedere la nascita di una unità da 45mila tonnellate di dislocamento (poco più di quello standard dell’attuale Admiral Kuznetsov) con ponte di volo angolato, catapulte e bacino allagabile.

Dopo la fine della Guerra Fredda, le navi d’assalto anfibio si sono trasformate da mezzo di supporto di grandi formazioni navali concepite per gli sbarchi, in unità indipendenti in grado di svolgere non solo compiti di combattimento, ma anche umanitari. Oggi infatti questa tipologia di nave viene utilizzata per “mostrare la bandiera”, trasferire truppe, effettuare pattugliamenti marittimi e supportare navi più grandi come evidenziato perfettamente dai piccoli gruppi navali di Lhd statunitensi che operano in modo autonomo parallelamente ai Csg (Carrier Strike Group) formati attorno alle portaerei più grandi. Al di fuori degli Stati Uniti, la tendenza ad acquistare unità navali multiruolo che possano utilizzare anche aerei imbarcati si è affermata ormai da qualche lustro: l’Italia, ad esempio, ha puntato su nave Cavour e nave Trieste che, sebbene leggermente diverse, posso ricoprire sostanzialmente gli stessi compiti operando anche con gli F-35B, la versione Stovl del noto cacciabombardiere di sesta generazione della Lockheed-Martin.

Negli ultimi anni, l’industria cantieristica russa si è concentrata sullo sviluppo di questa classe di unità navali, ed il progetto Varan, sviluppato dal Nevsky Design Bureau (Nevsky PKB, parte della United Shipbuilding Corporation) è forse il più interessante proprio per le sue caratteristiche multiruolo spinte.

Come è stato riferito alla Tass il mese scorso, una caratteristica distintiva sarà una struttura multifunzionale modulare a piattaforma unificata: sulla base di essa, è possibile creare diversi tipi di navi di grande superficie, tra cui una portaerei, una nave da assalto anfibio, una da trasporto, una nave ospedale e persino una nave appoggio per la zona artica. Un approccio che, se vedrà davvero la luce, potrebbe essere il primo su scala mondiale. Il Nevsky Design Bureau fa notare infatti che il progetto della nave prevede la formazione dello scafo con un metodo a moduli, che ridurrà al minimo il tempo e il costo delle riparazioni durante il periodo di funzionamento, ma soprattutto razionalizzerà e velocizzerà quello di costruzione. Il concetto, a ben vedere, non è nuovo: altre unità navali, più piccole, vengono costruite in questo modo e soprattutto prevedono la possibilità di abbracciare diversi ruoli cambiando i “moduli” costruttivi.

Le caratteristiche generali della nave rilasciate dal bureau di progettazione sono ancora frammentarie, com’è logico per l’attuale stato di sviluppo (ancora assolutamente embrionale) e come da tradizione russa, ma sappiamo che le unità tipo Varan saranno lunghe circa 250 metri, avranno una larghezza massima di 65 metri e un pescaggio di 9. La propulsione, che sarà affidata a turbine a gas ma non è dato sapere con che tipo di combinazione – ovvero se “tutto gas” o mista – garantirà una velocità fino a 26 nodi.

Dai render pubblicati è possibile notare la spiccata attenzione all’impiego aereo. Nonostante la presenza di un portellone a poppa, che dovrebbe aprirsi quindi su bacino allagabile interno per la messa in mare di mezzi da sbarco o motoscafi, la Varan sembra essere principalmente una nave portaeromobili caratterizzata da un alto grado di automazione e dalla capacità di utilizzare sistemi robotici. Secondo quanto riferito dai russi potrà trasportare 24 velivoli multiuso, sei elicotteri e fino a 20 velivoli senza pilota. La composizione del gruppo aereo della nuova unità dovrebbe essere incentrata sui caccia imbarcati MiG-29K, nonché su un futuro, e finora solo ventilato, velivolo a decollo e atterraggio verticale di fabbricazione russa.

Nei disegni, sul ponte di volo è possibile vedere la presenza di due catapulte con paratie parafiamma e un gruppo di tre cavi di arresto, ma attualmente non sappiamo se si tratti della versione definitiva. Se però trovasse conferma la notizia che potrebbe imbarcare i Mig-29K potrebbe significare che sarà dotata di catapulte “leggere”, quindi non in grado di lanciare i caccia imbarcati più pesanti come il Sukhoi Su-33 che equipaggiano la Admiral Kuznetsov attualmente in cantiere per lunghi lavori di ammodernamento e manutenzione.

Secondo gli specialisti del Nevsky Design Bureau lo stato del programma Varan è a livello del progetto preliminare, e alcune delle parti principali dell’unità sono in fase di progettazione. Sembra che siano stati sviluppati gli schemi generali di disposizione, i diagrammi della centrale elettrica principale e il sistema di alimentazione elettrico della nave, oltre alla creazione di un primo modello tridimensionale dello scafo.

La Russia conta molto di piazzare la nuova unità sul mercato estero: sembra sia stato infatti creato un complesso di formazione e addestramento in una forma orientata all’esportazione. I progettisti in questo senso sono ottimisti ritenendo che il concetto stesso di una nave multiruolo di questo tipo consentirà di piazzare la nave sul mercato mondiale come una piattaforma marittima innovativa ed equilibrata.

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