La geopolitica della corsa allo spazio
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Almeno cinquanta esperti russi dei cosiddetti “barili bomba” sarebbero stati richiamati in patria dal Cremlino dalla Siria. Qui negli ultimi anni hanno aiutato l’esercito siriano nel confezionamento e nell’uso di queste particolari armi, rudimentali sì ma micidiali per la loro conformazione. Il fatto che i tecnici siano stati richiamati in Russia, potrebbe far presagire a un largo usa dei barili bomba anche in Ucraina.

A ipotizzarlo, in un articolo pubblicato in questa domenica, è stato il Guardian. Il quotidiano britannico, in particolare, ha riportato il parere di alcune fonti di alcuni servizi segreti occidentali. Proprio queste fonti avrebbero rivelato il sospetto movimento di tecnici dalla Siria alla Russia e la possibilità che i barili bomba facciano la loro comparsa anche nel teatro di guerra ucraino.

Cosa sono i barili bomba

Già dal nome è possibile intuire le particolarità di queste armi. Per barile si intende proprio il fatto che l’esplosivo è contenuto all’interno di un contenitore, spesso in metallo, molto simile a quelli usati per contenere il petrolio appena estratto. Il barile poi viene lanciato dagli aerei oppure dagli elicotteri. L’effetto che ha la deflagrazione al suolo è fortemente impattante. Dentro il contenitore infatti non c’è soltanto l’esplosivo. Vengono piazzati, al contrario, anche bulloni e chiodi. Così come spesso anche ferraglia di ogni tipo. Quando quindi il barile bomba esplode, schegge e frammenti possono arrivare a distanza di metri se non chilometri dal punto dell’impatto. Questo amplifica il danno sugli edifici, ma ovviamente soprattutto sulle persone. Chiunque si trovi a passare non lontano dal luogo dell’esplosione, anche senza accorgersene potrebbe subire effetti letali.

Un’arma del genere oltre a distruggere, terrorizza la popolazione. Rende i cittadini di un luogo bombardato con barili bomba quasi impotenti, dà loro la sensazione di un’estrema vulnerabilità senza poter trovare adeguati rifugi. Così come sottolineato in un reportage di Eugenio Dacrema e Marta Serafini pubblicato sul Corriere della Sera e dedicato ai barili bomba, queste armi sono state viste in azione per la prima volta in Israele nel 1948. Successivamente non sono mancate in gran parte delle guerre civili che hanno tormentato svariati angoli del pianeta.

In Siria i russi hanno aiutato l’esercito locale a fabbricare i barili bomba nell’ambito della collaborazione tra Mosca e Damasco durante la guerra civile, ancora in corso. Diversi tecnici russi sono stati richiamati ora in patria. Secondo il Guardian, come detto, sarebbero almeno cinquanta. Il loro richiamo, sempre per il quotidiano britannico, sarebbe all’origine degli ulteriori allarmi circa uso di armi non convenzionali lanciato nei giorni scorsi sia dall’Europa che dagli Stati Uniti.

La differenza tra il contesto siriano e quello ucraino

L’uso di barili bomba in Siria è stato ampiamente documentato. Nelle fasi salienti della battaglia per Aleppo o per la ripresa della regione di Deir Ezzor dalle mani dell’Isis, Damasco ha utilizzato questi ordigni. Spararli sui quartieri occupati dagli islamisti, ha avuto un grande impatto psicologico sui combattenti. Ma ovviamente anche tra la popolazione. Anche se non è stata l’arma con cui la Siria si è potuta riappropriare di diverse città finite fuori dal controllo del proprio governo, ad ogni modo i barili bomba sganciati lungo i fronti più delicati hanno dato un certo contributo.

Lo stesso contributo che adesso i russi spererebbero, se i report del Guardian si dovessero rivelare esatti, di vedere anche in Ucraina. Ma per Mosca qui la situazione è diversa rispetto al contesto siriano. Soprattutto perché per poter usare i barili bomba occorre avere un controllo pressoché totale dello spazio aereo. E i russi in Ucraina, al contrario che in Siria, non ce l’hanno. Nonostante i bombardamenti dei primi tre mesi di guerra abbiano notevolmente ridotto la capacità di difesa dell’aviazione di Kiev, essa però non è stato del tutto annientata. Gli ucraini hanno dimostrato di poter usare ancora non solo alcuni jet, ma anche soprattutto droni e missili della contraerea che spesso nelle ultime settimane hanno recato seri danni ai mezzi russi. Bombardare il territorio ucraino con elicotteri e aerei esporrebbe ad oggi l’aviazione di Mosca a rischi concreti. Il gioco quindi non varrebbe la candela: usare i barili bomba potrebbe sì comportare un vantaggio tattico, ma a un prevedibile quanto evitabile caro prezzo.

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